BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Settimana corta a scuola per risparmiare? Graziani: ‘Siamo valore non un costo’

Il prossimo anno a Milano molti studenti andranno a scuola cinque giorni su sette. Una settimana corta per ridurre i costi del riscaldamento. E a Bergamo? Il direttore dell’ufficio scolastico provinciale Patrizia Graziani è favorevole a questa possibilità, ma precisa: “Siamo un valore, non un costo”.

Il prossimo anno a Milano molti studenti andranno a scuola cinque giorni su sette. Una settimana corta per ridurre i costi del riscaldamento. La decisione è stata presa in comune accordo da Provincia di Milano, Regione Lombardia e la direzione scolastica per ridurre i costi di riscaldamento. E a Bergamo? Il direttore dell’ufficio scolastico provinciale Patrizia Graziani sarebbe favorevole a questa possibilità, anche se mette alcuni puntini sulle i.

La decisione di Milano potrebbe essere praticata anche a Bergamo?

“Sì, se si aprisse la discussione non sono contraria anche se si devono precisare alcuni punti”.

Quali?

“In Bergamasca la proposta della settima corta, con le lezioni cinque giorni su sette, è già stata adottata da molte scuole primarie e secondarie di primo grado. Si tratterebbe di estendere il modello alle scuole secondarie di secondo grado: ai licei e agli istituti tecnici e professionali. In queste scuole si applica un modulo di due giorni a sei ore di lezione e quattro di cinque, per un totale di 32 ore di insegnamento. Ora rimodulare significa aprire alla possibilità di due pomeriggi scolastici. E qui si aprono due temi: la didattica e i trasporti”.

Iniziamo dalla didattica.

“Per l’insegnamento sarebbe auspicabile che i ragazzi possano avere il pomeriggio libero per la riflessione individuale, un tempo necessario per rielaborare gli insegnamenti recepiti nelle ore di scuola. Dall’altra parte si apre il capitolo dei trasporti: si tratta di riformulare la proposta del trasporto pubblico”.

La proposta è semplice ma non nasconde delle difficoltà.

“Devo sottolineare poi che la settimana corta è anche un’esigenza sociale. Molte famiglie richiedono di poter trascorrere più tempo con i figli. In particolare i figli di genitori separati che spesso devono dividersi tra mamma e papà nei fine settimana. Non sono contraria alla settimana corta a scuola, ma vorrei poter dire una cosa”. Dica.

“Si propone la settimana corta per risparmiare evidenziando come la scuola sia sempre un costo, una spesa. Una volta per tutte mi piacerebbe che si sottolineasse come la scuola è valore, un investimento, una ricchezza per un Paese”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da makio

    i più contenti sono i professori che raggiungono così i loro cari o paese

  2. Scritto da Cristina

    La motivazione del risparmio energetico ha fragile fondamento. Io e i miei ragazzi, durante i mesi di funzionamento dell’impianto di riscaldamento, stiamo spesso a mezze maniche e spalanchiamo le finestre a ogni cambio d’ora. Non racconto le strategie per far stare i banchi lontano dai caloriferi, specie quando siamo in 27 in un’aula di 35 mq. Nella scuola si deve investire anche a livello di strutture fisiche!

  3. Scritto da Marina

    E’ ridicolo come si voglia risparmiare sul riscaldamento col cambio di orario. Sono decenni che a scuola i caloriferi sono roventi tutto l’inverno e si regola la temperatura aprendo le finestre, tanto paga Pantalone. Perfino i bambini lo sanno e si chiedono se tutto ciò sia normale, vedendo che in casa loro, la regolazione della temperatura, avviene in altro modo…

  4. Scritto da Scuola: vergogna nazionale

    Leggo i commenti e mi rendo conto che molta gente non ha proprio idea delle condizioni in cui versa la scuola in questo Paese. Altri lo sanno, ma fingono di non saperlo. L’alberghiero di Nembro è spalmato su 4 sedi diverse e paga ogni anno quasi 100.000 euro di affitto all’oratorio, che ospita alcune classi e dove, in certi giorni d’inverno, la temperatura nelle aule è di 15°. E voi parlate di edilizia a risparmio energetico? Ma se nemmeno ci sono le cartine geografiche in tutte le classi!

  5. Scritto da Elli

    E se provassimo a considerare seriamente anche l’impegno sportivo dei nostri ragazzi?
    Lo sport viene visto come una perdita di tempo. La scuola dice che é tempo sottratto allo studio.

  6. Scritto da dubbio

    Per 5 giorni 6 ore e un rientro pomeridiano, garantisco funziona, in piu’ i docenti fuori sede non dovranno fare a gara per il sabato libero.

  7. Scritto da calore

    regola n. 1 sul risparmio energetico: la miglior fonte di energia rinnovabile è quella non consumata.
    Regola n. 2: effettuare una seria DIAGNOSI ENERGETICA

    si potrebbe risparmiare isolando meglio le scuole ad es. sostituendo le vetrate con quelle ad alto isolamento termico, realizzando il “cappotto” all’edificio, verificando l’efficienza dell’impianto, ecc… attenzione che poi con il fermo di 2 gg, l’impianto per tornare a temperatura consuma non poco.

  8. Scritto da cua de paja

    Concordo con la Direttice, la scuola e un investimento e non un costo ma chiedo, fino ad ora ci è stato detto che non c’è risparmio nel fare spegni-accendi con il riscaldamento. E’ preferibile avere una temperatura leggermente più bassa ma costante !! Se si vuole un risparmio a costo ZERO invece dei 21/22° nelle scuole fissate la temperatura a 19°. Meglio 180 giorni di risparmio o 24 sabati invernali a casa?

    1. Scritto da Alberto

      Senza regolazione sui terminali è praticamente impossibile: o si installano valvole termostatiche in ogni aula o addio risparmio.