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L’elogio delle lancette “Il rinascimento privato” di Cesare Rota Nodari fotogallery

Nello showroom ACF Casa di via Sant'Orsola a Bergamo l’originale mostra di sveglie dell’architetto Cesare Rota Nodari è visitabile fino al prossimo 2 agosto.

“Niente ci appartiene Lucilio, solo il tempo è nostro”, scriveva Seneca duemila anni fa. Ma come darne la misura, se ci sono minuti lunghi come giorni e giorni brevi come attimi? Il tempo oggettivo, il tempo calcolato ce l’hanno insegnato le lancette e i cronometri di cui oggi non sappiamo più fare a meno. Eppure il tempo continuiamo a farlo noi, l’orologio fa solo le ore, per dirla con Marcello Piccardo il cui aforisma apre il numero monografico dedicato al Tempo del quadrimestrale d’arte Artapp.

La rivista, con sede ad Albino e diretta dall’architetto Edoardo Milesi, ha organizzato insieme ad ACF Casa nello showroom di via Sant’Orsola a Bergamo l’originale mostra di sveglie dell’architetto Cesare Rota Nodari, allestita fino al 2 agosto.

Culturale e mondana come poche, l’inaugurazione (sabato 1 giugno) ha catalizzato i nomi più in vista dell’architettura, dell’arte, dell’arredamento, dello spettacolo. All’appello non mancava nemmeno Gerry Scotti, amico di Pino Dalla Vecchia storico titolare di ACF: “Pino è il mio traghettatore nel mondo delle cose belle da più di 30 anni. Pochi sanno che ogni volta che ho bisogno, Pino da Bergamo viene a Milano, e viceversa quando è lui a battere un colpo io da Milano vengo qui”.

Sarà l’eccellenza dei protagonisti in gioco – Cesare Rota Nodari con le sue geniali sveglie in omaggio ai maestri dell’architettura, Edoardo Milesi ideatore dei riuscitissimi piani inclinati in plexiglass che incastonano le creazioni di Nodari, AcfCasa in prima linea nel dialogo tra arti visive e design – si scopre che il tempo sa fare audience e può fare tendenza, e non solo se si parla di orologi “swiss made” o griffati da maison di moda.

Qui c’è il fascino della ricerca, della contaminazione tra i linguaggi dell’architettura d’autore, del gioco e dell’ironia, della memoria e del confronto. E c’è, di più, l’intesa felicissima tra due architetti (“è abbastanza raro che un architetto chieda l’allestimento a un altro architetto”, commenta in proposito Edoardo Milesi), nel segno del dialogo tra le generazioni, dai maestri del ‘900 agli autori più contemporanei: i dieci orologi in legno dipinto sono ispirati al linguaggio di Mario Botta, Riccardo Dalisi, Michael Graves, Fausto Melotti, Piet Mondrian, Aldo Rossi, Antonio Sant’Elia, Carlo Scarpa, Ettore Sottsass e uno, commenta Rota Nodari “mi sono divertito a dedicarlo al sottoscritto”.

“Ho sempre diverse idee nel cassetto – spiega l’architetto – una di queste era quella di una sveglia, collegata al tempo e all’architettura. Ogni cosa nel mondo dell’arte, della letteratura, della cultura segna il tempo ed è segnata dal tempo che l’attraversa. E’ facile collocare cronologicamente un’opera, c’è sempre un rapporto tra il tempo e gli oggetti. Ho voluto così prendere gli elementi di riferimento dell’architettura e farli diventare un segnatempo, un oggetto che porta l’impronta di un periodo ma che è anche costruito per scandire il tempo”.

Rota Nodari ne ha disegnate una cinquantina ma ne ha realizzate solo una parte, alcune delle quali verranno messe anche in produzione. “Ho contatti con alcune aziende interessate alla commercializzazione”, continua l’autore che sottolinea però lo scopo benefico dell’iniziativa espositiva: “l’intento di questa mostra è aiutare l’Associazione per la Ricerca sulle Malattie Neurodegenerative Neurothon, alla quale sarà devoluto il ricavato della vendita dei prototipi esposti e del catalogo”. In vetrina, l’ orologio sveglia dedicato ad Aldo Rossi realizzato in scala gigante suggerisce che i segnatempo non sono solo soprammobili in legno dipinto ma possono, realizzati in acciaio, arredare giardini, parchi pubblici, piazze. Complice un allestimento impegnativo ma di grande leggerezza ed efficacia, le creazioni scomponibili di Cesare Rota Nodari catturano l’occhio di chi passa e lo guidano in modo intelligente in un viaggio attraverso l’architettura del Novecento, attraverso la cifra coerente, colta e giocosa insieme, del suo moderno interprete.

La mostra, presso lo showroom ACF Casa di via S. Orsola, è aperta fino al 2 agosto nei seguenti orari: dal martedì al sabato 10-13, 15-19.

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