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Grossi: Giannino mi convince, ma punti anche su Europa e diritti

Valter Grossi, liberale già assessore nella giunta di Roberto Bruni, martedì sera era tra i mille e rotti presenti al lancio di “Fermare il declino”, a Bergamo con il fondatore del movimento, l’economista e giornalista Oscar Giannino. E commenta i contenuti del neonato gruppo che intende scendere in campo alle politiche.

Valter Grossi, liberale già assessore nella giunta di Roberto Bruni, martedì sera era tra i mille e rotti presenti al lancio di “Fermare il declino”, a Bergamo con il fondatore del movimento, l’economista e giornalista Oscar Giannino. E commenta i contenuti del neonato gruppo che intende scendere in campo alle politiche.

“Ho firmato con convinzione il manifesto di Fermare il declino perché ne condivido lo spirito e le proposte, una ventata di aria fresca nel torpore della politica italiana, una sterzata liberale per invertite la rotta in un paese che rischia una crisi irreversibile, una speranza per tutti quei giovani che scommettono sul loro talento”.

Il politico bergamasco, che dopo la Margherita aveva sostenuto i rutelliani nell’Api, prosegue: “Sto decidendo se aderire al movimento che al momento sembra concentrato sulle pur condivisibili priorità economiche, mettendo un po’ in secondo piano quei contenuti altrettanto importanti che dovrebbero caratterizzare una risposta genuinamente liberale ai problemi della società italiana. Alludo a temi quali l’unione politica e della cittadinanza europea, la laicità dello Stato e i diritti civili”.

Oscar Giannino, spiega “è un opinionista di grande qualità, rigoroso ed efficace, in grado, cifre alla mano, di indicare ciò che serve all’Italia per abbattere il debito pubblico insieme all’opprimente carico fiscale e che nessuno degli schieramenti politici in campo saprebbe attuare”.

E conclude con un assist a Matteo Renzi, peraltro già porto dallo stesso Giannino al centro congressi di Bergamo: “Occorre una forte discontinuità e Fermare il Declino può essere il catalizzatore di questa esigenza, così come la vittoria di Matteo Renzi può dar vita ad un interessante rinnovamento sul fronte del centrosinistra italiano, pare evidente come all’Italia servono oggi più coraggio, più riforme, piuttosto che continuità e conservazione. Dal ri-bilanciamento del Welfare, alla bonifica dello Stato, alla ri-articolazione dei livelli di governo, alla diminuzione della spesa, c’è molto da fare per ridare un futuro alle nuove generazioni e la libertà non si stanca mai di combattere”