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Jannone su Ubi Leasing Bankitalia sanziona i vertici Ubi: niente danni al gruppo

Il presidente di Azionisti Ubi:: avevamo ragione a denunciare irregolarità. Ubi Banca: Jannone utilizza in modo improprio dati riservati.

La Banca d’Italia ha sanzionato i vertici di Ubi Leasing. Ne dà notizia Giorgio Jannone che denunciò con la sua Associazione Azionisti Ubi quelle che riteneva irregolarità.

E Ubi Banca replica: Jannone utilizza in modo improprio informazioni riservate, i danni non incidono significativamente sul costo del credito di Gruppo che rimane migliore della media del sistema.

Il provvedimento sanzionatorio riguarda i Consiglieri di Amministrazione, i Componenti del Collegio Sindacale e l’ex Direttore Generale.

Nel procedimento si legge che "l’operato degli organi collegiali non è stato in grado di monitorare con efficacia l’azione dell’esecutivo e degli organismi delegati alla concessione del credito, né di cogliere la vulnerabilità dei presidi organizzativi e di controllo". 

L’ispezione di Gruppo avrebbe, inoltre, rilevato “significative anomalie e comportamenti illegittimi, relativamente a finanziamenti veicolati”. Bankitalia rileva anche che “l’azione di riordino, essendo guidata dalle emergenze in tempo presentatesi, non si è rivelata esaustiva” e “sono emerse nuove esigenze di indagini su singole posizioni”.

Solo dopo il nostro intervento, segnala Bankitalia, il Consiglio del 03.10.2012 ha delegato al comitato esecutivo l’assunzione delle iniziative a tutela degli interessi delle società con la presentazione di un esposto alla Magistratura.

Per quanto concerne il Collegio Sindacale il parere è: “Ha svolto un ruolo scarsamente incisivo".  Quanto alle verifiche in materia di antiriciclaggio il Collegio si sarebbe limitato ad una presa d’atto: "Il sistema dei controlli ha mostrato nel tempo ridotta attitudine a presidiare la regolarità operativa…. Le verifiche svolte dall’Internal Audit non si sono rivelate in grado di cogliere lacune nel comparto creditizio e nei comportamenti della rete agenziale, ad esempio conflitti di interesse".

Viene inoltre contestato per alcune operazioni, che i processi aziendali non hanno evidenziato la necessità di procedere con le cautele dell’art. 136 T.U.B. (norma che regola il conflitto di interessi degli esponenti bancari).

In merito ai rischi operativi, Banca d’Italia afferma che “foriere di rischi legali e reputazionali sono le prassi contabili che hanno consentito di accreditare sui conti di finanziamento accesi ai clienti, somme in attesa di imputazione, senza sufficienti controlli sulla natura delle stesse”; e ancora “carenze sono emerse nei presidi organizzativi e di controllo in materia di trasparenza”.

In merito alle norme antiriciclaggio “per Banca d’Italia la profilatura del rischio di riciclaggio copre solo il 10% della clientela” e “il processo di identificazione delle operazioni sospette non garantisce piena tracciabilità delle decisioni dei valutatori di primo livello”.

Per gli Azionisti Ubi l’esito del controllo di Bankitalia dopo "un lavoro meticoloso e di altissima professionalità, conferma tutte le nostre perplessità ed evidenzia i danni creati ai soci negli ultimi anni. L’opera ed il lavoro della nostra associazione si sono quindi rivelati quanto mai preziosi per tutelare i diritti dei soci di Ubi Banca e per evitare che in futuro si ripetano i disastri che oggi Banca d’Italia rileva. Avevamo pienamente ragione – conclude Jannone – e attendiamo le scuse dei responsabili, dovute non solo alla nostra Associazione, ma anche e soprattutto agli azionisti e ai dipendenti UBI. Con la nostra azione abbiamo fatto emergere fatti gravissimi perpetrati a danno dei soci e che hanno causato e causeranno perdita del valore delle azioni Ubi.

LA REPLICA DI UBI BANCA 

• I danni specifici rilevati durante l’ispezione non incidono significativamente sul costo del credito di Gruppo che rimane migliore della media del sistema.

• In termini di trasparenza di comportamento si conferma quanto già detto precedentemente e cioè che il dossier che l’on Jannone ha fornito ai vertici del Gruppo è stato prontamente dagli stessi consegnato agli ispettori di Banca d’Italia.

• Buona parte delle informazioni contenute nello specifico dossier, come già sottolineato, facevano riferimento ad eventi già accaduti sui quali l’Istituto aveva già preso provvedimenti. Questo è testimoniato dal fatto che il periodo oggetto dei rilievi è relativo agli anni 2008/2010, mentre gli Amministratori di UBI Leasing nominati nell’aprile 2012 non sono minimamente coinvolti nella vicenda e inoltre buona parte degli interventi organizzativi correttivi riguardanti la gestione della Società erano avvenuti prima dell’arrivo degli ispettori di Banca d’Italia e del suddetto dossier (ricevuto nel luglio 2012). Inoltre, con lo spirito di puntualizzare l’effettivo stato della situazione fino in fondo e in maniera rispettosa nei confronti delle persone della società UBI Leasing coinvolte, si ricorda che l’apertura di un processo sanzionatorio non rappresenta una “prova di colpevolezza” ma prevede la stesura di controdeduzioni da parte degli attori coinvolti e solo successivamente una definitiva decisione dell’Ente Vigilante.

• Infine, la frase “fatti gravissimi ai danni dei Soci che hanno causato e causeranno perdita del valore delle azioni UBI” sembrerebbe quasi paradossalmente auspicare un andamento contrario a quello riscontrato nell’ultimo periodo nei mercati sia in termini di quotazione del titolo sia in termini di qualità degli investitori.