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Skarmeta e Pinochet: quando il bianco-e-nero diventa arcobaleno

"I giorni dell'arcobaleno" del grande scrittore cileno: romanzo tra fiction e realtà sul referendum del Sì. Da questo libro il film di Pablo Larrain, Oscar 2013 come migliore straniero.

Autore: Antonio Skarmeta

Titolo: I giorni dell’arcobaleno

Edizioni: Einaudi

Pagine: 170

Costo: 19 euro

1973: di quell’anno ricordo le dirompenti immagini che documentavano il bombardamento sulla Moneda a Santiago durante il golpe Pinochet. Il bianco e nero delle esplosioni, l’immagine degli aerei che iniziavano la dittatura e di quell’uomo accovacciato con fucile ed elmetto in testa ai piedi del palazzo del governo.

Ne sono sempre stato colpito: l’inizio di una dittatura in modo così violento, l’esercizio del potere militare non per difendere ma per distruggere il proprio Paese.

Ne “I giorni dell’arcobaleno” il pluripremiato scrittore cileno Antonio Skàrmeta costruisce un romanzo legato a quella tragica pagina della storia non solo cilena.

Attraversa gli anni della stretta e narcotica dittatura che, silenziosamente, trasporta negli anni Ottanta il Cile verso una “normalità” economico-sociale per arrivare al fatidico 1988.

Skàrmeta parte da qui: è l’anno in cui Pinochet decide di indire un referendum su se stesso per dare una patina di democrazia e legittimità popolare alla sua dittatura.

Adrian Bettini è un pubblicitario, un bravo pubblicitario che, di ritorno dall’esilio forzato, viene incaricato dal Ministro degli Interni di dirigere la campagna per il Sì.

Non è facile aver il coraggio di rifiutare ad una simile richiesta soprattutto in un momento storico così delicato. E di coraggio, Bettini, ne ha da vendere.

Semplice: un No per porre fine al terrore, per ricominciare, per piangere finalmente di gioia, per riconquistare, con una campagna pubblicitaria, la normalità ovvero il diritto di vivere il proprio paese senza paure.

Strano. Sembra quasi un romanzo, ma successe davvero.

Giovani studenti, professori, padri rassegnati, oppositori al regime, esiliati: Skarmeta li propone concentrati nel tentativo di vittoria finale, combattivi e pieni di speranza.

Il romanzo ha un grande punto di forza: la preziosa sensibilità dell’autore cileno che avevo scoperto leggendo “Il postino di Neruda” ambientato nel 1969 nel piccolo villaggio di Isla Negra vicino alle coste del Cile a cui è ispirato il film con Troisi e Noiret.

Ne “I giorni dell’arcobaleno” lo scrittore cileno mescola delicatamente realtà storica e invenzione romanzesca per consegnare ai lettori un testo di speranza e libertà; quando si aveva l’impressione, prima del referendum, che nulla si sarebbe mosso legando indissolubilmente la storia del Cile al solo Pinochet e a quegli anni oscuri ecco che il coraggio di un uomo come Bettini riapre le porte della normalità.

La vittoria del fronte del NO è così schiacciante che Pinochet, questa volta abbandonato dai militari, deve consegnare il paese ai legittimi vincitori, persone finalmente libere anche di festeggiare per le strade di Santiago.

Senza più paure.

Da questo libro trae ispirazione il film uscito recentemente in Italia del giovane ed interessante regista cileno Pablo Larrain “No – I giorni dell’arcobaleno” , nominato agli Oscar come miglior film straniero del 2013 e ultima pellicola di una trilogia sulla dittatura cilena insieme ai precedenti “Fuga” e “Post Mortem”.

Uno degli spot per il NO recitava: Chile l’alegria ya viene. Ed è arrivata. 

Commenti

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  1. Scritto da Ornella

    Il periodo storico in Cile, trattato dal romanzo, mi è sempre molto interessato; sono quindi curiosa di leggere questo libro.

  2. Scritto da Simona

    Mi sa proprio che, dopo aver visto il bellissimo film, non mi rimane che leggere il libro così poeticamente descritto.