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Al via la stagione di prosa Donizetti conquistato dal Pirandello di Lavia

E' partita con il botto la stagione di prosa al Donizetti: Gabriele Lavia ha conquistato il teatro bergamasco mettendo in scena "Tutto per Bene" di Pirandello, un'opera in due atti che porta in scena tutta l'ipocrisia e il malessere della società.

Il proscenio del Donizetti ne ha viste di tutti i colori e forse non sarà una prima assoluta, ma la presenza di un viale cimiteriale e della tomba della moglie del protagonista Martino Lori fa una certa impressione.

Pirandello incombe con tutta la sua crudele drammaticità nell’animo dei molti spettatori del teatro cittadino.

E’ partita martedì sera la stagione di prosa di Bergamo con Gabriele Lavia e la compagnia del Teatro di Roma che produce una delle opere meno conosciute dell’autore siciliano, Tutto per Bene, due atti che portano in scena per due ore tutta l’ipocrisia e il malessere della società.

Pirandello come sempre affascina, coinvolge, scruta con profondità l’animo umano senza risparmiarci schiaffi di profonda realtà.

E’ la storia di un uomo qualunque che per sedici anni, devotamente, porta i fiori e i propri pensieri sulla tomba della moglie scomparsa.

L’affetto è diviso equamente con la figlia Palma, la stessa che poi gli stravolgerà la vita con la sua confessione.

La realtà è diversa e si manifesta come un fulmine a ciel poco sereno perché già provato dalla scomparsa dell’amata.

Come sempre esistono vite parallele, finzioni, realtà capovolte, amarissime sorprese che mettono a nudo la povertà umana e la costante presenza dell’ipocrisia e degli espedienti che non aiutano a vivere ma consentono di galleggiare negli anni.

Tutti sanno ma nessuno parla, e la commedia nella commedia prosegue con il tempo scandito dai tuoni e da improvvisi stop dove musica e presenza scenica impongono di fermarsi un attimo, anzi, di tornare sui propri passi.

Un’esigenza di calma e riflessione, come se per pochi secondi ci fosse la possibilità di fermare il tempo delle proprie esperienze e darsi spazio, darsi possibilità, estraniarsi per comprendere cosa sta succedendo. Ogni volta la vita riparte con lo stesso canovaccio e le maschere non spariscono, semplicemente mutano o cambiano volto contrassegnando il tipico umorismo pirandelliano.

“Chi ha capito il giuoco, non riesce più ad ingannarsi; ma chi non riesce più a ingannarsi non può più prendere né gusto né piacere alla vita. Così è”. E Pirandello si fa contemporaneo!

Belle le musiche di Giordano Corapi che scandiscono i momenti dell’opera così come le scene di Alessandro Camera, imponenti vuoti che fanno gli uomini piccoli, piccoli come Pirandello descrive.

La compagnia è di quelle d’eccellenza con ottime prove fornite da tutti gli attori. Roberto Bisacco, Gianni De Lellis, Lucia Lavia, Daniela Poggi, Riccardo Bocci, Giulia Galiani, Giorgio Crisafi, Riccardo Monitillo e la danzatrice Alessandra Cristani meritano lo scrosciante applauso del pubblico bergamasco che potrà vedere lo spettacolo fino a domenica. 

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