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Batterio in ospedale pazienti in isolamento precauzioni in reparto

Si tratta del Klebsiella Pneumoniae. Il reparto di medicina è aperto, ma durante l’orario delle visite ai propri cari può entrare solo un familiare alla volta, munito di camice sterile e guanti. Non è causato da fattori ambientali, fanno sapere dall'ospedale.

Ennesima sventura all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. A soli sei mesi della sua apertura un batterio ha colpito alcuni pazienti, quattro secondo le prime informazioni, del reparto di medicina. Il reparto è aperto, ma durante l’orario delle visite ai propri cari può entrare solo un familiare alla volta, munito di camice sterile e guanti. Il batterio, infatti, si trasmette per contatto, quindi, potenzialmente, tutto il reparto è a rischio contagio. In ospedale sono state date informazioni su come comportarsi nel reparto per evitare il contagio.

Si tratta di un batterio – fanno sapere dall’ospedale – presente in ognuno di noi e quindi un paziente potrebbe averlo passato agli altri che sono stato colonizzati, e non infetti. E’ comunque un batterio che deve essere trattato con particolare attenzione solo in determinati tipi di pazienti, quelli più delicati a livello fisico. Il reparto non è in isolamento, semplicemente si stanno adottando maggiori misure precauzionali, come un più frequente lavaggio delle mani o la veste sopra il camice del personale medico. Esclusa l’ipotesi che il batterio possa essere causato da fattori ambientali.

Il Klebsiella Pneumoniae, un batterio Gram-negativo, a forma di bastoncino, e, clinicamente, il membro più importante del genere Klebsiella (Enterobacteriaceae). Può provocare polmonite batterica, sebbene sia più comunemente coinvolta in infezioni acquisite in ospedale nel tratto urinario e in ferite, con particolare riferimento ad individui immunocompromessi. Klebsiella pneumoniae è un’infezione nosocomiale in crescita dato che continuano ad apparire ceppi antibiotico-resistenti.

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