La mostra
“Omaggio a Moroni” Ritratti e pittura sacra al Credito Bergamasco
Una piccola mostra per un grande autore. E’ la proposta della Fondazione del Credito Bergamasco che allestisce dal 9 al 26 maggio un “Omaggio a Moroni” con pochi ma significativi e noti pezzi.
Una piccola mostra per un grande autore. E’ la proposta della Fondazione del Credito Bergamasco che allestisce dal 9 al 26 maggio un “Omaggio a Moroni” con pochi ma significativi e noti pezzi. Prendendo le mosse dal restauro di due opere di Giovan Battista Moroni, il “Polittico” di Ranica e la “Resurrezione di Cristo” di Sovere, i curatori Simone Facchinetti e Angelo Piazzoli hanno composto un’estrema ma efficace sintesi visiva dell’arte del maestro cinquecentesco.
Una sorta di assaggio delle potenzialità del Moroni, sia ritrattista sia autore d’arte sacra, un’occasione per rivedere alcune chicche già a suo tempo esposte (inverno 2004- primavera 2005) nell’ultima importante rassegna bergamasca dedicata al Moroni.
E’ il caso dell’eccezionale “Cavaliere in Rosa”, ritratto di Gian Girolamo Grumelli, del 1560, rutilante effigie di un rampollo di spicco della nobiltà bergamasca dell’epoca. Unanimemente considerato il più celebre dipinto del Moroni, il quadro – che in corso d’anno si può visitare nella collocazione d’appartenenza in Palazzo Moroni nel tour delle dimore storiche che si tiene ogni primavera – ha un fascino allo stesso tempo eloquente ed enigmatico, per il felice connubio tra la sontuosità della veste, l’intensità del ritratto e il rebus dell’iconografia classicista: una statua spezzata giace ai piedi di un bassorilievo a soggetto biblico con iscrizione in lingua spagnola “Mas es çaguero que el primero”, “meglio l’ultimo del primo”.
Come nella grande mostra del 2005, Facchinetti – che anche allora aveva curato l’evento, a fianco di Mina Gregori – ha voluto far dialogare dipinti a tema sacro con quadri di genere ritrattistico: d’altra parte l’attenzione al dato reale e all’introspezione psicologica nell’opera del maestro coinvolge ugualmente i ritratti e i soggetti religiosi. Fonde in sé i due generi l’opera “Devoto in contemplazione del Crocifisso e i santi Giovanni Battista e Sebastiano”, proveniente da Sant’Alessandro della Croce in Bergamo, che affida il primo piano al committente, forse un membro della famiglia Guarneri.
Apre il selezionato percorso espositivo la “Resurrezione” di Sovere, un’opera giovanile del pittore che si potrà vedere ora all’inizio del restauro, e danno corpo alla rassegna il “Ritratto di gentiluomo con barba” del 1563 e il “Ritratto di prelato” del 1557, riusciti esempi di quella raffinatezza, cura dei dettagli e penetrazione psicologica che fecero di Moroni uno dei ritrattisti italiani dalle più inconfondibili doti pittoriche.
Orari di apertura:
sabato 11, 18, 25 maggio (14.30 – 20.30) con visite gratuite (ogni ora, a partire dalle 14.30).
Domenica 12, 19, 26 maggio (10.30-19.30) con visite guidate gratuite (ogni ora, a partire dalle 10.30).


