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“Il David di Michelangelo provoca imbarazzo: mettiamogli le mutande”

Una copia della celebre statua è stata donata alla cittadina di Okuizumo, in Giappone, da un ricco mecenate della zona. Gli abitanti del paese, però, sostengono che spaventi i bambini e chiedono al sindaco: “Se la vogliamo tenere, almeno copriamogli le parti intime”.

Ammirato da milioni di turisti che ogni giorno dell’anno fanno ore di fila per entrare nell’Accademia di Firenze e considerato una delle più belle sculture del mondo, il David di Michelangelo non crea solo entusiasmo, emozione e ammirazione, ma anche imbarazzo e sconcerto. Già, avete letto bene: imbarazzo e sconcerto.

Succede infatti che in Giappone, a Okuizumo (nella prefettura occidentale di Shimane), i 17mila abitanti della località stanno seriamente pensando di coprirne le "pudenda" con dei pantaloni o dei mutandoni. La statua è un dono, ricevuto assieme a una copia della Venere di Milo da un ricco mecenate locale, Kazuo Wakasuki, e sono opera dell’italiano Enzo Pasquini.

Le due icone sono state piazzate in un enorme parco pubblico, in cui si trovano anche una pista d’atletica, un campo di baseball, uno da tennis, un circuito da mountain bike e un’area giochi per bambini. "Qualcuno ha fatto presente ai consiglieri comunicali che i più piccoli hanno paura delle due statue che sono enormi e sorte all’improvviso quest’estate", ha spiegato un responsabile dell’amministrazione, Yoji Morinaga. "Sono statue senza veli e tali opere d’arte sono molto rare nella zona: secondo taluni, potrebbero non essere adatte alla visione dei più piccoli". "I bambini hanno paura" e "la presenza delle statue è opprimente", sono altre lamentele ricorrenti.

Il sindaco Katsuhiro Inoue ha cercato di gettare acqua sul fuoco ricordando ai suoi concittadini che "è parte di un’occasione di buona educazione vedere da vicino e da piccoli opere di prima classe". La sua giunta si è però spaccata e le mamme non hanno intenzione di gettare la spugna. Il rischio di braghe per il David o di uno scialle per la Venere non è affatto scongiurato.