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L’insostenibile idiozia delle fiere del cucciolo dove il cane è solo merce

Il nostro esperto di animali Marco Bergamaschi ci mette in guardia da alcune manifestazioni espositive che prevedono la presenza di cuccioli con il preciso scopo di vendere più cani possibili.

Fiere del cucciolo, Cucciolandia, Mondocucciolo, Amicocucciolo (e si potrebbe andare avanti all’infinito) sono alcuni dei tanti appellativi affibbiati a certe manifestazioni espositive che prevedono la presenza di cuccioli di “numerose razze” con il preciso scopo di vendere più cani possibili. E a dispetto del nome che furbescamente tenta di evocare emozioni di tenerezza e affetto, vengono venduti cagnolini da sedicenti allevatori, che dell’allevatore non hanno nulla.

Infatti nella maggior parte dei casi i soggetti in vendita sono cuccioli d’importazione (Polonia, Ungheria, Slovacchia e Romania) prodotti in batteria in condizioni deplorevoli e strappati dalla madre in giovanissima età: arrivano in Italia a 50-55 giorni, corredati di documenti fasulli che falsificano l’età, di iscrizione ad un fantomatico libro-origini e di libretti sanitari con vaccinazioni inesistenti, perché a quell’età non è possibile fare alcuna vaccinazione. E il pedigree? Beh, se lo chiediamo, il prezzo del cane aumenta di qualche centinaia di euro, anche se la tariffa sarà sempre di gran lunga inferiore a quella di un serio allevatore italiano.

Ma non tutti i cagnolini in vendita arrivano dall’estero: l’allevatore che li vende, può aver instaurato un rapporto professionale con il “cagnaro nostrano”, ovvero il solito personaggio senza arte nè parte che possiede due –tre femmine e le fa accoppiare più volte l’anno, per vendere i cuccioli agli organizzatori delle mostre del cucciolo. I controlli veterinari, un’alimentazione equilibrata, la presenza di locali adeguati e la socializzazione dei cuccioli sono concetti che non appartengono a questo signore, interessato solo a guadagnare denaro senza fatica. Certo è che se avrete la s-fortuna di incrociarlo sulla vostra strada, snocciolerà perle di saggezza canina, regalandovi l’impressione di essere un tuttologo in materia cinofila, ma la realtà è un’altra: non sa nulla di cani e non gli importa niente di saperne.

In questi ultimi tempi poi, considerata l’attenzione mediatica e la pressione da parte delle principali istituzioni animaliste nei confronti dei cuccioli dell’est, la professione del “cagnaro nostrano” sta beneficiando di una seconda giovinezza, perché grazie a lui sulle locandine delle fiere del cucciolo si può scrivere “cuccioli da allevatori italiani”. E la bella figura con il pubblico e il pericolo di controlli da parte di soliti animalisti è in parte scongiurato.

Ed è così che questi cuccioli vengono esposti agli aspiranti come merce da banco, spesso imbottiti di gammaglobuline e di eccitanti per sembrare allegri e vispi, ma con un sistema immunitario alquanto fragile. Tanto è vero che una volta arrivati nelle nuove case, moltissimi sviluppano patologie e muoiono nel giro di qualche tempo tra le braccia di chi era convinto di aver fatto un buon affare. Comunque non bisogna aspettare così tanto: tra i box e le gabbie delle mostre del cucciolo, un occhio allenato sarà in grado di scorgere soggetti affetti da congiuntivite, eczemi, broncopolmonite e rachitismo. Ma a discapito di ciò, la gente ancora fatica a comprendere che il cane low cost non esiste e che bisogna diffidare sempre dei prezzi convenienti, che sottintendono solamente poche cure, pochi scrupoli e tante sofferenze per i cuccioli e per chi li ha partoriti.

Se cercate un cane, avete due strade da seguire: il canile o l’allevatore serio. Nel primo caso parlerete con uno dei volontari che vi racconterà la storia, i vizi e le virtù dell’amico a quattro zampe che avete scelto e nel secondo caso, oltre a conoscere i genitori del piccoletto che vi ha rapito il cuore, scoprirete curiosità, usi e costumi della razza in oggetto e vi saranno date tutte quelle garanzie sanitarie che solo un professionista serio può offrire.

