• Abbonati
Dietro le quinte

“Noi, sempre al servizio di squadra e coach” Ecco i segreti della Foppa

Prima puntata di "Dietro le quinte", un percorso targato BgNews che vi farà conoscere quante persone lavorano e quanta passione e competenza ci sia all'interno di una società di vertice come la Foppa. Primi protagonisti lo scout man Gianni Bonacina e il video man Andrea Biasioli.

Prima puntata di "Dietro le quinte", un percorso targato Bergamonews che farà conoscere ai tifosi rossoblù quante persone lavorano e quanta passione e competenza ci sia all’interno di una società di vertice come la Foppapedretti. Perché quello che vediamo in campo la domenica è solo il frutto di quanto si semina in settimana.

 

PalaNorda, domenica 16 dicembre, ore 17. Il pubblico si accalca agli ingressi per accaparrarsi i posti migliori. Lo speaker prova il microfono. Gli addetti al campo si posizionano secondo i compiti assegnati. Le ragazze sono ancora negli spogliatoi. Loro invece sono già pronti a bordo campo, con il loro computer, la stampante e gli auricolari per comunicare con la panchina. Stiamo parlando di due figure chiave dello staff tecnico, lo scout man e il video man, al secolo Gianni Bonacina e Andrea Biasioli, che ogni domenica nell’ombra svolgono un lavoro fondamentale per la Foppapedretti.

La prima domanda è doverosa, cosa fa uno scout man?

Bonacina – “Faccio una rilevazione statistica dei fondamentali durante la partita per poter dare alla panchina delle indicazioni su cosa sta andando bene, cosa no, sia da parte nostra che degli avversari. Una seconda parte del lavoro è il sincronizzare queste statistiche ad un video delle partite”.

Che strumento utilizzate?

Bonacina – “Usiamo un programma al pc che inserendo dei codici ci permette di descrivere in modo molto sintetico un azione e i protagonisti. E’ molto meccanico, ormai dopo tanti anni durante la partita riesco a fare anche altro”.

Biasioli – “Più che un lavoro difficile il nostro è noioso perché ci sono cose che sono ripetitive, che si devono fare in ogni azione di gioco”.

Come funziona il vostro personale gioco di squadra, o meglio, di coppia?

Biasioli – “Durante la partita, mentre uno fa lo scout, l’altro guarda i dati in tempo reale. I dati li comunico io in panchina via radio al secondo allenatore. Questo per capire se la partita sta seguendo i binari che abbiamo impostato, se le avversarie si stanno comportando come pensavamo, se c’è da cambiare qualcosa. Cerchiamo di comunicare qualsiasi informazione utile nel modo più tempestivo”.

Come vengono utilizzati i dati durante la settimana?

Biasioli – “Prepariamo dei video per la squadra con delle situazioni che vogliamo sottolineare perché le riteniamo importanti per comportarci al meglio durante la partita successiva. Analizziamo gli attaccanti avversari, le loro caratteristiche e in base a quelle decidiamo come murare e come difendere. Studiamo le loro rotazioni, le caratteristiche del palleggiatore in funzione della rotazione ma anche del tipo di gioco che predilige. Infatti ci sono caratteristiche standard e il nostro lavoro è scoprirle per usarle a nostro favore”.

Immaginiamo che dovrete anche analizzare partite di altre squadre…

Biasioli – “Guardo tutte le partite delle prossime avversarie, dalla prima all’ultima. La Lega obbliga le società a fornire i video, con la ripresa tecnica fatta da dietro. Abbiamo degli accordi, ci scambiamo i files in modo che le statistiche appartengono ad una base comune di lavoro, poi ci sono correzioni che ognuno fa in base al suo metodo e agli aspetti che vuole vedere. E questa condivisione non è un vantaggio da poco perché per guardare una partita a video e sistemarla ci vogliono 40 minuti, fare lo scout di una partita occupa almeno il tempo della partita stessa”.

Perché analizzate le partite dalla zona sotto la curva?

Bonacina – “Perché si vedono meglio determinate situazioni di alzate e di situazioni in campo. L’unica cosa che si vede peggio sono le situazioni in difesa ma la videocamera è collocata in alto apposta per dare un po’ di profondità”.

Bonacina, lei è a Bergamo dal 2004, ormai un veterano. Come è nata e si è sviluppata questa passione?

Bonacina – “Ho giocato fino al 1999, poi nella squadra del mio paese che faceva la B1 allenava Abbondanza che mi ha chiesto di fare lo scout. Poi sono stato a Pesaro e infine a Bergamo. Ormai ho lavorato con tanti tecnici, bene o male le richieste sono uguali per tutti, c’è chi è più concentrato su certi aspetti che su altri ma non c’è grande differenza”.

A quale dei tanti successi sei più legato?

Bonacina – “Per come si era messo all’inizio, l’anno dell’ultimo scudetto è stato indimenticabile ma anche il primo anno di Fenoglio andò alla grande”.

E questa Foppa?

Bonacina – “C’è tanto entusiasmo, Lavarini è molto preparato e ci divertiremo”.

Biasioli, lei invece è alla prima stagione.

Biasioli – “Pedullà era il mio prof di educazione fisica durante gli studi a Novara. Mi ha chiesto di dargli una mano e poi dopo un po’ sono entrato nel suo staff. Sono stato anche a Chieri e ora Bergamo. Ogni esperienza mi arricchisce e quando dai tecnici mi arrivano richieste particolari mi rendono felice perché significano stima nel lavoro che faccio, mi danno importanza”.

E’ il più giovane della serie A1 con i suoi 23 anni?

Biasioli – “C’è il ragazzo di Bologna che è più giovane di me, questo comunque è il mio quinto anno di serie A”.

Una curiosità per concludere: ma le giocatrici le guardano le statistiche?

Bonacina – “Dipende, a qualcuna non importano ma altre ti controllano, se per caso dai un muro ad una compagna te lo dicono subito, penso proprio che si facciano lo scout da sole mentre giocano!”.

Alberto Caprini

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Abbonati!
leggi anche
Il direttore Panzetti con patron Bonetti
L'evento
Foppa e Passione Volley abbracciano i tifosi nella Christmas Night
Chiara Di Iulio e Valentina Diouf
Volley donne
Foppa, Diouf e Di Iulio sempre più stratosferiche Anche Conegliano è ko
Chiara Di Iulio, punto di forza di questa Foppapedretti
L'analisi
Foppa da ottovolante La truppa di Lavarini è sempre più spedita
Stefano Lavarini, tecnico della Foppapedretti, non vuole sentir parlare di classifica
Le interviste
La Foppa in coro: “Pensiamo solo a Crema” Ma con il sogno primo posto
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI