Il racconto

Giornata dello scrutatore “Chiunque vinca le primarie hanno vinto” video

Seggi aperti per scelta del candidato premier del Partito Democratico. Bergamonews vi propone “La giornata di uno scrutatore” del nostro Amerigo Ormea, in diretta da un seggio di periferia di Bergamo.

Con le primarie del centrosinistra, torna la cronaca del nostro Amerigo Ormea, che prende il nome dal protagonista della "Giornata di uno scrutatore" di Italo Calvino. Ormea ha già collaborato con BergamoNews raccontando il "dietro le quinte" di un seggio di periferia in occasione dei quattro referendum del giugno 2011. Tra sabato e domenica ci racconterà cosa avviene in un seggio della periferia di Bergamo, organizzato dai partiti del centrosinistra per le primarie che porteranno a scegliere il candidato premier alle prossime elezioni politiche.

Ore 24

 Le ultime ore sono volate via, è venuta gente ma ormai siamo dei professionisti e la macchina gira che è una meraviglia.

Alle 20 scatta lo scrutinio. Il segretario del circolo comincia a raccattare cartacce é riordinare moduli riaccogliendoli in pacchetti.

Una squadra di volontari si mette intorno al tavolo a contare, ma c’è del timore reverenziale, quasi che le schede fossero sacre.

Vedo gente che si ritira sommessamente dal tavolo e subentrano quelli come me che hanno fatto gli scrutatori "veri". Dividiamo le schede per bianche, nulle e preferenza.

Le contìamo mettendole a pacchi di dieci, chi ha contato Bersani riconta Renzi e viceversa. Tre bianche e quattro nulle, gente che per generosità ha votato due candidati invece che uno.

Alla fine  i conti tornano: sospiro. Per la cronaca, vince Bersani con un netto scarto.

Mi chiama Curzio,  nel suo seggio ha vinto nettamente Renzi.

Qualcuno farà le somme. Io vado a dormire. Sperando segretamente che vinca Bersani, così non si fa il ballottaggio. Bella la giornata, certo, ma non ho più il fisico…

 

Ore 17

Si fa il conto del materiale che serve per arrivare alle 20. Comincia a subentrare, insieme alla stanchezza, l’orgoglio di una iniziativa che sta dimostrando di riuscire. Nonostante tutto. Il polso destro mi fa male a forza di scrivere, insieme all’incazzatura per il sistema macchinoso: non bastava una dichiarazione unica, con una firma per tutto, compresa l’assoluzione dei peccati? È cosa è servita l’iscrizione online, si chiedono tutti, se evita solo una trascrizione e una firma? Però il clima non è polemico, perché comunque il dato è certo: c’è l’abbiamo fatta, chiunque vinca, le primarie hanno vinto. Mi richiamano al lavoro: sono attive nove postazioni, più il seggio elettorale, più il servizio di accoglienza all’ingresso. Sotto!

Ore 15

Finalmente il clima si rilassa, la coda non è più così allucinante, con la gente che ti guarda se non stai a testa china. Il dopo messa e stato micidiale: ma gli elettori del centrosinistra vanno tutti a messa? E questo chi favorisce, Bersani, Renzi, Tabacci o Puppato? O magari Vendola? Spuntano i panini, mia moglie arriva con due: non l’ho mai amata tanto.

Una signora porta una torta al cioccolato già divisa in fette,. Si chiamano gli amici degli altri seggi e scopriamo che siamo un’eccellenza. In effetti, il presidente freddo-bersaniano conteggia che alle 13 hanno votato oltre 900 elettori a fronte dei 1200 di tutta la giornata delle precedenti primarie. Quanti saremo stasera?

Intanto il segretario del circolo PD (ma non sono primarie di coalizione? Dove sono gli altri partiti? E quelli che vogliono fare le primarie regionali civiche, dove troveranno la ventina di volontari e forse più che si stanno alternando qui oggi?) fa l’inventario dei moduli e va in sede centrale a fotocopiare: non arriveremo a stasera neanche con quelli.

A un elettore brillano gli occhi a vedere l’afflusso e mi dice: "Lei mi capisce, se sono tanti vince Renzi". Lo freddo facendogli notare l’età media: “Votano Renzi questi?” Lo scopriremo solo vivendo. Se vivremo.

Ore 14

Qualche frase ricorrente degli elettori:

Signora a fine coda, alla terza firma mentre il volontario ricopia i dati: “Mi han buttato fuori anche da internet” (in effetti tanti registrati on line hanno avito problemi tecnici).

“Siete veramente complicati, siete proprio di sinistra, siete proprio dei politici”

Dopo l’ennesima firma, il commento più gettonato è: “Amò?”

Il sospettoso: “Dove vanno a finire tute queste firme?”

Il micragnoso: “Non posso versare solo 1 euro?”

In diversi: “Ma a cosa servono questi soldi?”

Gli empatici: “Ma poverini, quanto lavoro state facendo"

E qualcuno, perfino, "grazie!"

In coro, quando spieghi che il secondo talloncino servirà per l’eventuale ballottaggio di domenica prossima: “Speriamo di no!” (sono bersaniani o semplicemente non vogliono tornare?)

Ore 10.30, domenica

Dalle otto alle dieci coda ininterrotta che non accenna a diminuire.

Anziani soprattutto, ma non solo.

In genere informati, ma qualcuno chiede perché pagare. Qualcuno legge a fondo la scheda sulla privacy o sulla dichiarazione d’intenti.

Gli scrutatori lavorano senza requie, ma la coda, ci dicono, esce dall’edificio e si snoda all’esterno. Il segretario del circolo riorganizza i flussi: distribuiamo i moduli all’esterno, così si possono pre compilare e poi, man mano si libera una postazione, chiama i cittadini.

