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Scomparso in Brasile nel 2008: le polizze intestate a Fabio Bertola fotogallery

Le polizze vita di Michele Maggiore, imbianchino di Verdellino scomparso in Brasile nel 2008, sono intestate a Fabio Bertola, arrestato giovedì mattina con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio di Roberto Puppo.

Tante coincidenze, forse troppe, legano la storia di Roberto Puppo a quella di Michele Maggiore, 34enne imbianchino di Verdellino di cui non si hanno notizie dal 2008: il sospetto è venuto agli inquirenti che, giovedì mattina, hanno fatto scattare le manette per Fabio Bertola, Alberto Mascheretti e Valetino Masin accusati di essere i mandanti dell’omicidio dell’operaio 42enne di Osio Sotto, crivellato di colpi sul ciglio della strada a Satuba, nel nord est del Brasile, nella notte tra il 24 e il 25 novembre 2010.

Così come Roberto Puppo, anche Michele Maggiore aveva stipulato delle polizze assicurative sulla vita, del valore di circa 500mila euro, di cui Fabio Bertola risulta beneficiario insieme alla moglie e a un terzo soggetto molto vicino, secondo chi indaga, all’architetto immobiliarista di Verdellino.

Secondo gli inquirenti Michele Maggiore avrebbe fatto da prestanome a Bertola e sarebbe stato in debito di 110mila euro: ed è forse per sanare questo debito che l’imbianchino accetta una proposta lavorativa da Bertola che prevede tre mesi di lavoro per costruire una scuola a Natal, nel nord est del Brasile.

Così, dopo aver stipulato le polizze sulla vita, Maggiore parte alla volta del Sud America il 26 maggio 2008. È proprio Bertola ad accompagnarlo all’aeroporto di Malpensa dove si imbarca in direzione Madrid, ultimo scalo prima di arrivare in Brasile. A Madrid Michele Maggiore invia un sms alla madre, Clara Ambrosio, rassicurandola sul buon esito del viaggio e informandola che il suo arrivo in Brasile è previsto per il giorno seguente: da quel momento la mamma non avrà più sue notizie.

Sul suo viaggio in Brasile Michele Maggiore nutriva più di un dubbio, tanto da dire alla madre di mandare qualcuno “da Fabio” nel caso in cui non fosse rientrato dal Brasile entro i tre mesi previsti dal progetto lavorativo.

Michele Maggiore, ufficialmente, risulta ancora vivo ma gli inquirenti stanno iniziando a vagliare tutte le ipotesi, anche la più estrema ovvero che sia stato eliminato al momento del suo arrivo in terra brasiliana.

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