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Il trevigliese Edo Ronchi subcommissario ambientale per l’Ilva

Lo ha nominato con un decreto il ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, per affiancare, spiegano al Ministero dell'Ambiente, il commissario Enrico Bondi in un ruolo di tutela ambientale, e seguire in particolare i lavori della commissione di esperti che verrà nominata prossimamente, incaricata di contribuire a formulare il piano ambientale per l'Ilva.

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Il trevigliese Edo Ronchi è il nuovo subcommissario ‘ambientale’ per l’Ilva.

Lo ha nominato con un decreto il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, per affiancare, spiegano al Ministero dell’Ambiente, il commissario Enrico Bondi in un ruolo di tutela ambientale, e seguire in particolare i lavori della commissione di esperti che verrà nominata prossimamente, incaricata di contribuire a formulare il piano ambientale per l’Ilva.

"Edo Ronchi è una delle migliori espressioni di un ambientalismo che ha saputo affrontare le sfide del governo. Come avevo annunciato, si tratta di una scelta fatta per dare credibilità a quel percorso di risanamento previsto dal decreto e per costruire un rapporto più forte con la città e le sue istanze", ha spiegato il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, aggiungendo che "la vicenda Ilva rappresenta in generale una sfida decisiva per dimostrare la possibilità di coniugare le istanze dell’ambiente e della salute con quelle della produzione".

"E’ sicuramente una bella sfida", ha commentato Edo Ronchi, ex ministro dell’Ambiente e attuale presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile.

"Non voglio rilasciare dichiarazioni, sono solo chiacchere fino a che non avrò preso oggetto della situazione e avrò messo a punto un Piano operativo di lavoro", ha però aggiunto Ronchi, che ha detto di aver parlato con il ministro Orlando.

Secondo Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, "la nomina di una persona dalle qualità ed esperienza di Edo Ronchi subcommissario per l’Ilva rende più credibile l’impianto del decreto Ilva bis e lo sforzo in atto per mantenere la produzione di acciaio a Taranto salvaguardando la salute dei cittadini e l’ambiente".

Positive le reazioni degli ambientalisti. "La nomina di Edo Ronchi a subcommissario per l’Ilva di Taranto è un’ottima scelta e rappresenta una grande sfida per tutto l’ambientalismo scientifico", ha detto il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. Un scelta definita "giusta" anche dal responsabile Ambiente del Pd, Simone Valiante. Che il subcommissario per l’Ilva dovesse essere "espressione del mondo ambientalista", il ministro Orlando lo aveva detto nei giorni scorsi in una intervista, preannunciando anche la nomina della commissione di esperti che contribuirà ad elaborare il piano ambientale.

"La nostra azione – aveva spiegato il ministro Orlando – parte dal ragionamento su chi deve guidare l’azienda: siamo convinti che, accanto all’attenzione per l’aspetto produttivo e finanziario, debba esserci contestualmente quella per il risanamento ambientale dell’acciaieria. E’ una scelta necessaria per evitare anche che il contributo degli esperti sia derubricato ad intervento esterno. Invece vogliamo che accompagnino i processi su tutti i fronti e quindi nel gruppo deve esserci una figura in grado di contemperare anche le implicazioni industriali degli interventi di ambientalizzazione".

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Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    Svettano, si potrebbe dire eternamente, quelli che, di sinistra doc, sanno far benissimo funzionare tutto quello che vuole la destra. Dimostratissimo dagli ultimi 40 anni di vita politica italiana. Ora però c’è il M5* e se i poveri pirla si svegliano rischiano di non farsi più prendere per i fondelli. Sarà dura però.

  2. Scritto da Gaetano Bresci

    conobbi e apprezzai Edo in un lontano passato, lo sostenni politicamente anche durante la sua disavventura giudiziaria ma qualche anno fa, ad una pubblica riunione su cosa non ricordo, ebbi la netta impressione del suo cambio di “livello” e della sua distanza dalla reale condizione di vita della maggior parte della popolazione.

  3. Scritto da Marcolucio

    Purtroppo non solo ……..ritornano, ma non escono mai dal giro ( dalle poltrone che contano).Soltanto per un poco non sappiamo dove sono parcheggiati. E’ la solita logica partitica che non muore mai. Salvo sollevazione popolare! Marcolucio.

    1. Scritto da andrea

      Io direi che forse è anche peggio: più che di “logica partitica” (perchè se un partito conosce e segnala nominativi validi e seri a me può stare anche bene), parlerei di “logica generazionale”, di gente “dura a morire” che continua ad occupare poltrone e poltrone e poltrone. Guarda caso hanno tutti circa la stessa età, fra i 60 e i 70 anni. Una generazione che ha “preso il potere” economico e sociale trent’anni fa e che non si vuole schiodare. Per la serie: “largo ai giovani”

  4. Scritto da VedettaLombarda

    il “nuovo” che avanza … a volte ritornano …