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Mini-scarto alla Camera Senato ingovernabile presto alle urne?

La rimonta di Silvio Berlusconi, la zampata mancata di Pierluigi Bersani, primo alla Camera di un soffio, il boom di Beppe Grillo, la delusione Mario Monti. Nessuno al Senato che raggiunga la soglia necessaria di 158 seggi.

Com’è andata? Un sostanziale pareggio, un piccolo scarto che non consente a nessuno di governare questo Paese. Un possibile ritorno alle urne in tempi brevi. La rimonta di Silvio Berlusconi, la zampata mancata di Pierluigi Bersani, il boom di Beppe Grillo, primo partito, la delusione Mario Monti. Il flop di Ingroia e Giannino. Nessuno al Senato che raggiunga la soglia necessaria di 158 seggi.

Questo l’esito in sintesi estrema delle elezioni politiche targate 2013.

Ma diamo i numeri, non i pareri.

Ecco i risultati definitivi alla Camera e al Senato. Con i seggi di ogni gruppo.

Al Senato della Repubblica la coalizione di centrosinistra che sostiene Pierluigi Bersani ottiene il 31,6 per cento dei consenti per un totale di 117 seggi. Nel dettaglio: Pd 27,4, Sel 2,9.

La coalizione di centrodestra che vede come leader ma non candidato premier Silvio Berlusconi si piazza al secondo posto con il 30,7 per cento e 117 seggi, ovvero Pdl 22,2%, Lega 4,3, Fratelli d’Italia 1,9.

Beppe Grillo prende il 23,7% con 58 seggi.

Mario Monti il 9,1 con 18 seggi

Antonio Ingroia l’1,79

Oscar Giannino lo 0,92

Alla Camera:

Bersani prende il 29,5 di cui 25,4 per il Pd e 3,2 per Sel: 340 seggi

Berlusconi 29,1 di cui 21,4 al Pdl, 4,1 alla Lega, 1,9 Fratelli d’Italia: 124 seggi

Grillo si aggiudica il 25,5: 108 seggi

Monti il 10,6 di cui 8,3 per Scelta Civica, 1,7 per Italia Futura: 45 seggi

Ingroia 2,2

Giannino 1,1

Il centrosinistra avrà dunque il premio di maggioranza che significa 340 su 630 seggi.

Insomma, minimissimo scarto tra centrosinistra e centrodestra, con Bersani, avanti a Montecitorio ma non a Palazzo Madama, che tenterrà di costruire un governo chissà alleandosi con chi. Monti non gli basterà, Grillo ha già annunciato "niente inciuci", con Berlusconi non pare il caso, anche se alcuni commentatori già vedono possibile una grande coalizione.

E dalle nostre parti? La Lombardia al Senato ha registrato uno scarto importante a vantaggio della coalizione di centrodestra che si attesta sul 37,6% con 8 punti di vantaggio sul centrosinistra, ipotecando la conquista del Pirellone da parte di Roberto Maroni che, con questi numeri sconfiggerebbe Umberto AmbrosoliBerlusconi 42,96

E a Bergamo e provincia i risultati sono questi:
Senato: Berlusconi 42,9%; Bersani 25,44; Grillo 14,83; Monti 11,90; Giannino 1,78; Ingroia 0,98;
Camera: Berlusconi 40,9%;  Bersani 24,5%; Grillo 16,1; Monti 13,3; Giannino 2,2; Ingroia 1,3.
Fuori dal parlamento tanti nomi illustri del passato e del tentato rinnovamento: Fin, casini, Di Pietro, Giannino, Ingroia… 
In conclusione: governare difficilissimo. Si tornerà a votare subito dopo aver varato una nuova legge elettorale?