Salute
Laparoscopia e “palla di ghiaccio” per sconfiggere il tumore al rene
Il cancro del rene è un tumore poco frequente poiché rappresenta soltanto il 2% di tutti i tumori. Se ne osservano 4000 nuovi casi ogni anno nel nostro paese e, di questi, i due terzi sono nei maschi.
A cura di Clinica Castelli
Il cancro del rene è un tumore poco frequente poiché rappresenta soltanto il 2% di tutti i tumori. Se ne osservano 4000 nuovi casi ogni anno nel nostro paese e, di questi, i due terzi sono nei maschi. Il picco di insorgenza è intorno ai 60 anni di età, anche se è sempre più comune osservarlo in pazienti più giovani. E’ un tumore clinicamente subdolo e la sua diagnosi è frequentemente casuale, di solito nel corso di un’ecografia addominale eseguita per altre ragioni. Il sintomo più comune, quando presente, è l’ematuria cioè il riscontro di sangue nelle urine. Oltre alla ecografia, la TAC rappresenta l’indagine irrinunciabile poiché fornisce informazioni precise sull’esatta estensione della massa tumorale e sulla presenza di eventuali metastasi.
Le dimensioni del tumore, definite alla diagnosi, sono un elemento importante per costruire un’ipotesi prognostica che andrà successivamente integrata con altri parametri definiti dall’esame istologico sul reperto operatorio: grado di aggressività delle cellule, eventuale infiltrazione del grasso perirenale, interessamento dei linfonodi. Il fumo di sigaretta rappresenta il maggior fattore di rischio per il cancro del rene, oltre all’esposizione prolungata ad alcuni metalli e sostanze, quali: piombo, cadmio, fenacetina e torotrast. La chirurgia rappresenta l’unica terapia del tumore renale localizzato e costituisce un momento irrinunciabile anche nelle forme con metastasi, dove viene sempre proposta prima di affidare il paziente alle cure dell’oncologo.
L’asportazione chirurgica del rene (nefrectomia), o soltanto del tumore (nefrectomia parziale), può essere eseguita con tecnica videolaparoscopica che garantisce identico controllo della malattia tumorale, rispetto alla chirurgia a cielo aperto, e notevoli vantaggi: dolore post-opeartorio notevolmente inferiore, tanto da rappresentare un problema da non temere; ripresa dell’autosufficienza per le attività quotidiane già dal giorno dopo l’intervento chirurgico; dimissione precoce e rapida ripresa dell’attività lavorativa; assenza di cicatrici e rispetto dell’integrità psicofisica del paziente.
La laparoscopia è una tecnica operatoria che consente di eseguire interventi di chirurgia addominale attraverso piccoli fori, porte di accesso, e l’uso di tecnologia specifica: telecamera laparoscopica, monitor, insufflatore di CO2, strumentario chirurgico dedicato ed una particolare esperienza dell’operatore. Il chirurgo, infatti, opera guardando un monitor dove viene trasmessa l’immagine dell’interno dell’addome del quale può esplorare facilmente anche quanto è più difficilmente raggiungibile a cielo aperto. Grazie all’uso di telecamere digitali sofisticate, l’immagine risulta ingrandita e la visione del dettaglio maggiormente definita. Nel caso della chirurgia renale, sono necessari tre piccoli fori da 1 cm, l’intervento dura circa 2 ore ed il mattino successivo all’intervento il paziente può deambulare, provvedere all’igiene personale ed iniziare ad alimentarsi gradualmente. La dimissione avviene in media dopo 2- 3 giorni. In alternativa all’asportazione chirurgica del rene o del tumore – spiega il Dr. Alessandro Piccinelli, Responsabile dell’U.O. di Urologia di Clinica Castelli – può essere proposta, in casi selezionati, la crioterapia laparoscopica o percutanea. Si tratta di una tecnica innovativa eseguita mediante sonde criogeniche che, introdotte nel tumore sotto visione laparoscopica, causano il congelamento e la morte delle cellule tumorali. La sonda, collegata ad un generatore di “freddo” determina il congelamento del tumore che viene trasformato in una “palla di ghiaccio”, il cosiddetto “ice-ball” degli autori anglosassoni che per primi hanno utilizzato con successo questa tecnica.
La medesima procedura può essere eseguita anche per via percutanea sotto guida TAC in anestesia locale. La crioterapia del tumore del rene consente di ottenere risultati oncologici ottimi a fronte di un’invasività estremamente ridotta.

