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“Ospedale, ammettiamolo: volevamo fare bella figura pagandola poco”

Pubblichiamo la lettera di un nostro lettore, Leone Zanchi, che prova analizzare la questione degli ospedali (vecchio e nuovo) dal punto di vista di un cittadino curioso di conoscere i motivi dei problemi che stanno incontrando le due opere.

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Pubblichiamo la lettera di un nostro lettore, Leone Zanchi, che prova analizzare la questione degli ospedali (vecchio e nuovo) dal punto di vista di un cittadino curioso di conoscere i motivi dei problemi che stanno incontrando le due opere.

Alla Direzione di BergamoNews

Da cittadino anche non residente a Bergamo città mi considero comunque “comproprietario” di un microscopica porzione del vecchio ospedale dismesso così come del nuovo: penso quindi di potere dire la mia in ordine alla destinazione del vecchio così come sul nuovo. Si sta cercando di vendere il vecchio ospedale per ricavare una bella somma e coprire in parte i costi del nuovo: ovviamente la speranza sarebbe di massimizzare quella somma ma di questi tempi c’è poco da sperare. Contrariamente a chi sostiene che il vecchio ospedale vada venduto TUTTO intero CONTEMPORANEAMENTE io resto convinto del contrario. Vista la situazione generale del mercato edilizio opterei perché sia venduto a lotti, palazzina per palazzina, PREVIO un progetto generale dell’insieme. Direi che per prima cosa vanno demolite le superfetazioni aggiunte al progetto originale (magari questa volumetria col PGT si può spostare altrove … ). Poi a mio modesto avviso il progetto dovrebbe prevedere che le nuove palazzine abbiano la medesima forma e disposizione planimetrica delle attuali (e qui non occorre insegnare agli architetti come progettare case ed uffici ad hoc) in modo che non sia alterata l’immagine dell’inserimento ambientale. Infine ad ogni lotto-palazzina va assegnato una congrua parte di giardino che –sempre all’interno del progetto unitario- sia destinato a parcheggi o altro uso congruo (bar, giornali, poste, studi medici associati, sedi di associazioni, qualche negozio alimentare, …).

Perché a mio avviso il problema è che questo quartiere non può sopportare le spaventose volumetria così com’è accaduta per l’intervento Enel. Ci credo che gli abitanti del quartiere siano preoccupati di vedere moltiplicato per 4,5,8 volte la volumetria soltanto perché il pubblico vuol fare soldi! Nel frattempo fossi nel Comune di Bergamo, non disdegnerei l’idea di accorpare l’ormai inutile parcheggio a sud delle piscine alle piscine stesse, ampliando il prato e magari inserendo un’altra vasca o una palestra sottoterra. Vengo infine al nuovo ospedale.

Del nuovo ospedale dovremmo una volta per tutte ammettere che abbiamo voluto realizzare una grande opera (grande e quindi costosa) cercando di fare bella figura pagandola poco. Insomma abbiamo cercato di fare i furbi. Peccato che una struttura complessa come un ospedale abbia bisogno prima di tutto di grandi progettisti ma anche di grande tecnicalità e quindi disponibilità economica. Invece abbiamo voluto risparmiare su tutto (vedete come siamo bravi noi bergamaschi, noi lombardi?) e siamo rimasti in mezzo al guado. Poi, per aggiungere danno al danno, abbiamo applicato un po’ di pezze ma come sempre accade in questi casi, le pezze su una base modesta saranno sempre pezze… modeste.

Il divertente di questo progetto è che (dopo la realizzazione dell’opera) qualcuno ha pensato di scavare a nord una trincea per abbassare la falda acquifera mentre a SO avevano già messo in funzione un lago per il disperdi mento delle acque piovane della città. Mica hanno pensato che se l’acqua non entra più a nord di sicuro entra da sudovest. Finché non verrà eliminato il laghetto a SO l’ospedale subirà sempre qualche infausto allagamento. Insomma: va eliminato il laghetto a SO e va scavata una trincea lungo TUTTO il perimetro /est, nord, ovest, sud) della struttura. Non c’è bisogno di realizzare quella orribile trincea come adesso (indubbiamente poco costosa da realizzare…!) ma varrebbe la pena di realizzare un canale in calcestruzzo profondo una quindicina di metri, largo un paio con la parete esterna filtrante e all’interno il canale di raccolta e le stazioni di pompaggio. Questo anello-canale abbasserebbe la falda il più possibile ed avendo il fondo tutto allo stesso livello, la zona resterebbe finalmente risanata.

