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Svolta del vescovo Beschi: “Cari laici, scrivetemi” Che cosa ne pensi?

Presentate le prime lettere circolari pastorali: il lavoro del consiglio pastorale diocesano o degli uffici di curia viene consegnato dal vescovo Beschi alle parrocchie e ai vicariati perché ne discutano la validità e apportino riflessioni e modifiche attraverso un indirizzo mail: circolari@curia.bergamo.it

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Un programma che proietta la Chiesa di Bergamo nel futuro con le unità pastorali che prenderanno il posto delle parrocchie, la consegna delle lettere circolari e un indirizzo e.mail a cui scrivere riflessioni, annotazioni e pensieri in merito al lavoro del consiglio pastorale diocesano o degli uffici di curia.

Se non è una riforma della Chiesa di Bergamo, di certo è una svolta. Il vescovo, monsignor Francesco Beschi, supera gli "steccati" di parrocchie e vicariati e cerca un contatto diretto con i laici. Nessuna prevaricazione verso il clero o le associazioni, anzi, ma la possibilità di poter interagire e discutere con più facilità sui temi che sta vivendo ed affrontato la Chiesa di Bergamo.

LE LETTERE CIRCOLARI

Nella mattinata di mercoledì 12 giugno, nel corso dell’Assemblea del Clero, sono state presentate le prime lettere circolari pastorali: un nuovo strumento di riflessione pastorale.

"Il principio che le muove è la "circolarità", come dice il nome stesso – spiegano in diocesi – il lavoro del Consiglio Pastorale Diocesano e del Consiglio Pastorale Diocesano o degli uffici di Curia viene riconsegnato dal Vescovo alle parrocchie e ai vicariati come strumento di lavoro e di discussione perché sia oggetto di confronto nei consigli pastorali parrocchiali, nei consigli presbiterali vicariali, nelle aggregazioni laicali per una coscienza rinnovata dell’identità e del compito della comunità cristiana. Una riflessione che auspica un ritorno che generi un "circolo virtuoso".

Le lettere, distribuite sottoforma di opuscoli sono caratterizzate nella grafica da colori che rappresentano la fonte da cui nascono le tematiche affrontate: il colore rosso rappresenta la Curia, il verde il Consiglio Pastorale Diocesano, il blu il Consiglio Presbiterale Diocesano. Un indirizzo mail (circolari@curia.bergamo.it) rende possibile per sacerdoti e laici far giungere un ritorno immediato di riflessioni, di materiale o di proposte in merito alle circolari pastorali.

UNITA’ PASTORALI

Una delle prime lettere circolari è "Instrumentum Laboris per l’istituzione delle unità pastorali".

"Con la scelta delle Unità Pastorali (UP) si riscrive il volto della parrocchia, innestando una modalità nuova nello stile delle relazioni e nell’attività pastorale, in vista della costruzione di comunità più consapevoli della vocazione dei singoli, dell’ampia ministerialità che le arricchisce, mantenendo centrale l’essenziale servizio dei presbiteri che le presiedono e la raccolgono in unità – si legge nel documento -. Questa prospettiva consente di superare la facile identificazione della parrocchia con il ruolo e la persona del parroco, resa forte dalla tradizionale residenzialità del parroco stesso. Si tende a privilegiare la priorità della “comunità”, che meglio esprime e promuove il senso di comunione e la conseguente corresponsabilità dei laici".

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Commenti

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  1. Scritto da TERZA DI LUGLIO

    “Con la scelta delle Unità Pastorali (UP) si riscrive il volto della parrocchia, innestando una modalità nuova nello stile delle relazioni e nell’attività pastorale….SARA’ MA PER ORA ASSISTIAMO ANCORA A PRETI APPENA ARRIVATI IN UNA COMUNITA’ CHE CON UN PO’ DI ARROGANZA CANCELLANO UNA FESTA ULTRACENTENARIA DEL PAESE COME LA “TERZA DI LUGLIO” A MORNICO. MAH

  2. Scritto da dark

    La stile dio Beschi parola. Anche a chi poi rifiuta. (vedere anche qui sotto). Questo vescovo ha coraggio e scompagina, tra i preti e tra i laici. Ben venga.

  3. Scritto da nino cortesi

    In ogni Parrocchia ci sono almeno 2 o 3 laici che sono molto più religiosi di tanti preti. Basterebbe fare preti questi nel giro di un anno. Ad Arcene ce ne sono almeno 5 così; potrei farvi i nomi. Ma bravi, veramente bravi e sono già molto più preti di tanti preti.
    Penso che ciò che ho detto non è tutto da buttare come si butta il bimbo con l’acqua sporca.

    1. Scritto da balòs

      Scommetto che uno si chiama N. C. :-) buona serata

  4. Scritto da Laico

    Niente da dire a nessuno appartenente alla setta denominata “Chiesa cattolica apostolica romana”. Italia repubblica laica!!

  5. Scritto da gigi

    laico e’ una parola usata con differenti significati, vorrei sapere a quale si riferisce il vescovo. Laico1, significa discorso, persona o situazione che esula da qualsiasi confessione religiosa, laico2 chi all’ interno della Chiesa cattolica opera ma non e’ un religioso, laico3 ateo.

    1. Scritto da Sére

      Il senso dell’articolo é chiaro, al di la del numero di classificazione da te indicato, la proposta mi pare chiara: si rivolge alle persone non consacrate, che abbiano interesse ad interloquire con lui, argomentando sulle propspettive pastorali di cui ha parlato. Questo interpella chiunque, indipendentemente dall’aver fede o no. E’ però evidente che i primi a sentirsi interpellati, siano i cattolici credenti e praticanti. Ma penso che non ne patirà se a scrivergli sarà pure un ateo!