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L’agenzia viaggi della Cisl licenzia tre dipendenti, vertenza alla Cgil

Tre lavoratrici licenziate dalla Borgunitour, di proprietà della Cisl di Bergamo, si sono rivolte all’Ufficio Vertenze della Cgil: impugnato il licenziamento, dopo le feste l’incontro con l’azienda.

La motivazione è di quelle che, di questi tempi, si sentono spesso, “a causa della riorganizzazione della società”, ma il caso è davvero particolare: la Borgunitour, controllata dall’Ente turismo sociale italiano (ETSI) a sua volta di proprietà della Cisl di Bergamo, ha licenziato tre lavoratrici che a loro volta hanno deciso di intraprende una vertenza di lavoro. Dove? All’Ufficio Vertenze della Cgil.

La riduzione del personale è da ricercare, secondo l’azienda, nel calo del proprio volume di affari ma le tre lavoratrici, di età compresa tra i 35 e i 45 anni, hanno deciso di far valere i propri diritti. La vertenza è stata aperta l’11 dicembre scorso ma, dall’Ufficio Vertenze della Cgil, fanno sapere che per ora è stato solo impugnato il licenziamento. Un incontro con l’azienda, però, si avrà solamente dopo le feste, quindi tutto rimandato al nuovo anno.

“Sono tre dipendenti dell’agenzia viaggi di proprietà della Cisl che, licenziate, si sono rivolte a noi – conferma Carmelo Ilardo, responsabile dell’Ufficio Vertenze Cgil di Bergamo – Posso assicurare che saranno trattate come tutti gli altri lavoratori”.

Solo un paio di mesi fa, ai primi di ottobre, la stessa agenzia viaggi era entrata nell’occhio del ciclone in seguito all’arresto dell’ex titolare, il bergamasco Dario Zambelli, di Patrizio Mercadante, funzionario dell’assessorato alla Famiglia del Comune di Milano ma residente a Bergamo e già segretario provincaile Uil Scuola e del segretario generale dell’Istituto dei ciechi Antonio Picheca: l’accusa era di turbativa d’asta e corruzione. Secondo i pm Pradella e Siciliano sarebbero stati distribuiti 38 milioni di euro di appalti per la gestione delle case vacanza alla Borgunitour di Dario Zambelli, che non aveva alcun requisito per ottenerli. In cambio a Mercadante sarebbe stata versata una “mazzetta” da centomila euro relativa a consulenze fittizie.