Dalle 9 siamo attivi in 8 postazioni oltre al seggio elettorale. Ci sono oltre 12 volontari in servizio e qualche amico o iscritto al PD viene precettato a forza. Le brioches che qualcuno aveva gentilmente portato giacciono senza che ci sia il tempo di assaggiare. Un anziano elettore mi chiede: ma si vota anche domenica prossima? Spiego che si farà solo in caso di ballottaggio e si lascia andare in un sospiro: meno male….

Ore 21, sabato sera

Mi chiama Curzio, un collega di un altro seggio, disperato. A differenza del nostro, dove siamo signori di mezza età (insomma, giovanotti), lì i volontari sono tutti anziani, come lui. Militanti diciamo in età persi nelle mille schede di registrazione in piena psicosi da coda. "Forza, registratevi, che domani sarà una bolgia".

Curzio è battagliero come sempre: "Ma non è possibile che sia andato a recapitare le lettere del circolo per la terza volta dalle altre primarie e di nuovo c’erano un sacco di indirizzi sbagliati o duplicati. E’ uno spreco intollerabile. E poi tutti ‘sti giovani laureati devono tutti andare al supermercato? E lasciate noi pensionati con la terza media a combattere con tutte queste scartoffie?" Però, mi dice Curzio, un po’ di gente è arrivata davvero e in tre ore si sono registrate oltre 130 persone.

Insomma, si brontola: sarà un casino, ma se viene tanta gente è anche bello. A domani.

 

Ore 20.30

Due ore di frenesia. Il presidente del seggio si è preso l’unica ragazza presente e insieme piegano, timbrano, firmano le schede. Seicento schede oggi e Seicento domani, nei momenti liberi.

Sembrano elezioni vere: tre firme. Dopo un po’ si accorgono che invece di firmare per esteso possono fare un geroglifico, che va bene lo stesso, e si rilassano un po’.

Il segretario del circolo bada all’arredo e alla segnaletica; cartelli con frecce direzionali fin dal parcheggio, quasi che gli elettori siano dei beoti: “Meglio dare sicurezza”, dice. Poi attacca qualche volantino del Pd qua e là; gli si fa notare che sono elezioni di coalizione e lui fa un giro del mento (le mani sono occupate dai manifesti, in bocca tiene lo scotch adesivo) come a dire: “Guardati intorno, chi c’è se non il Pd, qui?”

Arriva un volontario, dà un’occhiata e con poche semplici parole fa capire che non abbiamo capito nulla del flusso degli elettori: “Da qui vanno fatti passare i registrati online – spiega -, che non devono intercettare i registrati cartacei”; però allo stesso banchetto di registrazione dei primi possiamo far accedere ultrasettantacinquenni (chi controlla le età? e se hanno solo 74 anni?) e famiglie con bambini.

Poi fa notare che il flusso dei registrati in attesa del voto si interseca con quello di chi ha già ritirato la scheda e si avvia alla "gabina". Occhiatacce, e poi via a spostare tavoli e sedie e a sperimentare flussi e riflussi.

Il presidente dell’ufficio elettorale – perchè di presidenti ne abbiamo due! – spacchetta nell’ordine: registri di iscrizione, moduli per la privacy, moduli per l’adesione al centrosinistra con ricevuta staccabile del contributo (almeno 2 euro), certificato elettorale da consegnare all’elettore per ritirare la scheda.

Ognuno dovrà fare cinque firme, ahinoi, e un’altra quando ritira la scheda. Non c’è il ventilato tabulato con i nomi di chi si è già registrato on line, ma almeno per loro non bisogna trascrivere i dati; si prende l’attestato e via. Sale la preoccupazione sui tempi, sulle code, sui mugugni possibili. Arrivano alcuni elettori che si vogliono registrare per guadagnare tempo domani: sperimentiamo su di loro tempi e metodi. Parecchi di questi si sono registrati online: buon segno.

Alla fine decidiamo di fare un tavolino a parte su cui mettere i moduli che gli elettori potranno compilare nell’attesa. 

Spegniamo le luci (non sia come nelle elezioni vere, dove si lasciano accese, meno male!) e andiamo a casa. Appuntamento per i primi alle 7,30 per controllare che tutto sia a posto per il via delle 8.

 

Sabato 24, ore 18

Eccoci al seggio per le operazioni preliminari di installazione. In attesa che il presidente apra la porta, uno scrutatore pasdaran-renziano e maniacal-numerico racconta delle prove tecniche di registrazione effettuate nei giorni scorsi. Cronometro alla mano, si è messo a quantificare i tempi delle prime registrazioni: rilevati tempi variabili fra un minimo di 3’20” e un massimo di oltre i 7’.

Dando credito al fatto che un po’ di inesperienza ci sia e un po’ di velocità venga con la pratica, il pasdaran-maniacal ipotizza un tempo medio di registrazione (medio, perché poi ci sono le chiacchiere, gli imbranati, i polemici e via dicendo) di 3’. Il conto è presto fatto: in 12 ore di apertura dei seggi ci stanno 240 registrazioni, sempre che il flusso sia regolare e non ci sia nemmeno mezzora di tempo morto.

E se vengono a votare in mille? Brivido. Ci vediamo già appesi ai lampioni dalle folle inferocite…

Il presidente (bersaniano freddo) invita alla calma. Se vengono a votare in mille, spiega, sarà un successo per il Pd, la democrazia, le sorti dell’umanità in generale. E comunque, ora mettiamo tre banchetti per la registrazione, uno per i registrati on-line, uno per chi non può votare però forse vediamo se, uno per i diversamente votanti…

E poi anche il seggio vero e proprio. Giù in fondo. Apre la porta e ci indica il favoloso seggio di Amelie. Speriamo bene, al lavoro.

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