La troppa pulizia può fare male alle orecchie: ci spiega il perchè il dottor Antonio Foresti, responsabile dell’Unità di Otorinolaringoiatria del Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro.
A cura di Istituti Ospedalieri Bergamaschi
È arrivato il caldo. E così anche la voglia di ricominciare ad andare in piscina. Per rinfrescarsi e per rimettersi in forma in vista dell’estate. Un’abitudine salutare che però può nascondere qualche insidia, come la cosiddetta “otite dei nuotatori”, una forma di otite che, come dice il nome, riguarda soprattutto gli amanti degli sport acquatici. Responsabile è l’acqua che, ristagnando nell’orecchio, può scatenare un’infiammazione. Come prevenire problemi? Prendendosi cura delle proprie orecchie nel modo corretto, a cominciare dall’igiene quotidiana, che deve essere “profonda” ma non troppo.
“Un eccesso di igiene espone a un maggior rischio di sviluppare otiti esterne, cioè infiammazioni della cute del condotto uditivo esterno (il canalino che va dal padiglione fino alla membrana del timpano) che, sebbene non gravi, possono causare un dolore talmente intenso da spingere la persona al pronto soccorso” conferma il dottor Antonio Foresti, responsabile dell’Unità di Otorinolaringoiatria del Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro.
“L’ingresso del condotto uditivo è difeso da piccoli peli e, poco più internamente, dal cerume, sostanza che ha lo scopo di creare una barriera protettiva all’orecchio. Rimuovendo questo cerume, come fanno molte persone con un’igiene troppo scrupolosa, anche le difese naturali vengono rimosse e alterate” continua lo specialista. Il risultato è che la cute si scopre ed essendo molto sottile e delicata può tagliarsi e andare incontro a microabrasioni. “Se poi queste microabrasioni entrano in contatto con dell’acqua insaponata o sporca, come capita quando ci si lava i capelli o si va in piscina, può instaurarsi un’infiammazione, di origine batterica o causata da funghi, che ha come primo sintomo il prurito”.
Cosa fare a questo punto? “Nella maggior parte dei casi, pensando di migliorare la situazione, ci si pulisce e si lava le orecchie ancora di più come se il prurito fosse un segno di poca pulizia. Invece è proprio il contrario e questi ‘rimedi’ non fanno altro che innescare un circolo vizioso: l’infiammazione peggiora e così il prurito si trasforma in dolore anche molto forte e acuto” avverte il dottor Foresti.
Qual è allora la “cura” migliore? “La prima cosa da fare, e questo vale anche come prevenzione, è evitare di usare strumenti di pulizia così sottili da entrare nel condotto uditivo e arrivare troppo in profondità. Per pulire le orecchie in modo adeguato è sufficiente rimuovere lo sporco passando il dito solo esternamente” consiglia l’otorino. “Fondamentale poi, nella fase acuta, è evitare di far entrare acqua nel condotto uditivo. A scopo preventivo invece buona abitudine sarebbe asciugare sempre l’interno delle orecchie con il getto di aria calda del phon e far uscire l’acqua piegando la testa prima da un lato e poi dall’altro”.
E per il dolore? “La terapia, che deve essere prescritta dal medico, si basa su medicazioni locali con gocce medicate, solitamente con cortisone e antibiotici. Utili poi possono essere lavaggi con acqua borica. In alcuni casi infine può essere necessario un trattamento antibiotico, insieme ad antidolorifici” conclude il dottor Foresti.

