Nuovo parlamento

Presidenza delle Camere Pd e Pdl: scheda bianca Due nomi per Grillo

Roberto Fico e Luis Alberto Orellana i due uomini, rispettivamente alla Camera e a Senato, con i quali il Movimento 5 Stelle si presenterà in Aula.

E’ stata respinta al mittente la proposta che il leader del Partito democratico Pierluigi Bersani ha fatto al Movimento 5 Stelle e cioè di un gesto di corresponsabilità nel voto atteso per oggi, venerdì, per l’elezione dei presidenti delle due Camere.

Per questo i deputati e i senatori del Pd nel giorno dell’insediamento degli eletti voteranno scheda bianca aspettando di trovare un accordo. La stessa cosa faranno gli eletti del Pdl, l’gha deciso Silvio Berlusconi, dopo un vertice fiume con i fedelissimi al San Raffaele.

Non sarà bianca ma conterrà i nomi di Roberto Fico e Luis Alberto Orellana la scheda dei parlamentari eletti con il movimento di Beppe Grillo. Questi i due uomini, rispettivamente alla Camera e a Senato, con i quali il Movimento si presenterà in Aula e sui quali farà convergere i propri voti, anche se al quarto scrutinio – ha assicurato Vito Crimi – i parlamentari M5s voteranno scheda bianca.

Nel pomeriggio di giovedì il Partito democratico aveva provato un ultimo tentativo per una mediazione. "Incontriamoci domani mattina", avevano proposto gli ambasciatori Democratici". "No grazie, è troppo tardi", è stata la garbata ma decisa risposta dei 5 stelle.

Così i grillini punteranno dritti sui propri candidati, lasciando la partita degli incarichi istituzionali in mano ai partiti tradizionali. Entrambi sono stati scelti dalle assemblee di deputati e senatori utilizzando lo stesso metodo.

La loro candidatura è stata avanzata da un gruppetto di colleghi e si sono sottoposti alla "graticola", il tradizionale fuoco di fila di domande con le quali gli attivisti a 5 stelle ‘sondano’ capacità e competenze dei propri candidati.

Erano sette in corsa al senato. Tra di loro Molinari, Campanella, Bulgarelli, Petrocelli e il No-Tav Scibona. Sette anche i candidati per Montecitorio.

Inizialmente erano nove, ma in due si sono ritirati ("Ci sono molti più candidati più validi", avrebbe detto Paola Carinelli, che ha fatto un passo indietro). Alla fine sono rimasti in corsa sei uomini e una donna, Marta Grande.

Per lo scranno di Montecitorio Fico è arrivato al ballottaggio con il siciliano Tommaso Currò, prevalendo 45 voti a 16 (gli altri si sono astenuti). Battagliero, dall’ampio sorriso dietro la folta barba, l’ex candidato 5 stelle al Comune di Napoli è considerato un ‘ortodosso’, molto in sintonia con Grillo e Casaleggio.

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