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Regolamento anti kebab fa chiudere sexy shop “Facciamo ricorso” - BergamoNews
Al tar di brescia

Regolamento anti kebab fa chiudere sexy shop “Facciamo ricorso”

Il sexy shop “Red passion” di via Ghislandi a Bergamo costretto a chiudere i battenti perché incompatibile con il regolamento a tutela dei borghi storici e del centro cittadino: il proprietario ha fatto ricorso al Tar di Brescia.

Quando fu approvato, il provvedimento dell’amministrazione comunale di Bergamo a tutela dei borghi storici e del centro cittadino fu subito ribattezzato “anti kebab”: ma oltre al tipico piatto della tradizione turca vieta in alcune zone del centro cittadino e in città alta anche le nuove aperture di sexy shop, sale gioco, phone center, money trasfer e tutte le attività che non rientrano nelle categorie più tradizionali dell’artigianato e del commercio che l’amministrazione vuole privilegiare.

Vittima del regolamento, questa volta, è il sexy shop “Red Passion” di via Ghislandi, un distributore automatico di prodotti erotici che aveva aperto i battenti nei primi giorni dell’anno: quando agli uffici comunali è arrivata l’autocertificazione di inizio attività, però, l’esercizio è apparso non il linea con il regolamento e quindi al titolare, un giovane imprenditore bresciano, è stato imposto lo stop a poco meno di un mese dall’apertura.

Ed è proprio in terra bresciana che si svolgerà la battaglia più importante, per il Red Passion ma anche per l’intero regolamento comunale: l’imprenditore, appellandosi alla violazione del diritto alla libera concorrenza, si è infatti rivolto alla sezione di Brescia del Tribunale amministrativo regionale della Lombardia che sarà chiamato a pronunciarsi sulla questione.

Il Comune, dal canto suo, difende la propria “sentenza” di incompatibilità perché l’attività non rientra nelle tradizionali categorie del commercio e dell’artigianato di cui si vuole favorire lo sviluppo in centro e nei borghi storici e perché, in quanto esercitata tramite distributore automatico, non svolge alcun ruolo di presidio sociale.

Una querelle simile a quella riguardante il Dessi Kebab di via Cesare Battisti: anche allora il titolare si era rivolto al Tribunale amministrativo di Brescia per far valere le proprie ragioni contro il Comune di Bergamo che gli aveva negato il rinnovo della concessione di occupazione di suolo pubblico.

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