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Tre mesi fa il Conclave eleggeva Papa Francesco Com’è cambiata la Chiesa fotogallery

Il 13 marzo 2013 il Conclave dei cardinali nella Cappella Sistina eleggeva Papa Francesco. In tre mesi il nuovo pontefice ha già affrontato alcuni temi che delineano il suo pontificato: dal denaro all'aborto, dal potere alla lobby gay, dagli scandali della pedofilia alla riforma della Curia.

di Pier Giuseppe Accornero

«Nella Curia c’è gente santa, davvero»; ma c’è anche una «corrente di corruzione»; «si parla di una "lobby gay" e in effetti c’è… Bisogna vedere che cosa possiamo fare». Sono alcune frasi attribuite a Papa Francesco dai vertici della Confederazione latinoamericana di religiosi (Clar) ricevuti il 6 giugno. I contenuti dell’incontro sono stati resi noti dai religiosi sul sito cileno «Reflexion y liberación». Subito è esplosa la bomba sui media e sui siti di mezzo mondo con la corsa alle rilevazioni o pseudo rivelazioni e alle smentite, alle conferme e alle polemiche, alle interpretazioni e alle correzioni. Il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, dice di non avere «alcuna dichiarazione da fare sui contenuti della conversazione», dato che si trattava di «un incontro privato», e dunque non è stato registrato né trascritto.

CHE COSA HA DETTO PAPA FRANCESCO

Secondo i religiosi, al di là di questo accenno alla «lobby gay» in Vaticano, su questo tema scabroso il Papa non ha detto altro. Ha parlato invece di molte cose: ha incoraggiato i religiosi ad «avanzare verso nuovi orizzonti», senza paura «di correre rischi andando verso i poveri e i nuovi soggetti emergenti nel continente». Anche se «vi arriva una lettera della Congregazione per la dottrina, affermando che aveva detto questa o quella cosa… non preoccupatevi. Spiegate quello che dovete spiegare, però andate avanti… Aprite porte, facendo qualcosa là dove la vita chiama. Preferisco una Chiesa che si sbaglia per fare qualcosa a una che si ammala per rimanere rinchiusa». La si è sempre schierata con i poveri contro gli sfruttatori e i latifondisti. Bergoglio, religioso gesuita, come arcivescovo di Buenos Aires ovviamente ebbe rapporti con i religiosi.

INDISCREZIONI SULL’ELEZIONE

Francesco ha poi parlato della sua elezione, tre mesi fa, il 13 marzo, e delle sue prime scelte: «Non ho perso la pace in nessun momento e questo, sapete? non è mio, io sono uno che si preoccupa e che diventa nervoso… Ma non ho perso la pace in nessun momento. Ciò mi conferma che è qualcosa che viene da Dio». Sulla decisione di abitare a «Casa Santa Marta» – una residenza per cardinali, vescovi, sacerdoti e religiosi che lavorano in Vaticano o che dai vari Paesi arrivano per incontri, impegni, udienze – Francesco ha detto: «Lo faccio perché ho sentito che era ciò che il Signore voleva. Ma questi gesti non sono miei, c’è un Altro qui… Sono venuto a Roma solo con pochi vestiti, li lavavo di notte, e all’improvviso questo… Ma se io non avevo alcuna possibilità! Nelle scommesse di Londra stavo al quarantaquattresimo posto, immaginatevi. Chi ha scommesso su di me ha guadagnato moltissimo denaro…».

IL DENARO E LE DISUGUAGLIANZE, L’ABORTO E LE LOBBIES

Il Papa vuole una «Chiesa povera per i poveri», si batte per la giustizia e la solidarietà, denuncia ingiustizie e disuguaglianze, temi che non piacciono alle lobbies del denaro. Dopo aver ripetuto che la morte di un barbone non fa notizia mentre la fanno 3 punti persi dalla Borsa, ha parlato dell’aborto: «Bisogna andare alle cause, alle radici. L’aborto è un male, e questo è chiaro. Ma che cosa c’è dietro l’approvazione di questa legge, che interessi ci sono dietro… a volte sono le condizioni che pongono i grandi gruppi per dare appoggi economici. Bisogna andare alle cause, non fermarci solo ai sintomi. Non abbiate paura di denunciarlo… avrete problemi, ma non abbiate paura di denunciare, questa è la profezia della vita religiosa».

