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Sentiero delle Orobie La natura dà spettacolo sul versante occidentale

Centoquarantuno varianti, 300 ore di cammino, 360 chilometri camminabili: il versante occidentale del Sentiero delle Orobie offre agli appassionati di montagna innumerevoli percorsi, capaci ogni volta di stupire grazie alla flora coloratissima e a un grande patrimonio faunistico.

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Potrà sembrare banale parlare ancora una volta del Sentiero delle Orobie, ma teniamo a farlo anche noi. Ci piace ricordare e rivalutare un percorso noto in tutta Italia e rinomato per il suo aspetto paesaggistico.

Un concentrato di natura difficilmente riscontrabile in altri percorsi montani nazionali e che non smette di stupire ogni qualvolta viene ripercorso, da sinistra a destra o viceversa, solo per il tratto brembano o per il versante seriano, a caccia di laghetti o alla scoperta delle sue spettacolari fioriture. Anche noi desideriamo onorare questo sentiero, un po’ per amor patrio (siamo di Bergamo), un po’ perché comunque ci piace.

Vogliamo iniziare il cammino dal versante occidentale, quello che, per chi ancora non lo conoscesse, parte da Cassiglio vicino al torrente Stabina, risale la Valtorta costeggiando la Valsassina, fino al Pizzo dei Tre Signori, scavalca il passo San Marco e prosegue fino all’abitato di Foppolo, per poi giungere al Rifugio Calvi, punto di incontro con il sentiero orientale.

Le varianti sono innumerevoli, ben 141 quelle presenti sulle mappe pubblicate dal CAI di Bergamo, per un totale di circa 300 ore di cammino, 360 chilometri camminabili per quasi due settimane intere di marcia.

Ma noi cercheremo di rendere più piacevole le escursioni, segnalando il percorso principale in modo semplice. Partendo, appunto, dal centro di Cassiglio si imbocca il sentiero contrassegnato con il numero 101: quattro ore e mezza di escursione piacevole con dislivelli interessanti ma non impegnativi. Si passa dai 620 metri della partenza ai 1.540 metri del passo di Baciamorti, proseguendo fino a raggiungere quota 1.853 della Bocchetta di Regadur, sulla costa del Monte Sodadura, superando il passo Aralalta fino al rifugio Cazzaniga (1889 mt.). Lo Zuccone dei Campelli si erge in tutta la sua maestosa formazione rocciosa, dividendo la Valle Brembana con la Valsassina a metà tra i Piani di Artavaggio e i Piani di Bobbio, le rinomate località sciistiche delle montagne lecchesi.

Continua a scoprire il percorso qui.

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Commenti

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  1. Scritto da Arianna

    Non sarebbe male una App sui sentieri delle Orobie…quella che c’è è un po’ poco….