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Metalmeccanici, Bergamo prima nei licenziamenti: 727 tagli in cinque mesi

La crisi economica non risparmia nemmeno uno dei settori storicamente più floridi della provincia bergamasca: secondo i dati delle liste di mobilità compilate dai centri per l'impiego, da gennaio 727 posti di lavoro persi e un incremento del 161,5%

La crisi economica non risparmia nemmeno uno dei settori storicamente più floridi della provincia bergamasca. Anche il settore metalmeccanico deve fare i conti con i continui tagli dei posti di lavoro, ed è un conto salatissimo per la Bergamasca. Secondo i dati delle liste di mobilità compilate dai centri per l’impiego delle diverse province, nei primi cinque mesi del 2013 in tutta la Lombardia hanno perso il posto di lavoro quasi 3.700 operai metalmeccanici. Un numero che rappresenta il 46% in più dei posti persi nello stesso periodo del 2012, quando i licenziati erano arrivati a 2.520 circa.

La provincia più colpita è quella di Bergamo con 727 posti di lavoro persi e un incremento del 161,5%. C’è poi Milano che in percentuale arriva al 48,5% ma in numeri assoluti a 1.151 posti persi. Anche a Varese la situazione è grave con 241 licenziati e un aumento del 173,9% .

“Continua l’aumento dei licenziamenti in Lombardia, soprattutto nelle medie e grandi imprese – dice Mirco Rota, segretario generale Fiom Cgil Lombardia. – Il dato dei primi cinque mesi del 2013 è quasi raddoppiato rispetto a quello dello stesso periodo del 2012. Questo rende evidente che non si è fatto quasi nulla fino ad oggi per trovare una soluzione. Se non si stimola la ripresa il numero dei licenziati è destinato a crescere. Di sicuro la soluzione non è, come vorrebbe il Governo, una maggiore flessibilità del mercato del lavoro”.

Rota poi sollecita la Regione Lombardia. “E’ ora che si metta mano a dei provvedimenti rispetto alla crisi e alla disoccupazione che sta aumentando. Come abbiamo chiesto più volte serve un provvedimento che renda più facilmente estendibili i contratti di solidarietà, strumento che permette di mantenere i posti di lavoro. Constatiamo invece che, nonostante l’urgenza, sia sul piano locale sia nazionale si continua a discutere di altri temi mentre del lavoro e dell’occupazione sembra non importare nulla”.

Commenti

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  1. Scritto da potranga

    Spesso è anche colpa della dirigenza. Fa comodo dare contro alla politica ma se poi si ha incompetentu nei punti cardini della società….. non servono solo soldi e commesse ma una buona programmazione e controllo degli scarti oltre che lo stoccaggio in magaxzino.