LA CORRENTE PELAGIANA

Bergoglio ha poi manifestato due preoccupazioni. Una per la «corrente pelagiana che c’è nella Chiesa, alcuni gruppi restauratori. Ne conosco alcuni, mi è capitato di riceverli a Buenos Aires. Uno ha l’impressione di tornare indietro di 60 anni! Prima del Concilio». Ha riferito un episodio: «Quando mi hanno eletto, ho ricevuto una lettera da uno di questi gruppi e mi dicevano: "Santità, le offriamo questo tesoro spirituale, 3.525 rosari". Non dicono preghiamo per lei, chiediamo… ma questo tenere una contabilità…». Il pelagianesimo era un’eresia, avversata da Sant’Agostino, sulla grazia, che negava il peccato originale, intendeva la libertà dell’uomo autonoma e sufficiente a raggiungere la salvezza. Sostanzialmente sono dei conservatori, dei «restauratori» che non vogliono speranza ma sicurezza; con un duro rigorismo fanno tante preghiere («tengono la contabilità dei rosari») e credono così di procurarsi e assicurarsi un diritto alla beatitudine eterna, manca loro l’umiltà per ricevere la grazia e la salvezza eterna.

LA CORRENTE GNOSTICA

La seconda preoccupazione riguarda «una corrente gnostica. Questi panteismi… Entrambe sono correnti d’élite, ma questa è di un’élite più formata… Ho saputo di una superiore generale che incoraggiava le suore della sua congregazione a non pregare al mattino, ma immergersi spiritualmente nel cosmo… cose così… Mi preoccupano perché saltano l’incarnazione! E il Figlio di Dio si è fatto carne nostra, il Verbo si è fatto carne… Che succede con i poveri e i loro dolori, quella è la nostra carne… Il Vangelo non è la legge antica, ma nemmeno questo panteismo. Se si guardano le periferie, i senza tetto, i drogati, il traffico di esseri umani… Questo è il Vangelo. I poveri sono il Vangelo».

ATTENZIONE AI COMMENTI

Proprio l’altro giorno, nell’omelia alla Messa delle 7 a Santa Marta, Francesco ha detto: il Signore ci conceda la grazia di fare attenzione ai commenti che facciamo sugli altri. Ha pronunciato l’omelia in spagnolo perché c’era il personale delle ambasciate e dei consolati dell’Argentina in Italia e alla Fao. «Era dal 26 febbraio che non celebravo la Messa in spagnolo e mi ha fatto molto bene». Commentando la frase di Gesù ai discepoli «La vostra giustizia sia superiore a quella dei farisei». Toccando «il tema del rapporto negativo con i fratelli» ha spiegato: «L’arrabbiatura è un insulto contro il fratello… Quando questo epiteto è amichevole va bene, il problema è quando c’è il meccanismo dell’insulto, una forma di denigrazione dell’altro. Non c’è bisogno di andare dallo psicologo per sapere che quando uno denigra l’altro è perché lui stesso non può crescere e ha bisogno che l’altro sia abbassato, per sentirsi qualcuno. Questo è un meccanismo brutto. Io vorrei chiedere al Signore che ci dia a tutti la grazia di fare attenzione maggiormente alla lingua, riguardo a quello che diciamo degli altri».

VESCOVO CHE CAMMINA CON IL SUO POPOLO

Tentando un bilancio di questi tre mesi di papato, si può dire che è il vescovo che cammina con il suo popolo, una strada dalla quale non si può tornare indietro: nei suoi gesti e nelle sue parole ha tenuto fede alla promessa fatta la sera dell’elezione e al nome scelto, legato alla riforma radicale della Chiesa per un Cristianesimo vissuto e testimoniato con autenticità. In questi mesi si è mosso con estrema sicurezza e tranquillità e con coraggio affronta temi molto spinosi, come ha fatto con i forti pronunciamenti sulla ricchezza della Chiesa e sui problemi del mondo. In questi mesi ha detto chiaramente ciò che è e e non è la Chiesa. Non è Chiesa quella impregnata di spirito mondano e che vive per sé e che crede di splendere di luce propria, è autoreferenziale. Papa Francesco ripete una splendida immagine usata dai Padri dei primi secoli: la Chiesa è come la Luna, che non splende di luce propria, ma riflette quella del Sole. Questa è la visione del Concilio Vaticano II. Solo in questo quadro sono possibili le riforme. Sta portando la Chiesa a un’esperienza quotidiana e feriale del Vangelo.

