BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Napolitano in Vaticano Papa Francesco: “L’Italia superi le divisioni”

Sabato 8 giugno incontro tra il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in Vaticano da Papa Francesco. Nei due discorsi ci sono i temi istituzionali delle relazioni tra Italia e Santa Sede, ma anche i toni caldi della vita quotidiana e un reciproco mettersi a disposizione in un dialogo che continua.

Più informazioni su

di Pier Giuseppe Accornero

«La sentiamo, Santità, profondamente vicino». Il Papa è «già divenuto figura familiare e cara agli italiani». «Noi cattolici abbiamo il dovere di impegnarci sempre di più in un serio cammino di conversione spirituale, affinché ci avviciniamo al Vangelo». I due Colli, Quirinale e Vaticano, si guardano con molta simpatia.

La visita ufficiale del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Papa Francesco, sabato 8 giugno, si è trasformata in un incontro essenziale, sobrio, vivo e toccante.

Dopo quello, necessariamente breve, successivo alla Messa di inizio del pontificato il 19 marzo, è stato il primo incontro tra Papa Francesco eletto tre mesi fa, il 13 marzo, e Giorgio Napolitano riconfermato presidente della Repubblica con larghissima maggioranza il 20 aprile.

Nei due discorsi ci sono i temi istituzionali delle relazioni tra Italia e Santa Sede, ma anche i toni caldi della vita quotidiana e un reciproco mettersi a disposizione in un dialogo che continua. Dice Papa Francesco: i due Colli di Roma, il Quirinale e il Vaticano, «si guardano con simpatia».

Il Presidente Napolitano parla di «fattiva concordia e limpida collaborazione». Entrambi sottolineano l’importanza della libertà religiosa e della democrazia.

Il Pontefice accoglie il Presidente: «Più volte, da entrambe le parti, è stato ribadito, con piena ragione, che il dialogo tra Italia e Santa Sede ha come fine principale il bene del popolo italiano e come sfondo ideale il suo ruolo storicamente unico in Europa e nel mondo. Davvero l’Italia può essere un esempio nella comunità dei popoli».

Ricorda «l’intensità del rapporto di stima e di amicizia» tra Napolitano e Benedetto XVI: «La collaborazione tra Stato e Chiesa, sempre rivolta all’interesse del popolo e della società, si realizza nel rapporto quotidiano tra le istanze civili e quelle della comunità cattolica, rappresentata dai vescovi e dai loro organismi, e in modo particolare dal Vescovo di Roma. Anche questa prima visita del Presidente al Papa può essere espressa efficacemente con l’immagine dei due colli, il Quirinale e il Vaticano, che si guardano con stima e simpatia». In questo 2013 – aggiunge il Papa – si ricorda il XVII centenario dell’editto di Milano, «da più parti visto come simbolo della prima affermazione del principio della libertà religiosa. Un secolo fa le celebrazioni di questa ricorrenza rappresentarono una tappa nel processo storico che favorì la presa di coscienza e il contributo dei cattolici nella costruzione della società italiana, contributo che continua a essere importante per il cammino della Nazione».

Quindi il Papa, facendosi eco del grido di sofferenza di tantissimi cristiani perseguitati nel mondo – centomila cristiani ogni anno sono ammazzati – osserva con amarezza: «La libertà religiosa è più spesso affermata che realizzata. Essa è costretta a subire minacce di vario tipo e non di rado viene violata. I gravi oltraggi inflitti a tale diritto primario sono fonte di seria preoccupazione e devono vedere la concorde reazione dei Paesi del mondo nel riaffermare, contro ogni attentato, l’intangibile dignità della persona umana. È un dovere di tutti difendere la libertà religiosa e promuoverla per tutti. Nella tutela condivisa di tale bene morale si trova anche una garanzia di crescita e di sviluppo della comunità».

