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Regione, liquidazione d’oro Saffioti, Raimondi, Belotti oltre 300 mila euro

Nelle prossime settimane verrà accreditato il trattamento di fine mandato assegnato a ogni componente che non fa più parte del Consiglio: una buonuscita d’oro, come d’oro sono gli stipendi riscossi ogni mese dai politici regionali.

Hanno di che consolarsi i consiglieri regionali che non si sono ricandidati o non hanno centrato la rielezione al Pirellone. Nelle prossime settimane verrà accreditato il trattamento di fine mandato assegnato a ogni componente che non fa più parte del Consiglio: una buonuscita d’oro, come d’oro sono gli stipendi riscossi ogni mese dai politici regionali. A differenza del classico Tfr di qualsiasi lavoratore, che riceve una mensilità ogni anno di lavoro, per i consiglieri regionali la differenza è sostanziale: un’annualità ogni legislatura (5 anni). E così, ad esempio, Carlo Saffioti del Popolo della Libertà incasserà oltre 400 mila euro perché alle sue spalle ha 3 legislature e mezza (l’ultima). Si parla ovviamente di cifre lorde a cui andranno tolte le tasse, come qualsiasi stipendio. L’altro pidiellino Marcello Raimondi e Daniele Belotti invece sono entrati al Pirellone nel 2000, quindi vantano 2 legislature e mezzo: più di 300 mila euro.

Le cifre esatte saranno calcolate in base anche agli incarichi svolti dai politici in Regione. I primi tre in classifica hanno anche ricoperto il ruolo di assessori, ma Raimondi e Saffioti hanno lasciato la Giunta a fine ottobre con il rimpasto totale imposto da Formigoni, mentre Saffioti è rimasto vice presidente del Consiglio regionale. Poi viene Giosué Frosio che con i suoi otto anni di esperienza in regione incasserà quasi 200 mila euro. Infine i consiglieri con una sola legislatura: Mario Barboni del Partito democratico, il centrista Valerio Bettoni, Gabriele Sola dell’Italia dei Valori e Roberto Pedretti della Lega Nord. Per loro poco più di 70 mila euro lordi. Franco Spada, eletto nell’Italia dei Valoti e approdato in soli poche settimane nel gruppo Centro popolare lombardo di Bettoni, era già balzato agli onori delle cronache per i 50 mila euro “guadagnati” prendendo il posto del dimissionario Sola. Un’elezione in extremis che gli è valsa un compenso notevole rispetto alla modesta mole di lavoro svolta fino allo scioglimento del Consiglio.

AGGIORNAMENTO – Il consigliere Gabriele Sola ci ha comunicato di aver rinunciato al tfr con una lettera ufficiale inviata al Consiglio regionale lo scorso 28 gennaio. La missiva è stata formalizzata.