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I monti visti dall’alto E’ lo spettacolo del volo in parapendio

Come sono le montagne viste dall’alto? Lo sanno benissimo gli appassionati del volo in parapendio, uno degli sport estremi più sicuri. Ecco in cosa consiste e come funziona questa evoluzione del paracadute.

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di Marco Spampinato

Sarà capitato anche a voi, durante una passeggiata in montagna, di osservare con stupore strani paracadute colorati che volteggiano in cielo: si tratta del parapendio, un’evoluzione del paracadute, che consente di effettuare voli e planate sfruttando l’aerodinamicità dell’ala e le correnti termiche ascensionali che si distaccano dal terreno per effetto del calore irradiato dal sole.

Il volo in parapendio ha origini che risalgono a una quarantina di anni fa, quando alcuni alpinisti testarono moderni paracadute a cassone che servivano a velocizzare le discese dopo le faticose scalate. Il miglioramento delle tecniche costruttive, dei materiali e dei parametri di sicurezza in volo, hanno avuto una crescita tale da dichiarare il volo in parapendio uno degli sport estremi tra i più sicuri.

Come per ogni disciplina sportiva, però, la sicurezza è data dalla preparazione personale e da un’adeguata manutenzione delle attrezzature. In Italia il volo libero è disciplinato dall’Aero Club d’Italia e da una serie di normative e leggi adeguate. L’ottenimento del brevetto di volo, ovvero l’attestato di idoneità, è subordinato alla partecipazione del corso di abilitazione presso le scuole certificate dall’Aero Club d’Italia e al superamento dell’esame teorico e pratico. Una volta conseguito l’attestato, sta all’abilità e alla prudenza di ogni pilota, effettuare entusiasmanti voli con questa particolare macchina volante.

Ma come é il parapendio? La vela (così chiamata dai parapendisti) è un’ala cosiddetta molle, fabbricata in tessuto particolarmente resistente e leggero, e la forma è mantenuta dalla pressione interna, creata dinamicamente dal flusso dell’aria sulle bocche anteriori della vela. L’ala è costituita da una serie di cellule dette cassoni che, gonfiandosi d’aria, mantengono in forma la struttura dell’ala. Sono separati gli uni dagli altri da centine che collegano la parte superiore dell’ala (estradosso) da quella inferiore (intradosso). I cassoni, nella maggior parte dei casi, sono traforati per permettere la circolazione dell’aria all’interno della vela ottenendo così un gonfiaggio e un comportamento in volo il più uniforme possibile. Si può immaginare la vela divisa in due metà, dette semiali destra e sinistra. Alla vela è sospesa la selletta (imbracatura) del pilota, tramite due fasci funicolari, assicurati da moschettoni. Il pilota controlla il volo tramite due comandi, i freni aerodinamici. Le vele sono dotate di un dispositivo di accelerazione da controllare con i piedi. Nella selletta è ospitato il paracadute di emergenza, azionabile manualmente a strappo.

Come si pilota il parapendio? Scoprilo qui.

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