Salute
La salute in tre tappe: tavola, stile di vita, prevenzione
La prevenzione è un insieme di azioni che hanno lo scopo di impedire o ridurre il rischio di un evento dannoso. La salute è considerata, nel nostro modello di società, come uno dei beni più preziosi; preservarla è contemporaneamente un nostro diritto ma anche un nostro dovere.
La prevenzione è un insieme di azioni che hanno lo scopo di impedire o ridurre il rischio di un evento dannoso. La salute è considerata, nel nostro modello di società, come uno dei beni più preziosi; preservarla è contemporaneamente un nostro diritto ma anche un nostro dovere. Basta seguire semplici regole quotidiane per vivere meglio e più a lungo: evitare il tabacco ed il fumo passivo, limitare il consumo di alcol, praticare attività fisica, seguire una sana alimentazione. Adeguarsi a corretti stili di vita e sottoporsi regolarmente a controlli clinico strumentali può portare ad una riduzione del 50 per cento dei tumori. La salute si conquista innanzitutto a tavola imparando, sin da piccoli, a mangiare in modo sano ed equilibrato. Una corretta alimentazione è un obiettivo facile e piacevole da raggiungere, basta seguire la nostra dieta mediterranea, ricca di frutta e verdura, riconosciuta come una delle più efficaci nella prevenzione dei tumori. La dieta mediterranea, caratterizzata da pane e pasta, assunti come fonte primaria di calorie, olio di oliva, come grasso di condimento e di cottura, una grande ricchezza di frutta e verdura, legumi e pesce è riconosciuta, a livello internazionale, come uno dei modelli alimentari più sani, equilibrati ed efficaci per la prevenzione di molte patologie, in modo particolare per le malattie cardiovascolari ed i tumori. Ciò in virtù dell’elevato contenuto di fibre, vitamine antiossidanti, minerali ed una serie di altri componenti sempre ad azione antiossidante che la dieta mediterranea contiene naturalmente. Gli antiossidanti hanno la capacità di neutralizzare i radicali liberi che vengono costantemente prodotti dal nostro organismo durante i processi chimici che sostengono l’attività del nostro organismo.
La produzione eccessiva di radicali liberi, determinata sia da cause interne (stress psico-fisico, infiammazione) che esterne (ozono, radiazioni, luce ultravioletta, fumo di sigaretta, eccessivo consumo di alcol, inquinanti ambientali) può causare lo stress ossidativo determinando, di conseguenza, danni cellulari che sono poi uno dei fattori alla base dell’evolversi di malattie degenerative e tumorali. Poiché la caratteristica di ciascun antiossidante è quella di avere un limitato campo di azione, è importante assumere alimenti diversi in modo da poter integrare, nella dieta, l’effetto protettivo del maggior numero possibile dei vari antiossidanti. E’ necessario, inoltre, rivalutare la tavola come fatto sociale oltre che nutrizionale. Facciamola diventare punto di incontro dove i pasti si consumano lentamente e con convivialità. Scegliamo pane preparato con soli ingredienti fondamentali: acqua, farina ( integrale), sale (poco); consumiamo pasta, o riso, come primo piatto e condiamola con olio di oliva. Cuciniamola al dente, perché più digeribile e in grado di mantenere prolungato il senso di sazietà, e scegliamola per la preparazione di piatti unici, come ad esempio pasta e legumi o minestrone. Usiamo l’olio di oliva come condimento: la sua composizione in acidi grassi lo rende più sano dei grassi di origine animale e gli conferisce una maggiore resistenza all’ossidazione rispetto aglio oli di semi. L’olio di oliva extravergine contiene inoltre i polifenoli che agiscono come antiossidanti, i tocoferoli (vitamina E), i fitosteroli (capaci di ostacolare l’assorbimento del colesterolo), i caroteni (precursore di vitamina A) e diversi aromi stimolanti la digestione. Utilizziamo in maniera abbondante frutta e verdura, alternando quelle a prevalente contenuto di vitamina A (carote, radicchio verde, zucche, albicocche, meloni, …) con quelle a prevalente contenuto di vitamina C (agrumi, fragole, pomodori, peperoni, broccoli, …), cucinando le verdure con poca acqua. Prediligiamo le carni magre e consumiamo frequentemente pesce, in particolare pesce azzurro (alici, sgombri, tonno, sarde). Beviamo non più di un bicchiere di vino durante i pasti, anche se l’acqua, almeno 1,5 litri al giorno, resta la bevanda per eccellenza. L’attenzione allo stile di vita, a cominciare dal corretto approccio alimentare, appartiene alla sfera della prevenzione primaria, ovvero a quelle azioni che ciascuno di noi può personalmente adottare per cercare di ridurre il rischio d’insorgenza di malattia degenerativa o tumorale. Alla prevenzione primaria, non dimentichiamo, appartengono anche l’astensione dal tabacco e l’allontanamento dal fumo passivo, il mancato abuso di sostanze alcoliche, l’esercizio fisico compatibile con l’età e le condizioni generali di ciascuno. La prevenzione secondaria richiede, invece, una stretta collaborazione fra il cittadino e l’organizzazione sanitaria pubblica, a cui è demandata la gestione di tale aspetto attraverso la realizzazione delle campagne di screening. “Ad ogni cittadino – afferma il Dr. Roberto Sacco, Direttore Scientifico di Clinica Castelli e Presidente della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) Bergamo – compete l’adesione alle campagne di screening a seconda dell’età e del genere. Nel nostro territorio, il SSR è impegnato in tema di prevenzione del tumore della cervice uterina, mediante l’esecuzione del Pap test; in tema di tumore della mammella, mediante l’esecuzione della mammografia, ed in ambito di tumore del colon retto, attraverso l’adesione alla campagna della ricerca del sangue occulto nelle feci. Obesità e malattia metabolica, tumore della tiroide,tumore della mammella, tumore dello stomaco e del colon retto, tumore delle vie urinarie e della sfera genitale maschile possono trovare adeguata risposta chirurgica per il loro trattamento soprattutto quando, con la corretta prevenzione, si sia potuto giungere ad una diagnosi precoce della malattia. Nella struttura dove opero, siamo impegnati quotidianamente sia nella partecipazione alle differenti fasi della prevenzione primaria, che in quella secondaria offrendo, là dove necessario, una risposta chirurgica adeguata alle necessità derivanti da tali malattie”.




