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Inchiesta rimborsi, la lista degli indagati destinata ad allungarsi

Anche la lente della Corte dei conti farà luce sullo scandalo dei rimborsi che ha portato 40 consiglieri cotto inchiesta con l’accusa di peculato. Intanto il pm Robledo ha ascoltato martedì il primo dei tre indagati bergamaschi, Marcello Raimondi

Anche la lente della Corte dei conti farà luce sullo scandalo dei rimborsi che ha portato 40 consiglieri cotto inchiesta con l’accusa di peculato. Gli indagati cominciano a essere ascoltati dal pm Alfredo Robledo, martedì è stata la volta di Marcello Raimondi assistito dall’avvocato Salvatore Stivala, in questi giorni toccherà anche agli altri bergamaschi Carlo Saffioti e Roberto Pedretti.

Devono rispondere delle spese effettuate negli ultimi anni e rimborsate dal Pirellone, come una lunghissima lista di cene, gadget tecnologici, computer. L’indagine punta dritto sul comportamento dei singoli consiglieri, in base a quell’articolo 18 del regolamento che stabilisce che le spese devono rispondere ad effettive esigenze istituzionali fatte in occasione di rapporti di carattere ufficiale fuori della ordinaria attività del consiglio e, soprattutto, devono essere prive di intenti e di connotazione di mera liberalità non giustificata.

La Corte dei conti invece ha aperto un fascicolo ipotizzando un danno erariale non solo a carico degli indagati penalmente, ma anche dei funzionari del Pirellone che hanno partecipato all’iter amministrativo dell’erogazione dei fondi.

Ma la lista è destinata ad allungarsi, coinvolgendo anche esponenti che non appartengono alla maggioranza. Se per Pdl e Lega infatti la Guardia di Finanza ha chiesto accertamenti già da ottobre, a causa dell’attenzione sui casi di Davide Boni, Franco Nicoli Cristiani e Massimo Buscemi, il turno dell’opposizione è arrivato solo settimana scorsa. I pm, da interrogatori e intercettazioni, si sono resi conto che non si trattava di casi isolati, ma di un vero e proprio sistema. Per questo motivo il 10 ottobre scorso hanno sequestrato tutta la documentazione a Pdl e Lega. Per l’opposizione c’è da aspettare. E non è scontato che la botta arrivi proprio prima delle elezioni regionali.