BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Contratto del Legno Sciopero in tutta Italia A Bergamo adesioni all’80%

Si è fermato in tutta Italia il settore del legno e dell’arredo: presidi e manifestazioni in provincia con adesioni vicine all’80% in Novem, Foppa Pedretti, Scaglia e negli altri siti. Mazzoleni: “Il potere d’acquisto dei lavoratori va salvaguardato”.

Si è fermato in tutta Italia il settore del legno e dell’arredo. I sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil, infatti, hanno indetto una mobilitazione del comparto, decisa dall’Attivo delle sigle di categoria riunitosi a Roma circa un mese fa. La mobilitazione ha previsto 4 ore di sciopero.

"Lo sciopero – ha dichiarato il segretario bergamasco della Filca Cisl, Gabriele Mazzoleni – è stato indetto per protestare contro la sospensione della trattativa per il rinnovo del contratto legno-industria da parte di Federlegno/Arredo e tenuto conto di quanto emerso nelle tante assemblee che si sono svolte in tantissime aziende in tutta Italia".

Il contratto del legno è scaduto il 31 marzo scorso, e nel settore lavorano circa 370mila addetti. In provincia di Bergamo il comparto legno occupa oltre 7.000 persone, dislocate su alcune delle realtà più significative del mercato: Foppa Pedretti, Novem, Scaglia, Minelli, Arditi.

Venerdì mattina, numerosi presidi si sono svolti davanti ai cancelli delle fabbriche bergamasche, e l’adesione ha raggiunto cifre importanti, anche vicine all’80%.

"Come abbiamo ribadito nell’ordine del giorno approvato dall’Attivo Unitario – ha proseguito Mazzoleni, che ha partecipato ai presidi alla Novem e alla Foppa Pedretti – noi auspichiamo la ripresa della trattativa nel più breve tempo possibile, ed invitiamo Federlegno/Arredo e le Aziende del settore a riflettere al fine di giungere ad una rapida conclusione del Ccnl, i cui contenuti non possono prescindere dal recepimento di nuove e sviluppate relazioni sindacali basate sul confronto e sulla partecipazione nelle singole Unità Produttive. Così come resta prioritaria una risposta in termini di incremento salariale che, pur in un momento di crisi del settore, deve comunque salvaguardare il potere di acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori così come positivamente concluso in altri contratti collettivi nazionali di lavoro. Inoltre, viene riconfermata la necessità di rendere esigibile la contrattazione di secondo livello".

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.