Inchiesta sui conti dei senatori della Lega C’è anche Calderoli
Nuova indagine della magistratura sui politici italiani. Stavolta nel mirino degli inquirenti ci sono i conti dei senatori della Lega Nord e tra questi anche quelli del bergamasco Roberto Calderoli.
Nuova indagine della magistratura sui politici italiani. Stavolta nel mirino degli inquirenti, rivela La Repubblica, ci sono i conti dei senatori della Lega Nord e tra questi anche quelli del bergamasco Roberto Calderoli.
Infatti qualche conto sembra non tornare nella gestione dei 3 milioni di euro che ogni anno il Senato della Repubblica ha erogato al gruppo parlamentare della Lega Nord-Padania.
Di 15 milioni in 5 anni nella legislatura appena conclusa i magistrati vogliono veder chiaro in stipendi extra corrisposti in contanti al capogruppo Bricolo e ai suoi fedelissimi Bodega e Mazzatorta, ma anche in una "paghetta" da duemila euro mensili per il senatore Roberto Calderoli; nel pagamento dell’affitto allo stesso capogruppo per 1.250 e copertura della sua carta di credito; in assegni girati a collaboratori per finalità non chiare.
La Procura della Repubblica di Roma ha aperto un’inchiesta, curata dal sostituto Roberto Felici. È ancora alle battute iniziali, gli inquirenti sono in fase di riscontro, ma sembra stia procedendo piuttosto spedita. Anche perché la fonte è quel che si dice una gola profonda, addentro alle cose e ai numeri del Carroccio.
A fare rivelazioni assai documentate è la segretaria del tesoriere del gruppo (il senatore Piergiorgio Stiffoni) Manuela Maria Privitera. Nata nel ’67 a Londra, tra i pochissimi ad avere gestione piena e diretta dei milioni di euro di fondi pubblici nelle disponibilità del gruppo a Palazzo Madama.
Emerge un quadro senza precedenti dalla sua deposizione resa il 27 novembre scorso in Procura e dal suo memoriale.






