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ARIA: in mostra al Bernareggi l’eterno sogno del volo

Inaugurata a Bergamo l’esposizione che prende spunto dalla rassegna di Padova “I colori del sacro”: dedicata ai bambini ma non solo, multietnica ed ecumenica.

Un’esposizione ("ARIA" al Museo Bernareggi di Bergamo) dedicata ai bambini (e non solo) e al sogno eterno del volo, tanto più facile da coltivare per i bambini e i ragazzi, anche se poi, a dir il vero, il sogno e i tentativi di realizzare il volo hanno intrecciato tutta la storia umana, dai miti più antichi alla realtà.

E infatti numerosi i bambini all’inaugurazione di sabato 19, affatto insolita perché caratterizzata più che dai discorsi di presentazione, dal gioco divertito e dall’interazione dei più piccoli con le simpatiche installazioni presenti, tra cui una teca dove volteggiano piume sospinte dall’ARIA soffiata dai visitatori tramite piccoli forellini.

Gli organizzatori avevano ottimisticamente preventivato una performance di “danza aerea” all’aperto, ma la logica delle stagioni ha voluto proporre la performance della neve in luogo della danza aerea.

La mostra ARIA nasce da un progetto originario di Padova, dove il locale Museo Diocesano organizza da anni una vasta Rassegna Internazionale biennale di illustrazione per ragazzi “I colori del sacro”, che vede una selezione di artisti di ogni parte del mondo e di diverse culture e religioni. La rassegna, giunta alla Sesta Edizione nel 2012, dopo aver passato in rassegna Terra, Fuoco e Acqua, è stata dedicata stavolta all’ARIA, elemento impalpabile ed invisibile, quanto però vitale ed essenziale nella vita umana.

L’ARIA della rassegna è principalmente quella del “soffio vitale” che tanto spesso ricorre nei testi sacri: ma è anche quella che passa nelle voci dei cantori e negli strumenti musicali a fiato come quella che infuria negli agenti atmosferici dalla brezza al vento al tornado, come raccontano le illustrazioni in mostra.

ARIA è anche cielo, e sopra al cielo, o meglio “nell’alto dei cieli”, sta per tradizione la misteriosa residenza delle divinità, non a caso uno dei motti della mostra recita “Dove è Cielo, è anche Dio”.

La mostra ha comunque un carattere multietnico ed ecumenico, aperto anche a tematiche ebraiche e musulmane; l’insistita osservazione degli organizzatori su tale ecumenicità passa rapidamente in secondo piano dinanzi alla bellezza delle opere esposte, di una freschezza e comunicatività piacevolissima, come pure di una modernità di mezzi espressivi che va oltre steccati religiosi ed ideologici.

Si tratta d’altronde di una selezione internazionale e quindi di altissimo livello: le tavole originali, destinate all’illustrazione, provengono dai paesi e autori più disparati, per citarne alcuni l’australiana Shaun Taun, la slovena Dasa Simcic, l’iraniano Elham Assadi, il lituano Marius Jonutis, vari autori italiani.

Sono però numerose le differenze tra l’evento padovano e il suo adattamento al Museo Diocesano di Bergamo.

In primo luogo per il ridotto spazio dedicato alla mostra, solo tre sale del bel Palazzo Bassi di via Pignolo – pur non difettando il nostro Museo di spazi amplissimi. E’ la stessa attenta curatrice Milena Bellometti ad ammettere di aver dovuto ulteriormente selezionare le opere, ridotte in numero a 90 e un po’ sacrificate in un allestimento in stile quadreria d’altri tempi. Alcuni quadri, è vero, sono piazzati ad altezza di bambino ma molti altri finiscono inevitabilmente ad altezze più proibitive per i più piccoli.

La collezione padovana è stata poi integrata da alcune opere di Gianriccardo Piccoli: chiaramente non si tratta di lavori destinati all’illustrazione, ma di eterei veli e sovrapposizioni che conferiscono un tono sognante e onirico a tutto il contesto della mostra.

Quindi a seguire, quello che forse è il colpo più riuscito della curatrice: un’installazione di un volo di un centinaio di uccellini di carta piegata in stile origami che arricchisce la terza sala della mostra di un movimento verticale e curioso, giacché è davvero difficile resistere allo sguardo in alto: l’occhio quindi “vola” dalle opere della terza sala, dedicata al divino dell’ARIA, al volo azzurro e indaco di questi uccellini, confezionati da due bambini della città.

L’attenzione all’infanzia e al suo approccio immediato e diretto all’arte è particolarmente coltivata in questo versione bergamasca della rassegna: sono infatti previsti momenti laboratoriali che si preannunciano di particolare godibilità come ARTE A MERENDA, SCULTURE DI VENTO per il pomeriggio di sabato 2 febbraio 2013 ore 15.00; un concerto di un prestigioso coro di voci bianche (Coro Nuove Armonie del Centro Sacra Famiglia di Martinengo) intitolato DAL RESPIRO IL SUONO, IL CANTO in programma per sabato 16 febbraio 2013 alle 16.00, ed infine l’apoteosi dell’ARIA cantata con un concerto lirico (Chiharu Kubo soprano, Piermarco Mazzoleni baritono, Ernesto Maria Moretti al piano) LA VOCE DELL’ARIA nella suggestiva atmosfera carica di mistero dell’Oratorio di San Lupo sabato 23 febbraio 2013 alle ore 21.

Sono inoltre previsti vari e differenti laboratori per Scuole, Oratori, Parrocchie e Catechisti la cui offerta va dalla semplice manipolazione manuale, alla riflessione sullo Spirito e sul Respiro di Dio.

Mostra: fino al 27 marzo 2013.

Ingresso al Museo e alla mostra euro 5, gratis bambini fino ai 6 anni, euro 1.50 sopra i 6 anni.

Per tutte le iniziative, informazioni al 035.248772.