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La natura incontaminata della Finlandia rivive nelle opere di 7 artiste

Finlandia, “Taiteen maat” ovvero “Terra d’arte”. La mostra allestita fino al 21 giugno allo Studio Vanna Casati è un’immersione totale nella natura, nei valori simbolici e nelle implicazioni antropologiche dell’ambiente e del paesaggio incontaminati del Nord.

Dalla Finlandia, l’arte della natura. In mostra allo Studio Vanna Casati fino al 21 giugno Finlandia, “Taiteen maat” ovvero “Terra d’arte”. La mostra allestita allo Studio Vanna Casati è un’immersione totale nella natura, nei valori simbolici e nelle implicazioni antropologiche dell’ambiente e del paesaggio incontaminati del Nord.

Sei donne artiste provenienti dall’estremo nord della Finlandia, ai confini con la Lapponia, e una italiana Marina Gasparini, approdata in Scandinavia per una residenza nel vivace “art center” Kulttuurikauppila (nella località di Ii, centro nord del Paese), propongono un full contact con il regno vegetale e animale delle gelide lande boreali attraverso il sottile filtro dell’arte, con linguaggio allusivo e metaforico ma anche narrativo e figurativo, a comporre un’evocazione a più voci dello spirito di quelle terre.

Le opere testimoniano di un mondo poco antropizzato, dominato dalla natura e dalla inflessibilità delle sue leggi ma anche dalla bellezza delle sue contraddizioni, dove presenze ancora selvatiche animano gli orizzonti umani, impregnati di tradizioni arcaiche, magiche credenze, straordinarie visioni.

Le artiste si sono affidate rigorosamente a materiali naturali e ad operazioni artigianali nell’ideare le loro creazioni: Marta Nerhus accoglie il visitatore con una serie di eccezionali “Ritratti” di personalità scandinave realizzati a mano su antichi telai in un morbido reticolo metallico, il filo di rame, di finissima e personale fattura. Un’altra abile “textile artist” è Helena Kaikkonen, che gioca con fili e grovigli di lino nero a creare forme concentriche e fitomorfe, ritmiche spirali di levità e leggerezza non comune, in dialogo con una flessuosa installazione di rami di betulla, cotone e sabbie del Nord. Più materici e plastici gli interventi di Mia Hamari, piccole sculture in legno di animali mutanti in forme enigmatiche e totemiche, e di Kaija Kiuru, ceppi e nodi di legno intagliati in sagome compatte e primigenie, tempestate di borchie che vestono le superfici di suggestivi punti luce. Non manca l’onirica figurazione di Liisa Karintaus e di Helena Junttila: si segnalano della prima gli immobili e remoti paesaggi ad acquerello monocromo, dall’atmosfera sospesa e metafisica, della seconda le eleganti silhouette tracciate a china di figure femminili e creature boschive, tra silenzi, complicità e solitudini. Il video di Marina Gasparini, ospitato nello spazio ipogeo della galleria, propone scenari di terre e di acque terse attraversati da scritture a tema ambientalista, sotto forma di fili di stoffa che traducono, dipanandosi, messaggi ecologisti come quello, antesignano, dell’illuminista Quesnay: “l’aria che respiriamo, l’acqua che prendiamo dai fiumi e ogni altra risorsa vitale per il genere umano, non devono essere oggetto di mercato: sono beni comuni, non averi”.

La mostra è allestita allo Studio Vanna Casati, via Borgo Palazzo 42 Bergamo.

Orari di apertura: lun-sab 16.30 – 19.30.

Chiuso martedì