SILENZIO, GELO E IMBARAZZO

Silenzio, gelo e imbarazzo sono state le reazioni della Curia romana alle parole del Papa sulla «lobby gay». Imbarazzo per la diffusione dell’intervento «privato» di Francesco, ma non c’è stata smentita. I vertici della Clar deplorano che il dialogo con Bergoglio sia stato reso pubblico ma non spiegano come il testo sia arrivato sul web. Il Vaticano ripete che non è possibile virgolettare le affermazioni attribuendole al Papa, ma nessuno smentisce la sostanza. Di una lobby gay si parla da tempo e non è un mistero. La novità è che ora ne parla il Papa il quale non è per nulla preoccupato che questo possa trasformarsi nel primo incidente mediatico del pontificato. Poche settimane prima di essere eletto Benedetto XVI l’allora cardinale Joseph Ratzinger nel 2005 parò della «sporcizia nella Chiesa». Prima di partire dall’Argentina il cardinale Bergoglio in un’intervista disse che tra i compiti del futuro Papa c’è «ripulire la Curia». Tre mesi fa un cardinale scozzese fu costretto a dimettersi e a non partecipare al Conclave dopo aver ammesso molestie a seminaristi maggiorenni avvenute trent’anni fa.

CONSAPEVOLE DELLE DIFFICOLTA’

I suoi messaggi su questo tema – come quelli sul carrierismo ecclesiastico e sulla trasparenza delle finanze vaticane -indicano che il Papa è ben consapevole delle difficoltà da affrontare e delle situazioni da cambiare. Pare che le lettere anonime siano all’ordine del giorno e che l’accusa di omosessualità sia quella più utilizzata per distruggere gli avversari. Il vaticanista statunitense John Allen, intervistato da «La Stampa» inquadra parla degli sforzi che il Pontefice sta facendo per riformare la Curia: «Bisogna ricordare che la frase sulla “lobby gay” è sorta nel contesto dello scandalo “Vatileaks”, e la questione più importante era chi fosse dietro le quinte. La teoria era che forse c’erano anche alcuni omosessuali coinvolti, non per il fatto di essere omosessuali, ma perché tutti coloro che hanno un segreto da custodire potrebbero essere suscettibili a pressioni o ricatti. Quello che preoccupa di più non è l’orientamento sessuale, ma se c’è qualcuno che opera contro gli interessi del Papa. Non sono sicuro che si tratti di una vera “lobby”».

Commenti

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  1. Scritto da lotty

    I costi della chiesa è un libro edito da Nessun dogma dove si trovano tutti i dettagli di quanto riceve la chiesa italiana: 6 MILIARDI L’ANNO, con questa cifra l’italia farebbe MIRACOLI!

  2. Scritto da nino cortesi

    Al Cre ogni bambino paga euro 110 la settimana. Si iscrivono anche in paesi da 3.000/4000 abitanti anche 300 bambini (alcuni anche con 2 o 3 fratelli). Secondo voi la Chiesa ci perde? E, secondo voi, quante tasse paga? Non sembra una situazione al limite dell’arroganza?

  3. Scritto da nino cortesi

    La Chiesa cambia solo se inizia a pagare le tasse come un qualsiasi cittadino onesto. Ora è solo il principio di tutte le evasioni fiscali.

    1. Scritto da Mirella

      Lei è il primo candidato alla scomunica per eresia! Si penta e vada a confessarsi, finché è in tempo!

    2. Scritto da Che palle

      Che palle queste evasioni fuscali, come se si pagassero più tasse si risolvessero tutti i problemi. E se ne pagassero di meno non sarebbe una soluzione? Più tasse si pagano e più parassiti magnano.
      Meno tasse per le aziende e per i cittadini, meno evasione, più lavoro e più benessere

      1. Scritto da lotty

        se TUTTI PAGANO le tasse SCENDONO! Che palle far finta di non capire!

        1. Scritto da Damiano

          Comunque è vero che la tassazione attuale, ha soltanto alimentato privilegi e cifre immorali per i propri viziacci, a persone non meritevoli! Con una simile pressione fiscale, se governati da persone oneste e capaci, saremmo in un eden…

  4. Scritto da giorgio

    ..massimo rispetto.. ma non mi da da mangiare.. e nemmeno, in un mondo di ‘lupi’, la predicata felicità promessa..

  5. Scritto da andrea

    le parole di questo papa sono eccezionali cosi come i piccoli gesti che ha fatto finora , ma rimane il fatto che le parrocchie dei comuni medio piccoli sono gestite da preti “banchieri” dove la priorità è cercare soldi per il lusso della chiesa e non per aiutare chi perde il lavoro , la casa , chi fa veramente fatica.