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Pedalare in Val Sambuzza Un percorso spettacolare da godersi in mountain bike

La nostra rubrica montagna ci porta alla scoperta della bellissima e poco conosciuta Val Sambuzza: un percorso spettacolare ma anche impegnativo da percorrere in sella a una mountain bike.

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di Prealpi in collaborazione con Gianpietro Giupponi

La “Conca del Calvi” è sicuramente fra le zone della valle Brembana, nelle Prealpi Orobie, più conosciuta e frequentata dagli escursionisti che praticano le diverse discipline; questi luoghi hanno, da sempre, un fascino particolare con i profili delle splendide montagne che racchiudono perle naturali di rara bellezza.

Questo percorso che passa per il Rifugio F.lli Calvi e porta a visitare la bellissima e poco conosciuta Val Sambuzza, si sviluppa completamente su sterrati e sentieri che si snodano in alta quota. Le salite sono molto impegnative e dispendiose, mentre le discese sono caratterizzate da parecchi tratti tecnici ed altri veloci e filanti.

Saliamo con l’auto fino a Carona (1.116 m) e parcheggiamo nel deposito, a destra, subito dopo la chiesetta, (fontana) all’inizio del paese. Pedalando in piano, attraversiamo tutto il centro abitato fino alla centrale idroelettrica Enel dove, sulla sinistra, prende il via una salita che, in breve, diventa con fondo acciottolato, rendendo la progressione difficoltosa.

Poco sopra ritroviamo l’asfalto e, al bivio, andiamo a destra, raggiungendo rapidamente la bella Frazione Pagliari, (fontana) per poi proseguire lungo la stradina sterrata che alterna, tratti ripidi ed impegnativi, con pezzi in cemento. Superiamo la bella cascata che scende dalla Val Sambuzza e le Baite del Dosso, (fontana) arrivando, dove la strada spiana, al Lago del Prato a 1.650 m (km. 5,8 – ore 0,50 – disl. 534 m); prendiamo fiato e, al bivio, andiamo a destra attraversando il ponticello seguendo le indicazioni Rifugio Calvi….

Continua a leggere scaricando gratuitamente la rivista Prealpi 09  oppure collegati al sito http://www.percorsimtbvalbrembana.it/carona_-_rif_calvi_-_val_sambuzza.html

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Commenti

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  1. Scritto da cives

    la promozione cicloturistica di questa valle non mi sembra per niente auspicabile, perché si tratta di un ambiente particolarmente delicato che va salvaguardato per le sue uniche caratteristiche naturali, apprezzabili solo da chi ci va a piedi. Per le bici ci sono tanti altri siti meno pregiati e oltretutto molto meno pericolosi.

    1. Scritto da pm

      Un cicloturismo di questo tipo (“faticoso”, per intendersi) non farà mai grandi numeri – inoltre chi fatica in genere ha anche una sensibilità sufficiente per non apprezzare e non danneggiare l’ambiente che attraversa.
      Si tratta solo di un modo diverso di vivere zone spesso già conosciute come escursionisti, che non causa danni.

    2. Scritto da Gianpietro Giupponi

      Anche se l’opinione di tutti va ascoltata e rispettata, come sempre, dietro tutte le iniziative e le diverse passioni, c’è chi è convinto che il suo pensiero sia quello giusto! Io credo che il rispetto verso l’ambiente naturale, dipenda sempre dall’educazione personale del frequentatore della montagna, sia in sella ad una MTB che di chi ci va a piedi!!!

      1. Scritto da carlo

        in parte ai ragione, però fra due maleducati quello con la bici ha un mezzo per rovinare più pericoloso , quando con la bici passi per il pascolo, con le ruote in frenata, tagli la cotica erbosa, e il danno è fatto

        1. Scritto da makio

          de erba a ghe nè a se

          1. Scritto da piero

            soprattutto nella tua testa

  2. Scritto da cristina

    magari non serve andare lontano….