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Bruni cambia obbiettivo In campo alle Regionali al fianco di Ambrosoli

Roberto Bruni non sarà candidato alle primarie dei parlamentari del Partito democratico, punterà sulle elezioni regionali. L’ufficialità è attesa a ore. Nei giorni scorsi l’ex sindaco non aveva nascosto i dubbi sulle modalità di candidatura per la competizione interna al partito.

Roberto Bruni non sarà candidato alle primarie dei parlamentari del Partito democratico, punterà sulle elezioni regionali. L’ufficialità è attesa a ore. Nei giorni scorsi l’ex sindaco non aveva nascosto i dubbi sulle modalità di candidatura per la competizione interna al partito: raccolta di 175 firme tra gli iscritti, nessuna distinzione tra Camera e Senato. Il rischio di dover competere con esponenti di lungo corso del partito come Giovanni Sanga ed Elena Carnevali oppure con Giorgio Gori, reduce dall’impegno per le primarie, ha convinto Bruni a puntare sulle elezioni regionali.

La disponibilità del Partito democratico a candidarlo, mai in discussione, è stata ostacolata dalle decisioni prese a livello nazionale con l’organizzazione delle primarie dei parlamentari. La porta del Senato quindi si chiude, ma si apre il portone della Regione Lombardia. Bruni sarà candidato nella lista civica dell’avvocato milanese Umberto Ambrosoli vincitore delle primarie regionali, non in quella del Pd che verrà decisa nei prossimi giorni. “Considero con grande entusiasmo ed interesse la prospettiva di proseguire sul più vasto territorio regionale l’esperienza civica maturata in tutti questi anni nella nostra città. – spiega Bruni – Ringrazio il Comitato ed Umberto Ambrosoli per la fiducia che mi hanno dimostrato: la candidatura di Ambrosoli, per una regione all’insegna di Europa, sviluppo e legalità, appare particolarmente forte ed interessante anche nella nostra realtà perché apre al dibattito ampio ed all’impegno civico e consente di includere, nella coalizione di centrosinistra, la cittadinanza attiva insieme alle forze politiche interessate ad una reale prospettiva di radicale cambiamento della politica regionale, dopo quasi due decenni di strapotere formigoniano”.