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"Quel giorno che con l'auto andammo a Roma ad acquistare Mennea" - BergamoNews
Il campione

“Quel giorno che con l’auto andammo a Roma ad acquistare Mennea”

Il presidente dell'Atheltic Club Bergamo Mauro Capponi e il tecnico Giorgio Gandini ricordano il campione pugliese nella sua avventura bergamasca: "Dopo il suo arrivo registrammo un boom di iscrizioni, tutti volevano correre i 200 metri con lui".

Nella grande carriera di Pietro Mennea, fatta di record, ori e imprese memorabili, c’è stata anche un po’ di Bergamo. L’ultima società del grande campione pugliese, infatti, è stata nel 1984 l’Atheltic Club Bergamo, formazione tutta orobica nata tre anni prima per mano del presidente Mauro Capponi: "Ricordo che quando venni a sapere che Mennea era in rottura con la sua società, la Capannelle Roma, presi subito l’auto e raggiunsi Formia con Giorgio Gandini – spiega -. Avevamo bisogno di un duecentista estremamente forte per far crescere la nostra squadra e lui era il tipo giusto. Ci servivano esperienza ed entusiasmo e ricordo che Mennea ne portò anche troppo: dopo il suo acquisto, infatti, i bergamaschi vennero ad iscriversi nella nostra società in massa. Tutti volevano correre i 200 metri assieme al campione che li aveva fatti sognare qualche anno prima in quelle magiche corse di Città del Messico e Mosca".

"Affrontava ogni allenamento, anche quello più leggero, con una serietà incredibile – ricorda Giorgio Gandini, uno dei tecnici del club nel 1984 -. Solo quando lo vidi all’opera capii come aveva fatto a compiere le imprese che l’avevano reso celebre in tutto il mondo: lui, con un fisico da persona normale, riusciva a compensare quello svantaggio con carattere e applicazione. L’ho visto allenarsi ininterrottamente per ore, essere presente in campo e fuori, parlare del suo lavoro come se fosse una vocazione, perché questo per lui era l’atletica, una vocazione. Il suo esempio è un tesoro che tutti dobbiamo custodire gelosamente, perché ha dimostrato che a volte con la costanza si può arrivare dove si ha voglia".

Con Pietro Mennea i colori dell’Athletic Club Bergamo hanno anche partecipato alle Olimpiadi di Los Angeles, quelle del 1984: "Vedere la nostra maglia a quei Giochi è stata una grandissima emozione – racconta ancora Capponi – ed essere arrivati in tre finali con Donato Sabia negli 800, Riccardo Materazzi nei 1500 e Pietro Mennea nei 200 è stata una gioia ancora più grande. Quando parlo di lui lo dico sempre: non era il più forte del mondo ma, sul campo, lo è diventato con il suo impegno e la sua professionalità".

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