Scuola, sanità e lavoro L’altra Lombardia di Andrea Di Stefano
Andrea Di Stefano, candidato alle primarie della Regione Lombardia, si è presentato al pubblico bergamasco.
Ha l’umiltà di prendere appunti per le domande che gli rivolgono e sfodera, senza presunzione, una competenza maturata dopo anni di studio e ricerca. In diversi campi. Dall’economia all’ambiente, passando dai trasporti e alle imposte.
E’ l’altra Lombardia di Andrea Di Stefano, candidato alle primarie per la guida del Pirellone. Quarantotto anni, giornalista, dirige la rivista "Valori", ha costituito il primo osservatorio sulle ecomafie con Carlo Monguzzi ed Emilio Molinari. Di Stefano si è presentato all’elettorato bergamasco giovedì 13 dicembre ad un’affollata platea in sala Galmozzi.
“Un’urgenza assoluta è legata alla bonifica dei suoli lombardi che hanno livelli di inquinanti altissimi, per esempio a Brescia, la cui situazione è ben peggiore che a Taranto – afferma Di Stefano – la Regione deve coordinare attraverso l’Arpa un piano di ampio respiro che integri bonifiche e gestione rifiuti, superando il modello degli interventi tampone. Il Lombardia ci sono troppi inceneritori, quindi è necessario lo stop a nuovi impianti”.
Secondo Di Stefano “Il sistema agricolo in una Regione come la Lombardia è centrale, sia come forma di tutela del territorio, sia come settore produttivo. Non a caso uno dei pochi che sembra in grado di produrre nell’immediato sbocchi occupazionali. Non si può pensare che solamente il 2% della frutta biologica delle mense scolastiche lombarde sia prodotto nella nostra regione”.
E’ quindi auspicabile una politica per la salvaguardia dei prodotti tipici, mappando e coordinando le buone pratiche esistenti, con un occhio particolare alle produzioni montane, fondamentali per l’economia di quelle zone. Sul fronte dell’energia Di Stefano ha idee chiare: “La Regione deve definire una strategia energetica regionale e vigilare sulla sua attuazione , inoltre deve semplificare le procedure regionali e provinciali e ridurre i costi burocratici per realizzare impianti alimentati da fonti rinnovabili”.
Per quanto riguarda i trasporti la proposta di Di Stefano si sintetizza su tre aree tematiche: dal trasporto si ferro, ridurre gli investimenti sull’alta velocità, per mettere in circolazione treni più lunghi, con capacità di carico maggiore, favorendo l’intermodalità.
La seconda priorità punta alla definizione di un’area metropolitana chiusa al traffico a idrocarburi entro il 2020, come Rotterdam, predisponendo piani di trasporto intermodale, piste ciclabili, infrastrutture per auto elettriche, incentivi al car pooling e al car sharing, potenziamento del servizio treni pendolari.
Infine, incentivare l’uso di mezzi elettrici per il trasporto commerciale regionale. In materia di istruzione e sanità Di Stefano ritiene che il settore pubblico sia prioritario. Quindi progressiva diminuzione dei fondi alle scuole private, piano di edilizia scolastica concordato con le province, eliminazione delle sovrapposizioni tra Asl e aziende ospedaliere, razionalizzazione della gestione della sanità.


