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Papa Francesco e la sciarpa dell’Atalanta ricevuta in dono fotogallery

Il pontefice ha ricevuto in dono da un tifoso bergamasco la sciarpa della Dea. Questa la testimonianza del pellegrino che lo scorso 3 giugno ha raggiunto Roma per la celebrazione del 50esimo anniversario della morte del Papa Buono.

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Da oggi anche Papa Francesco è un po’ atalantino. Il pontefice ha infatti ricevuto in dono una sciarpa nerazzurra da un bergamasco che lo scorso 3 giugno, per celebrare il 50esimo anniversario della morte del Papa Buono, ha raggiunto Roma con il regalo che è stato puntualmente consegnato. Come confermato dallo stesso pellegrino bergamasco sul sito Atalantini.com, Papa Francesco ha accettato con un sorriso il dono che, come si usa in questi casi per motivi di sicurezza, è stato ritirato dall’assistente del pontefice.

"Il regalo che le ho fatto – ha scritto il tifoso nerazzurro nella lettera lasciata al Papa – può sembrare umile all’apparenza ma è molto importante per noi bergamaschi. Anche Lei è un uomo di sport e di calcio, e sono certo che accetterà con simpatia questo piccolo gesto; glielo leggo negli occhi e in quello splendido sorriso che mi sta regalando. Come forse saprà era la squadra per cui tifava anche il nostro amato Papa Roncalli; è la squadra in cui hanno militato e tutt’oggi vi giocano tanti argentini, alcuni davvero ottimi: Maschio, Calvanese, Caniggia, Denis, Talamonti, Tissone, Scaloni, Pellegrino, Parra, Moralez solo per citarne qualcuno. Quello che forse non saprà è che in 106 di gloriosa storia la nostra Atalanta ha vinto un solo trofeo importante: la Coppa Italia dell’anno 1963. Sì, proprio 50 anni fa, e proprio il giorno precedente alla scomparsa del nostro compianto Papa. Una coincidenza tanto assurda. Gli amici Gino, Bruno e Beppuccio che sono un po’ più anziani di me, mi raccontano che all’epoca, quando loro erano ragazzini, a Bergamo non si festeggiò mai questa storica vittoria, proprio perché la città risvegliatasi prima campione, piombò poi nel lutto più doloroso alle 19.49 di quel nefasto 3 giugno 1963. Grazie Santità per aver accettato questo dono e per non averlo considerato una mancanza di rispetto".

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