“A Calderoli duemila euro al mese extra” Ma la Lega smentisce
Nuova inchiesta sui conti dei lumbard, stavolta a Palazzo Madama, coinvolto anche l’esponente di Bergamo ed ex ministro Roberto Calderoli: il presidente dei senatori della Lega Nord Federico Bricolo dichiara che l’accusatrice numero uno, Manuela Privitera, si vuole vendicare con accuse false e prive di fondamento.
Nell’ambito della nuova inchiesta sui conti dei lumbard (leggi), stavolta a Palazzo Madama, tra cui emerge anche l’esponente di Bergamo ed ex ministro Roberto Calderoli, il presidente dei senatori della Lega Nord Federico Bricolo dichiara che l’accusatrice numero uno, Manuela Privitera, si vuole vendicare con accuse false e prive di fondamento: "Tutti i resoconti della gestione del gruppo – assicura – sono stati regolarmente revisionati ed esibiti in perfetta trasparenza anche alla Procura di Roma, non è emersa alcuna irregolarità".
Intanto emergono i dettagli dell’indagine avviata dalla procura di Romae resa pubblica da uno scoop di Repubblica.
Nella deposizione della segretaria, licenziata dopo una denuncia di appropriazione indebita, si racconta di un sistema rodato che andrebbe avanti da anni. "La destinazione dei fondi che il Senato mette a disposizione dei gruppi, lo dico per diretta conoscenza, non sempre è stata rigorosamente rispettata".
La Privitera rivela l’esistenza di bonifici corrisposti fino al novembre 2011 "con disposizione permanente ai senatori componenti l’ufficio di presidenza: Bricolo 2.028 euro, Bodega 778 euro, Mazzatorta 683 euro". Soldi extra rispetto alle già ricche retribuzioni dei parlamentari. Poi, da novembre 2011, "il presidente (Bricolo, ndr) ha deciso di volerli ricevere e dare per contanti, aggiungendo ai già menzionati senatori anche Roberto Calderoli".
In quello stesso mese era caduto il governo Berlusconi e Calderoli lasciava la poltrona di ministro della Semplificazione. E "al senatore viene destinata la cifra in contanti di 2.000 euro mensili". Spiega che "da dicembre 2011 in poi ho consegnato personalmente ogni mese il denaro in contanti, facendomi firmare una ricevuta individuale precompilata".
Non solo. "Il gruppo pagava l’affitto dell’appartamento dove abitava il senatore Bricolo, con bonifico permanente di euro 1.250 e inoltre saldava il conto di una carta di credito che era nella disponibilità esclusiva del presidente". E poi: "Bricolo ha impartito disposizione affinché il gruppo si facesse carico delle spese telefoniche del senatore Calderoli".
Tra i "pagamenti in contanti" la segretaria annota anche quello "al nostro addetto stampa Romolo Martelloni per 2 mila euro mensili a titolo di rimborso spese in aggiunta allo stipendio che egli percepiva". E ancora, "alcuni extra per la segretaria del presidente Bricolo, Stefania La Rosa". Poi, "la corresponsione mensile di 1.500 euro a tale Cortese Giuseppe, che non era un nostro dipendente ma collaborava con l’onorevole Cota (oggi governatore del Piemonte, ndr) quando questi era capogruppo". La proliferazione dei conti correnti Parecchi soldi sono transitati dai conti correnti 10765, 9686 e dal 10331 dell’agenzia Bnl di Palazzo Madama. Sulla triplicazione degli accantonamenti (e su quest’ultimo c/c in particolare) i pm hanno acceso i loro riflettori. Il sospetto, ancora in via di accertamento, è che a un certo punto lo stato maggiore del gruppo che fa capo al presidente Bricolo e all’ex tesoriere Stiffoni abbia deciso di non girare più alla segreteria di via Bellerio a Milano (siamo negli anni della "monarchia" Bossi, del tesoriere del partito Belsito e del "cerchio magico") l’importo messo a disposizione dal Senato al netto delle spese sostenute. E che abbia piuttosto gestito in autonomia quelle somme, creando conti paralleli. Distribuendo poi migliaia di euro ogni mese in parte ad alcuni senatori per spese più o meno personali, in parte ad alcune figure che gravitavano attorno al partito. Segretarie, portavoce, collaboratori. Per fare cosa? Con quali motivazioni? E perché in nero?
La Privitera è dunque la segretaria amministrativa alle dirette dipendenze di tesoriere e capogruppo (prima Castelli e poi Bricolo) dal 2006 all’aprile 2012. Proviene dalla Pontida Fin, la finanziaria del partito. Anche lei è sotto inchiesta e decide di parlare quando si ritrova esautorata dall’incarico. Ma anche messa all’indice dai suoi col pretesto del prestito da lei ottenuto per l’acquisto di una casa, per una cifra che eccedeva l’anticipo di Tfr al quale aveva diritto. Secondo lei c’era la volontà di sbarazzarsi di una testimone "scomoda". Ai pm si dice pronta a "restituire la parte eccedente" il suo Tfr.