I costi? Molto elevati sia per la lunghezza che per la qualità della struttura stessa. Non ho letto nulla sul risparmio energetico ma resto perplesso davanti a una struttura del genere senza che sui tetti vi sia istallato un solo metro quadro di pannelli solari e termici. Immaginavo che tutta la copertura fosse coperta da pannelli e in una buona parte anche da giardini pensili e invece ecco una bella spianata di lamiere. Magari ci sono delle pompe di calore per il geotermico ma non ho letto nulla. Peraltro una struttura del genere è tremendamente energivora e quindi anche di questo aspetto –come cittadino proprietario ed utente potenziale- non so nulla. L’ultima cosa che vorrei sapere come cittadino-utente-comproprietario (di un solo mattone o pezzettino di malta…) è sapere di chi erano i terreni su cui è sorta l’opera e come sono stati investiti e dove e come i denari ricavati dalla vendita (se si é ricavato qualcosa oppure é stato regalato). Perché ne ho sentite di tutti i colori e pertanto anche in questo (pare che i terreni fossero di un ente pubblico : FONDAZIONE ISTITUTI EDUCATIVI DI BERGAMO ?) sarebbe utile fare il massimo della trasparenza. E solo un giornale può fare questa operazione appunto “in trasparenza”.

Ringrazio per ospitalità e buon lavoro.

Leone Zanchi

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Commenti

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  1. Scritto da Damiano

    Il nuovo ospedale di Bergamo è finito anche su Radio24, in un programma di economia, come esempio di malagestione di denaro pubblico. Costato il doppio rispetto al preventivo, e non ancora finito. Ma se è possibile sforare così abbondantemente dal preventivo iniziale, a cosa serve chiedere preventivi?

  2. Scritto da Arabella

    Un ‘analisi magnifica finalmente qualcuno che parla chiaro, grazie davvero sig. Zanchi ” l’essere cittadino proprietario e potenziale utente ” e’ un’ espressione che la dice lunga sul potere che noi contribuenti abbiamo in merito e quindi esigiamo trasparenza su tutto

  3. Scritto da Narno Pinotti

    «realizzare un canale in calcestruzzo profondo una quindicina di metri, largo un paio con la parete esterna filtrante e all’interno il canale di raccolta e le stazioni di pompaggio»? Chiedo consulto agli ingegneri lettori di BgNews: mi sembra un’opera fra lo spaventosamente costoso e il tecnicamente impossibile.

    1. Scritto da giobatta

      il problema e’ tecnicamente sisolvibile in maniera non costosissima e semplice. impianti di dewatering sono gia’ stati realizzati in importanti siti industriali in italia, funzionando benissimo. quello proposto dal lettore e’ un po’ casereccio come metodo, ma e’ uno spunto non del tutto errato.

  4. Scritto da Damiano

    Mi sembrano un po’ come le teorie del Mago dei Colli con l’oroscopo… Non “volevamo”… Caro lei… Hanno voluto deliberatamente fare un’opera pubblica, che, nel miglior stile sprecone della pubblica amministrazione, è costata il doppio del preventivo ed è stata fatta col sedere. Quando le cose si fanno col sedere (nella p.a. lo sanno benissimo, tipo Salerno-Reggio Calabria) i lavori di sistemazione (e le entrate per le loro aziende designate per la manutenzione) non finiranno mai!

  5. Scritto da Enrico

    Lo spezzatino favorirebbe solo la vendita alla sanità privata di parti già atrezzate di ospedale vecchio, A poco costo e creando le premesse per il definitivo tracollo della sanità pubblica. Un bel documento presentato nel silenzio della stampa un anno fa da rifondazione già analizzava lucidamente questa eventualità, ma tutti erano troppo intenti a cercare il pelo nell’uovo degli appalti. Che strana città!

  6. Scritto da nino cortesi

    La realtà dimostra esattamente tutto il contrario.

    1. Scritto da F. Lanati

      E, ancor peggio, la saccenza è talmente alta che non accettano e non ascoltano alcun consiglio…