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Salvare dall’impiccagione i levrieri spagnoli In campo “Progetto Galgo”

A Seriate un gruppo di amanti degli animali ha costituito l’associazione “Progetto galgo Onlus” che permette di adottare uno dei 50mila levrieri che ogni anno vengono uccisi in Spagna.

Secondo un’usanza spagnola dopo la stagione venatoria vengono impiccati i levrieri utilizzati nella caccia alla lepre. Ogni anno vengono soppressi circa 50 mila esemplari. Contro questa macabra usanza e per sottratte gli animali a questa fine a Seriate, l’estate scorsa sedici amanti degli animali hanno costituitol’associazione “Progetto Galgo Onlus” che ha l‘obiettivo di individuare e promuovere l’adozione dei levrieri. Dallo scorso settembre sono già stati adottati in bergamasca sedici esemplari e dall’inizio dell’anno sono già tre i levrieri che hanno trovato una cuccia e una famiglia a Bergamo. In fondo, in terra orobica, questo esemplare rappresenta un marchio storico di una celebre casa di moda: Trussardi. Il levriero è da sempre considerato un cane nobile proprio per le sue doti. Per promuovere l’attività dell’associazione sabato 23 febbraio i volontari di Progetto Galgo saranno presenti con uno stand informativo in via XX Settembre.

MACABRA USANZA

Trovandosi in un bosco nella campagna spagnola può capitare di notare penzolare dei cappi dagli alberi. L’ignaro escursionista inizialmente turbato, una volta osservato il diametro del cappio, dedurrà che è troppo stretto per una persona. Passato il primo spavento, l’escursionista sarà colto da una profonda curiosità: a che cosa servono? Quei cappi servono per impiccare i cani. No, non è una macabra riedizione del racconto “Il gatto nero“ di Edgar Allan Poe, ma un’usanza spagnola.

Usanza che consiste nel disfarsi del Galgo dopo la stagione della caccia e abbandonarlo o condannarlo ad una morte lenta e agonizzante. Il galgo è il levriero spagnolo. Conosciuto anche come "figlio del vento" per la sua capacità di correre veloce sul terreno, ma anche come "cane del nulla".

Inizialmente era utilizzato dai nobili per grandi battute di caccia ed era considerato un onore possederne un esemplare.

Con l’arrivo però del Greyhound Irlandese (più potente e resistente), il galgo venne poi utilizzato dalla parte più umile del popolo. Questo cane era un aiuto inestimabile per il proprietario, in quanto ai quei tempi gli uomini cacciavano per sfamarsi. Per questa ragione possedere queste levriero significava socialmente che nella propria casa non si soffriva la fame. Quando il galgo non serviva più per la caccia, il padrone non aveva altra soluzione che sacrificarlo, visto che non aveva le possibilità economiche di mantenerlo. Non avendo fucili, perché riservati alle persone ricche, l’impiccagione divenne il modo più utilizzato perché non comportava spese. Per questo motivo, l’impiccagione dei galgo in Spagna è una pratica molto antica. Nata per necessità economiche ora prosegue per puro sadismo.

Gli esemplari più fortunati sono abbandonati o lasciati nelle “perreras” i canili spagnoli.

PROGETTO GALGO ONLUS

Per salvare questi animali nell’estate del 2012 a Seriate è stata costituita l’associazione “Progetto Galgo Onlus” fortemente voluta da Massimo Errico, Carla Boni e Gilberto Donghi.

“La nostra missione – affermano i tre soci fondatori di Progetto Galgo – è trovare casa a questi condannati ospiti delle perreras spagnole. Cerchiamo famiglie disposte a cancellare il passato di questi animali, persone che vogliano dar loro un sereno futuro ricco di affetti. Il primo passo è proprio quello di individuare la famiglia idonea all’adozione, il passo successivo è organizzare il trasporto che avviene normalmente tramite volo o in furgone attrezzato per il trasporto animali. Siamo pienamente consapevoli che il nostro operato non fermerà questo ingiustificato massacro, il problema è di natura etica e di politica spagnola. Ci auguriamo l’ Unione Europea intervenga tempestivamente per fermare questa assurda e vergognosa tradizione”.

Per informazioni www.progettogalgo.com oppure la pagina face book del Progetto Galgo Onlus.

Angelo Meles