La mostra
“Acqua” di Qin Yuhai, fotografie dalla Cina per il festival pianistico
Dopo Milano e Palermo, anche Bergamo ospita la mostra del fotografo cinese Qin Yuhai incentrata sull’acqua e gli effetti magnetici della visione, con taglio astratto ed estraneo al tradizionale approccio naturalistico.
Dopo Milano e Palermo, anche Bergamo ospita la mostra del fotografo cinese Qin Yuhai incentrata sull’acqua e gli effetti magnetici della visione, con taglio astratto ed estraneo al tradizionale approccio naturalistico. Per la prima volta in Italia, il fotografo propone novantanove fotografie monotematiche articolate in tre mostre, nel suggestivo spazio dei Frigoriferi Milanesi nel capoluogo lombardo (via Piranesi, 10), nel cinquecentesco Palazzo Branciforte del centro storico di Palermo, e presso il Teatro Donizetti, nel ridotto Gavazzeni, in Bergamo. Organizzato dal Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, l’evento bergamasco si inaugura venerdì 26 aprile alle ore 11, con presentazione a cura del presidente del Festival Andrea Gibellini e dello stesso autore Qin Yuhai, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e dell’assessore alla cultura Claudia Sartirani.
La mostra è stata voluta dalla direzione della prestigiosa kermesse pianistica per celebrare la cinquantesima edizione del Festival e in omaggio alla collaborazione ormai quinquennale con Pechino. La rassegna di Bergamo e Brescia ha infatti avviato dal 2008 una stretta attività di scambio e promozione musicale con la Cina che ha portato alla nascita del Beijing International Piano Festival e, nel 2012, alla fondazione della Beijing Youth Orchestra, la prima orchestra cinese che unisce grandi maestri internazionali e giovani talenti cinesi. “L’iniziativa espositiva – precisa il consigliere delegato del Festival, Silvio Galli – si aggancia idealmente a un recente tema caro al Festival: i suoni della natura.
L’edizione 2010 era infatti titolata Water music e in questo senso la mostra di Qin Yuhai è perfettamente in linea con tale ispirazione”. Per tutta la durata del Festival, fino al 5 maggio, 33 fotografie di grande formato (tra 80 cm x 64 cm e 120 cm x 96 cm) declinano le suggestioni dell’acqua e dei suoi riflessi, la magnificenza delle superfici, l’infinita mutevolezza delle forme, il ritmo delle increspature e delle correnti, in un percorso seducente e ipnotico che astrae i dettagli in visioni puramente spirituali e metafisiche. “L’acqua è il soggetto della ricerca artistica di tutta una vita” spiega Qin Yuhai. “Sono serviti otto anni per completare questa serie di scatti: è stato un lento processo cognitivo, il tentativo di catturare l’anima e lo spirito dell’acqua, di esprimere la mia deferenza di fronte a questo elemento”. In effetti le fotografie, che esaltano le energie cromatiche e le geografie mutanti delle superfici, portano in sé oltre al valore estetico le valenze sacrali di un elemento che per definizione sfugge a qualsiasi cristallizzazione iconica. A questo proposito il fotografo giapponese Hiroji Kubota, in calce al pregiato catalogo commenta: “L’acqua ripresa da Qin Yuhai è piena di vita, colma di filosofia. Oso dire che solo possedendo la comprensione più profonda dello Zen si può creare un’arte di questo calibro.”
Le fotografie, organizzate in sezioni “Oltre la fragranza”, “Oltre la forma”, “Oltre le parole”, alludono all’impossibilità di fissare in categorie percettive umane la natura inafferrabile dell’acqua: in questo senso le immagini, polverizzate in molecole fluttuanti, attraversate da schegge e scaglie di colori e segni, ci invitano a riflettere sull’illusorietà della forma e sull’astrazione della visione. Una visione che da esterna si fa interiore, come sottolinea Yi Ying, docente d’arte e direttore della rivista “World Fine Art”: “L’artista fotografa l’acqua che scorre nel proprio cuore, non tanto l’acqua allo stato naturale”. Ma forte e netto resta anche il sentimento del luogo, la Yuntai Mountain, una pittoresca area naturale della Cina centrale nella Provincia del Henan da cui il fotografo ha tratto la maggior parte di questi scatti. Affianca la serie di immagini un interessante video di 20 minuti che documenta l’approccio di Qin Yuhai all’arte fotografica, al tema dell’acqua e ai luoghi di cui dà testimonianza. Luce, dinamismo, sospensione dello sguardo, capacità di sublimare il dettaglio naturalistico in paesaggi dell’anima, sono i punti di forza di una mostra in perfetta sintonia con la natura della musica – impalpabile e fuggevole – e della sua interpretazione. La mostra è aperta durante le serate di concerto, secondo il calendario del Festival.





