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Popolari verso la Spa? Resti: “Ubi va modernizzata ma non va stravolta”

Alle dichiarazione del governatore di Banca d'Italia Ignazio Visco, che auspicava per alcune banche popolare il passaggio a Spa, risponde indirettamente Andrea Resti, consigliere di Ubi: "Favorevole a una modernizzazione ma convinto della validità del modello cooperativo".

L’attuale disciplina sulla banche popolari può risultare inadeguata per gli intermediari di grandi dimensioni, operanti a livello nazionale o internazionale e quotati in Borsa. Andrebbe resa più agevole la trasformazione in società per azioni”: con queste parole il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, nella sua relazione all’assemblea annuale del 31 maggio, ha riportato in primo piano il dualismo tra il modello cooperativo e il modello Spa.

Anche se la frecciata di Visco sembra si riferisse principalmente alla Banca Popolare di Milano, invitata così al cambiamento, l’uscita ha subito mandato sulla difensiva le banche popolari che si sono dichiarate fedeli al proprio modello di governance.

Da Ubi il presidente del Consiglio di sorveglianza Andrea Moltrasio ha confermato quanto emerso dall’assemblea del 20 aprile scorso, ovvero che non è in programma alcuna trasformazione in Spa, anche se si è espresso favorevolmente per quanto riguarda una modernizzazione.

Una posizione che trova il favore anche di Andrea Resti, esponente della lista “Ubi Banca Popolare!” e consigliere di minoranza all’interno del Consiglio di Sorveglianza. “Parlo in qualità di socio di Ubi Banca e non di consigliere perché la posizione della Banca viene espressa solamente dal presidente o dell’amministratore delegato – ha spiegato il professore bresciano -. Sono favorevole a una modernizzazione del modello popolare che garantisca più trasparenza, più peso alla competenza che all’appartenenza e maggiore rispetto per l’opinione dei soci”.

Sulle parole di Visco, Resti non ha dubbi: “Non credo che il governatore volesse dire che le popolari si devono trasformare necessariamente in Spa. E, in ogni caso, non avverto questo tipo di rischio all’interno di Ubi Banca. Personalmente non ho cambiato idea sul modello popolare che a mio avviso è validissimo: parallelamente, però, siamo molto attenti alle sue criticità e ai suoi punti deboli”.

Commenti

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  1. Scritto da Gerardo

    Tecnicismo da dipendente: se da qualche tempo stiamo emettendo solo obbligazioni, cioe’ la linfa della banca, di origine ubi, anziché Popolare Bergamo devo pensare che si parli ancora di banche del territorio indipendenti o che si diventera’ un unico carrozzone? La vedo buia far valere il proprio peso, senza portafoglio, visto che in tre anni la ricchezza verra quasi totalmente girata alla holding!!

  2. Scritto da Realtà

    Foglia di fico!