Infine, per amore di verità, devo aggiungere che non tutti coloro che vendono cuccioli e che non sono allevatori, lucrano sulla salute e il benessere dei cani: ho incontrato persone che lavorano con soggetti sani, di buon livello e che soprattutto sono disponibili a seguire chi ha acquistato il cucciolo, offrendo supporto e consigli durante la sua crescita. Non sono tanti, ma esistono.

Tutti gli altri, quelli che allevano e vendono decine di razze, che si dichiarano disponibili a cambiarvi il cane se il cucciolo non sta bene, che chiedono denaro in più per il pedigree o che organizzano “svendite” di cuccioli, lasciateli stare. Se cominciamo ad ignorarli, magari se ne fanno una ragione e si cercano un lavoro serio.

Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    Il vero commercio avviene fuori dalle fiere con venditori in nero e con cuccioli nel bagagliaio della macchina.

  2. Scritto da Giorgia Navone

    D’accordo con Matteo, abbiamo i canili pieni di cani da adottare, sono contraria a qualsiasi tipo di allevamento. Anche gli allevatori che sembrano seri, di fatto, non fanno altro che sfruttare gli animali, e ne fanno uso commerciale. La vita non si vende e non si compra!!

  3. Scritto da matteo

    i canili sono pieni di amici a 4 zampe che cercano casa. NO ALL’ACQUISTO DEI CANI!!!!!!

  4. Scritto da Anita

    per quanto mi riguarda o canile o allevatore super serio; se scelgo la prima ipotesi lo faccio per il cane, se scelgo la seconda, lo faccio per me. E se lo faccio per me, pago non solo la bellezza, ma soprattutto un lavoro di anni fatto in modo serio. Tutto il resto è feccia.

  5. Scritto da gigi

    vedo spesso donne dai 50 ai 70 condurre cani di piccola taglia e dialogare come se fossero persone…ma mi chiedo : i cani conoscono le lingue?, perche’ se lo stesso animale viene donato ad un residente in Germania costui gli si rivolgera’ in tedesco

    1. Scritto da vic

      Simpaticissimo! Battuta nuovissima.

  6. Scritto da Il Conte Minimo

    Caro Bergamaschi,
    non esiste il cane low cost ma neance il cane di lusso:
    in 20 e passa anni non ho mai trovato allevatori (anche monorazza di fama nazionale) che fossero dei buoni samaritani. Tutti vendono a prezzi stratosferici cani normalissimi e parlano male l’uno dell’altro
    Se non avete velleità competitive per il vostro cane andate da un privato che abbia cuccioli con genitori visibili e pedigree e andrete sul sicuro

    1. Scritto da Viola

      non sono Bergamaschi, ma replico volentieri al suo discorso: l’articolo parla di allevamenti intensivi, di cani sfruttati, di cuccioli malati, di delinquenti che vivono sulla pelle degli animali e sull’ignoranza delle persone. Che cosa ci azzecca la velleità competitiva?? A questo punto mi vengono dei sospetti sulla sua professione.

      1. Scritto da Il Conte Minimo

        Cara Viola,
        premetto che per professione faccio tutt’altro e la cinofilia è un mondo che vivo da dilettante (nel senso più positivo del termine visto che lo faccio senza alcun fine di lucro e solo per passione, senza trattare cucciolate). Sgombrato il campo da ogni possibile equivoco, le segnalo che il mio intervento voleva evidenziare che Bergamaschi ha affrontato solo un aspetto del più ampio discorso che meriterebbe di essere fatto sugli allevamenti.

        1. Scritto da Viola

          che non sia stato affrontato l’argomento in modo completo è un suo personalissimo parere, ma la prego non lo faccia diventare qualcosa di “oggettivo”, perchè non lo è. Ribadisco che il pezzo tratta del fenomeno delle fiere del cucciolo e non di altro.

          1. Scritto da Il Conte Minimo

            A questo punto vengono anche a me, come a lei, dei sospetti sulla sua professione.

  7. Scritto da tonio

    basta non autorizzarle e poi denunciare chi le fa
    ma siamo in italia..

  8. Scritto da Tommaso

    se solamente in Italia vengono organizzate le fiere del cucciolo e negli altri paesi no, ci sarà un motivo…

  9. Scritto da Prisca

    bisogna boicottare senza sosta questi personaggi