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Future Talent Brusaporto, Menga: “Il segreto? La mia grande passione”

Beppe Menga, coach di Laurynas Grigelis, si racconta alla soglia dei 37 anni: "Ho lasciato l'attività internazionale ma non ho mai smesso col tennis, la mia grande passione me l'ha sempre impedito. E ora gioco più sereno".

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Mentre Laurynas Grigelis tira le somme al termine di una trasferta asiatica al di sotto delle aspettative, a mettersi in evidenza è il suo coach Beppe Menga, che proprio non ne vuole sapere di dire basta con l’attività agonistica. Compirà 37 anni il prossimo lunedì, ma nelle graduatorie nazionali è ancora classificato 2.1 (ranking massimo per coloro che giocano esclusivamente tornei Open) e, grazie a un brillante tennis mancino, sul match secco può ancora dare del filo da torcere a tanti.

Lo sanno bene Marco Pedrini e Mauro Bosio, recentemente battuti nelle fasi finali del torneo Open di Romano di Lombardia, ultima conquista del sempreverde Menga, un giocatore dalla storia particolare. Ha abbandonato l’attività internazionale a fine 2006 (anno del suo best ranking, alla posizione numero 432), ma ha continuato a migliorarsi anche successivamente, tanto da cogliere alcuni dei suoi risultati più importanti nelle rare apparizioni nel circuito avvenute dopo l’addio: "Il tutto – ammette il cremonese – è dovuto alla maggiore serenità che si ha dopo aver detto basta. Non c’è più nulla da dimostrare, non c’è una lotta quotidiana con la classifica, e si può scendere in campo più rilassati. Io, specialmente sulla terra battuta, gioco meglio. E poi va detto che non ho mai abbandonato la racchetta e ho sempre cercato di tenermi in forma, andando a correre e allenandomi in palestra. Una buona condizione atletica serve per vivere meglio".

Il segreto di Menga, oltre a una condizione fisica da ragazzino, è l’infinita passione per il tennis: "Quella che mi ha sempre spinto a dare il massimo, e ora mi permette di stare volentieri nell’ambiente e rimanere in campo con i miei ragazzi anche per dieci ore al giorno. Mi piace portare la mia esperienza e cercare di trasmettere ciò che ho imparato, se serve mostrando anche gli errori commessi. Inoltre, mi piacerebbe trasmettere la mia umiltà, quella di uno che è partito dal nulla e ha sempre provato a dare il tutto per tutto, girando il mondo per arrivare più in alto possibile".

Da parte sua, però, anche un appunto critico all’amato ambiente, reo di essere poco collaborativo: "Ho provato a instaurare dei rapporti con numerosi club, ma in tanti mi hanno voltato le spalle. In questo il tennis è un ambiente lavorativo come un altro: ognuno guarda ai propri interessi e c’è tanta concorrenza, mentre un po’ di collaborazione in più farebbe comodo a tutti".

Tornando al tennis giocato, a ottobre Menga sarà di nuovo in campo per disputare il campionato di Serie A1 col Tc Crema, club di cui è da anni un autentico trascinatore: "L’obiettivo è la salvezza, e abbiamo una squadra attrezzata per farcela. Io punto a giocare un bel campionato, voglio arrivarci al cento per cento".

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