Guardando più direttamente il momento storico dell’Italia e di molti altri Paesi, colpiti da una crisi globale profonda e persistente, che accentua i problemi economici e sociali e che grava soprattutto sulla parte più debole, al Pontefice «preoccupanti appaiono soprattutto i fenomeni quali l’indebolimento della famiglia e dei legami sociali, la decrescita demografica, la prevalenza di logiche che privilegiano il profitto rispetto al lavoro, l’insufficiente attenzione alle generazioni più giovani e alla loro formazione. È perciò fondamentale garantire e sviluppare l’impianto complessivo delle istituzioni democratiche, alle quali nei decenni trascorsi hanno contribuito in modo determinante, leale e creativo, i cattolici italiani. In un momento di crisi è urgente che possa crescere, soprattutto tra i giovani, una nuova considerazione dell’impegno politico, e che credenti e non credenti collaborino nella promozione di una società dove le ingiustizie siano superate e ogni persona venga accolta e possa contribuire al bene comune secondo la propria dignità e mettendo a frutto le proprie capacità». Per questo compito «occorre l’impegno di tutti».

In particolare «noi cattolici abbiamo il dovere di impegnarci sempre di più in un serio cammino di conversione spirituale affinché ci avviciniamo ogni giorno al Vangelo che ci spinge a un servizio concreto ed efficace alle persone e alla società». Non bisogna mai perdere la speranza, e il popolo italiano, attingendo alla sua ricchissima tradizione cristiana, ai suoi santi patroni Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, alle numerose figure religiose e laiche, alla testimonianza silenziosa di tanti uomini e donne, «può e deve superare ogni divisione e crescere nella giustizia e nella pace, continuando a svolgere il suo ruolo peculiare nel contesto europeo e nella famiglia dei popoli e lavorare per creare una cultura dell’incontro».

Facendo riferimento alla crisi, il capo dello Stato osserva che «è tempo di riflessione e cambiamento, di solidarietà e giustizia, con l’urgenza che il disagio di vasti strati sociali fortemente richiede. La necessità di una nuova visione dello sviluppo dell’economia e della società si pone per l’Europa nel suo complesso, stimolandone drammaticamente l’unione e chiamandola a una piena comprensione delle nuove realtà emergenti e delle istanze ancora inascoltate dei popoli di diversi continenti rimasti nel passato ai margini dello sviluppo mondiale. Il cambiamento che si impone in Italia non può non toccare anche comportamenti diffusi, allontanatisi gravemente da valori spirituali e morali che soli possono ispirare la ricerca di soluzioni sostenibili per i nostri problemi, di prospettive più serene e sicure. È questo lo sforzo cui attendiamo con tenacia e senza mai cedere allo scoramento, senza mai smarrire la speranza».

In questo sforzo, riconosce il capo dello Stato, «grandemente ci sostiene la Chiesa nello svolgimento del suo magistero educativo e del suo quotidiano esercizio pastorale: la Chiesa attraverso i suoi vescovi e, in primis, il Santo Padre. Sulle solide basi poste dalla nostra lungimirante Costituzione e dal nuovo Concordato» del 1984 «le istituzioni repubblicane e la Santa Sede sono protagonisti e guide di una limpida collaborazione per la promozione dell’uomo e per il bene del Paese».

Rammentando che «cardine» della Costituzione italiana è il principio della libertà religiosa, «ancora oggi in troppi luoghi negata e brutalmente calpestata», il Presidente assicura: «Consideriamo nostro dovere prenderne le difese ovunque, specie là dove siano colpite la libertà e la vita dei cristiani». Ricordando «il comune sentire» con Benedetto XVI, al quale Napolitano rivolge «un sentito, grato pensiero ed augurio», il Presidente si dice «certo, Santità, che ci incontreremo con eguale slancio sulla stessa strada, con attenzione a quel che si muove ed evolve attorno a noi, e sempre in spirito di reciproco rispetto, di chiara distinzione e di fattiva concordia».

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da lotty

    se avete voglia di leggere un articolo interessante andate sul sito UAAR, napolitano ateo devoto?