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Bergamo, nei borghi storici mai più kebab, phonecenter scommesse e sexy shop - BergamoNews
La stretta

Bergamo, nei borghi storici mai più kebab, phonecenter scommesse e sexy shop

L’amministrazione comunale di Bergamo lancia una stretta sulle attività commerciali. La delibera di “valorizzazione del commercio” presentata dalla Giunta comunale fissa una serie di paletti molto rigidi per l’apertura di nuovi negozi nei borghi storici.

L’amministrazione comunale di Bergamo lancia una stretta sulle attività commerciali. La delibera di “valorizzazione del commercio” presentata dalla Giunta comunale fissa una serie di paletti molto rigidi per l’apertura di nuovi negozi nei borghi storici. Una serie di categorie non sono più ammesse: kebab, friggitorie, distributori automatici, lavanderie self service, vendita di materiale erotico e pronografico, centro di telefonia internazionale e di trasferimento denaro, sale giochi, sale bingo, agenzie di scommesse, esercizi commerciali con vendita prevalente di prodotti origine extra Ue. Tutte queste attività non potranno più aprire in borgo Santa Caterina, San leonardo (compresa via Quarenghi),Città alta, tutto il centro cittadino, borgo Pignolo e borgo Canale, borgo Palazzo fino a via Serassi.

Inoltre gli esercizi di vendita di materiale erotico o pronografico, le sale giochi, le sale bingo e le agenzie di scommesse possono insediarsi, solo nel resto della città, rispettando una distanza minima di 150 metri da luoghi di culto, ospedali, case di cura, cimiteri, caserme, scuole di qualsiasi ordine e grado ed insediamenti destinati all’educazione e allo svago dei ragazzi. In particolare per i kebab e le altre attività artigianali la motivazione contenuta nella delibera spiega che “la caratteristica dei prodotti venduti nonché gli arresti estremamente semplici si discostano profondamente dalla tradizione di “negozietti e trattorie sotto casa” che per decenni hanno caratterizzato i centri di antica formazione delle nostre città”. Il nuovo regolamento passerà ora in commissione e poi all’esame del Consiglio comunale, dove sicuramente non mancheranno scintille tra maggioranza e opposizione. “Non vorrei che fosse interpretato come un’azione anti kebab – spiega l’assessore alle attività produttive Enrica Foppa Pedretti – è invece una delibera che ha come obbiettivo la salvaguardia dei borghi storici, preservarne l’autenticità. Vogliamo limitare il meno possibile, favorire la cultura dell’accoglienza e del turismo con un occhio di riguardo al patrimonio della città. Spingiamo per la completezza dell’offerta e per garantire un servizio ai residenti. Il ruolo di questa amministrazione è sostenere i negozi di vicinato, fa parte della nostra impostazione politica iniziale”.

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