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Tennis Brusaporto, il punto di forza è ancora Grigelis - BergamoNews
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Tennis Brusaporto, il punto di forza è ancora Grigelis

Il 21enne lituano nel 2011 ha vinto un challenger da 100mila dollari in California e sfiorato la qualificazione agli Us Open di New York, raggiungendo la 183esima posizione del ranking. Coach Manenti: "Deve solo migliorare un po' mentalmente".

Non servono grandi nomi o chissà quali strutture per puntare in alto. Ne sono la dimostrazione l’Asd Tennis Brusaporto e Future Talent, che nelle ultime stagioni hanno creato in Bergamasca un robusto sodalizio, in grado di soddisfare le esigenze di ogni genere di giocatore, dal professionista al principiante. Un’unione che si è subito rivelata vincente, grazie a un team (guidato dai maestri Luca Bruno, Roberto Manenti e Giuseppe Menga), che ha il suo punto di forza in Laurynas Grigelis, ventunenne lituano ormai in Italia da parecchi anni, e attualmente numero 420 della classifica mondiale Atp. Nel 2011 ha vinto un challenger da 100mila dollari (ad Aptos, in California) e sfiorato la qualificazione agli Us Open di New York, raggiungendo la 183esima posizione del ranking, ma poi si è un po’ fermato.

Tuttavia, nel corso delle ultime settimane ha lavorato duramente per riprendere la strada abbandonata, e sotto la guida di coach Beppe Menga è pronto per tornare in alto. “L’obiettivo che ci siamo posti è quello di vederlo di nuovo nelle posizioni che aveva raggiunto – spiega Roberto Manenti – cioè intorno alla 200esima, e per stimolarlo abbiamo creato una tabella con premi che andranno in base a classifica e risultati. Ce la può fare, ma deve maturare ancora un po’, avere più fame di vittorie e credere di più nei propri mezzi. Per il resto non gli manca nulla, deve solo migliorare dal punto di vista mentale, e ci sta provando con l’aiuto di una professionista del settore”.

Ma Tennis Brusaporto e Future Talent non sono solo sinonimo di professionismo, e puntano forte anche sui giovani, cercando di costruire qualche campione di domani. La punta di diamante del team giovanile è il tredicenne bergamasco Simone Gotti, che nel 2011 ha raggiunto una sorprendente finale alla Coppa Lambertenghi (i campionati italiani under 12), mostrando grandi margini di miglioramento e una velocità di palla insolita per un ragazzo della sua età. “Anche Gotti sta facendo le cose nel modo giusto – prosegue Manenti – e maturando si è liberato di alcune insicurezze che lo frenavano. Risponde bene ai carichi di lavoro, e sta imparando a muoversi meglio in campo, cosa che, essendo cresciuto molto in poco tempo, era diventata un po’ problematica. Puntiamo molto su di lui, ma senza fretta. Per adesso conta crescere bene, i risultati possono aspettare”.

Oltre a Gotti ci sono altri tre ragazzi sui quali Manenti e Bruno ripongono buone speranze: Davide Baccalà, Simone Puleo e Marco Foglieni, rispettivamente classe 2000, 2001 e 2004. “Sono ancora molto piccoli – conclude Manenti – ma hanno già fatto vedere qualcosa di buono, e hanno tutti qualità. Con loro ci stiamo concentrando principalmente sulla tattica, perché devono capire da subito come giocare nel modo giusto. Le vittorie, nella gran parte dei casi, sono una conseguenza del bel gioco mostrato in campo”.

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