BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Pista di San Pellegrino, i tedeschi si stupiscono: “Come essere possibile?” fotogallery

Sgomento da parte dei vicini d’oltralpe nel documentare su un sito specializzato il triste abbandono dell'impianto sciistico la Pista del Sole a San Pellegrino Terme, uno spreco risalente agli anni ‘70.

I tedeschi si stupiscono di uno degli sprechi storici della nostra provincia. Sgomento da parte dei vicini d’oltralpe nel documentare su un sito specializzato il triste abbandono della pista del sole a San Pellegrino Terme.

Erano gli anni 70’, complice il fiorente periodo economico Italiano sempre più imprenditori sperimentavano nuovi progetti. Uno di questi fu la creazione da parte di famiglia facoltosa brembana, la famiglia Cima proprietaria della medesima cartiera a San Giovanni Bianco, di una innovativa pista da sci. Non una semplice pista da sci, ma una pista dove si poteva sciare tutto l’anno, grazie al fatto che era di plastica, all’epoca una delle prime di questo genere delle Alpi. Inaugurata nel 1975, divenne un centro non solo sciistico, ma un vero e proprio polo sportivo a monte di San Pellegrino: una palestra per il tennis, un pista di discesa, una di fondo, un tiro con l’arco e un bar-ristorante, che portò a gareggiare campioni internazionali dello sci come Thoeni e Jean Claude Killy.

Per quegli anni si trattava di un’opera straordinaria, realizzata da una famiglia con idee ambiziose, forse troppo. Infatti dopo poche stagioni di esaltante attività chiuse i battenti per sempre, dopo che era divenuto per molti un ritrovo elegante e troppo snob. Ora restano i ruderi di quello che fu, un bar sventrato e con ancora le coppe delle gare sulle mensole, una palestra con piante rampicanti fin sul soffitto e l’erba che ha ormai preso il posto della pista.

La vicenda della Pista del Sole è stata raccontata su un sito tedesco che si interessa di località sciistiche (Alpinforum.com) e i commenti degli utenti sono sintetizzabili in un “Perché nessuno ha mai fatto nulla per salvare un impianto che potrebbe dare lustro a tutta la provincia?” Una sorta di villaggio fantasma, l’ennesimo gioiellino Brembano andato perduto, l’ennesima sconfitta per San Pellegrino Terme.

Nicolò Belloli

© Riproduzione riservata

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da lavandino

    Interessante un eventulae rilancio della Pista del Sole però credo che oggi a S.P.T: ci siano problemi ben più importanti da risolvere: vedi cantiere nuove terme fermo da anni/mesi. Grazie Percassi ma soprattutto grazie Amministrazione Comunale!!

  2. Scritto da mao1907

    Tutto vero quello che dite… L’impresa privata investe e valuta se l’investimento ritorna altrimenti è liberissima di chiudere…
    Però sarei più d’accordo se si obbligasse il magnate di turno a riportare la situazione all’origine… Perchè ora tra qualche hanno scommetto che con soldi pubblici saremo obbligati a bonificare l’area… in più ci siamo tenuti uno scempio x ben 30 anni!!!

  3. Scritto da Gioanpadan

    Macché spreco, che i tedeschi scrivano quello che vogliono. Un privato ha speso una forntura per aprirla e poi ha smesso per varie ragioni. Ha buttato al vento i suoi soldi, non i nostri, quindi solo lui può dire spreco o sfizio o cos’altro. Qui non c’entra il disfattismo!

  4. Scritto da Luciano Avogadri

    Chi vuole rilanciarla non ha che da accomodarsi. Basta che non si riprovi col solito piagnisteo per poi chedere soldi pubblici.

  5. Scritto da Matteo Reni

    Questo sito mi piace perchè siete popolari e popolari e popolarissimi. Dove trovate titoli come “come essere possibile” o come “impronta UFO”. Veramente, siete insuperabili! Grandi :D

  6. Scritto da Mola

    Mi ricorda tanto il paese di Consonno verso Lecco.
    Bisogna smettere di pensare solo a i soldi all’economia al mercato.
    stiamo lucidando le maniglie sul Titanic.
    Non sono più importanti le persone e la nostra vita?

  7. Scritto da BARBARO SOGNANTE

    Evidentemente non era remunerativa…
    Succede sempre cosi, quando un’opera non ha il suo tornaconto economico succede che viene abbandonata a se stessa
    E’ quello che succederà, piu o meno, anche ad altre località della provincia che hanno puntato sulla neve ma che non sono collocate ad altitudine tale da averla con garanzia (Piazzatorre docet…)

  8. Scritto da nemo

    Certo è triste..ma non esageriamo…se dopo alcuni anni è stata chiusa vuol dire che da un punto di vista economico-gestionale non stava in piedi….A fronte di alcuni commenti che sottointendono un certo mal costume italiano di sprecare ricchezze, credo che per chi volesse ci sia la possibilità di rilevare questa attività e riaprire glli impianti…..forza, coraggio, voi che sotto un nick inventato sembra abbiate tanto coraggio

  9. Scritto da makio

    ricordo di esserci stato,avevo 12 anni eravamo andati con i miei genitori a trovare un amico di famiglia che soggiornava all’albergo, avevo provato la pista in plastica provando delle belle emozioni, mi sono chiesto tante volte perchè sia stato lasciata fallire una così bell ‘attrattiva ,rispolveratela, potrebbe essere una buona idea per il rilancio dello sci a San Pellegrino

  10. Scritto da gigio

    MA PERCHè CI SI DEVE STUPIRE !!!!!!!! BASTA LA PAROLA !!! ITALIA…….