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“Tutti pazzi per Rose” Ambientazione da applausi, ma accade poco o nulla

Favolosi anni cinquanta dove in una piccolissima cittadina della Normandia vivacchia Rose Pamphyle che senza saperlo e soprattutto volerlo ha già in dote un futuro da casalinga, al massimo commessa, nel negozio paterno e un marito con la dote, il figlio del meccanico.

Titolo: Tutti pazzi per Rose

Regia: Règis Roinsard

Genere: commedia

Durata: 111′ Attori: Romain Duris, Dèborah Francois, Bèrènice Bejo, Mèlanie Bernier, Nicolas Bedos

Voto: 6/7

Attualmente in visione: Capitol Bergamo.

Favolosi anni cinquanta dove in una piccolissima cittadina della Normandia vivacchia Rose Pamphyle che senza saperlo e soprattutto volerlo ha già in dote un futuro da casalinga, al massimo commessa, nel negozio paterno e un marito con la dote, il figlio del meccanico. Ma Rose non ci sta e coltiva il sogno di tutte: vuole diventare una segretaria, tradotto nel linguaggio del tempo si legge emancipazione, libertà, addirittura sogno. Senza avere esperienza da ufficio si fa notare dal titolare di un’assicurazione, Louis Echard, per la straordinaria capacità di scrivere a macchina a velocità incredibili, utilizzando solo due dita. Il datore di lavoro presto diventerà un mentore per la ragazza capendo che il futuro non è nella segreteria ma nell’addestramento alla competizione prima regionale poi nazionale e infine mondiale, di velocità alla tastiera.

Tra una gara e l’altra Rose non perderà l’occasione di innamorarsi del suo “allenatore” ma come spesso accade Cupido troverà qualche difficoltà a scoccare la freccia. Molto più veloci le dita sulla macchina da scrivere che l’innamoramento dei due protagonisti. Lento ma inesorabile come la trama del film. Non c’è dubbio che il prodotto sia confezionato splendidamente, con un’attenzione maniacale ai particolari e all’ambientazione a cavallo tra due decenni di splendore e novità assolute nel campo del design e dell’arredamento. La regia è perfetta, il ritmo è incalzante e la musica aiuta notevolmente a reggere la velocità che è continuamente sottolineata nella narrazione. Peccato che in tutto il film non accada praticamente nulla di più che vedere Rose battere freneticamente sulle antiche macchine da scrivere che via via col passare del tempo e della bravura diventano sempre più belle e colorate fino al definitivo quanto banale rosa.

Troppo poco per reggere tanto tempo e anche se è vero che a volte sapere cosa succede fotogramma per fotogramma non rovina un lavoro come Tutti pazzi per Rose, resta di fondo un senso di ripetitività che abbassa notevolmente il giudizio complessivo. Piacerà a chi adora calarsi negli ambienti del boom economico degli anni 50’/60′, nelle cucine con gli elettrodomestici che rivoluzionano il lavoro delle casalinghe, a chi si entusiasma per rivedere lo stile femminile del periodo. Dispiacerà a chi preferisce storie che hanno un senso logico e compiuto, che in tutta onesta risulta introvabile nel film in questione. Ottima la recitazione dei protagonisti Rose e Louis e non da meno tutto il cast per un film che non passerà certamente alla storia ma che può essere visto con un discreto godimento, diciamo un brodino caldo per riscaldare il freddoloso maggio di questi tempi, senza infamia e con un’elegante lode. 

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