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"Il mio progetto alla Fara è realtà a Trieste ma Bergamo lo bocciò" - BergamoNews
Il parcheggio

“Il mio progetto alla Fara è realtà a Trieste ma Bergamo lo bocciò” fotogallery

Fernando De Simone è l'architetto di Padova che progettò un parcheggio sotterraneo di 800 posti auto alla Fara. Correva l'anno 1999. La giunta Veneziani lo bocciò. Tredici anni dopo a Trieste si sta realizzando un progetto simile. Se state cercando un posto auto sulle Mura, leggete questo articolo.

Si dice che il tempo è galantuomo. Se cercate conferme provate a chiedere all’architetto Fernando De Simone di Padova, uno dei più noti esperti italiani di costruzioni sotterranee, referente in Italia dei gruppi multinazionali di professionisti progettisti Norconsult e Tec.

De Simone è il co-progettista del parcheggio sotto la Fara. Un progetto che fu accantonato da Palazzo Frizzoni, causa cambio di inquilino. Inquilino politico s’intende. Ora però che un simile progetto viene realizzato a Trieste, sotto il colle San Giusto, l’architetto De Simone rammenta quel suo sogno, fatto progetto, di bandire le auto da Città Alta.

Un grande parcheggio per 800 posti auto e per 32 posti bus in caverne sotto la Fara. Anzi, l’idea e lo spazio prevedevano addirittura il raddoppio: 1.600 auto. Il progetto sarebbe stato realizzato con in project financing e investitori europei sarebbero stati della partita.

Correva l’anno 1999, era la fine del mandato del sindaco Guido Vicentini (centrosinistra). In un ordine del giorno delle allora minoranze di centrodestra, si chiedeva di valutare l’ipotesi del parcheggio alla Fara. La giunta Vicentini, con l’allora assessore Enzo Rodeschini diede l’incarico ad una società norvegese coordinata dall’architetto De Simone, che la rappresentava in Italia. Dopo rilievi e carotaggio, si arrivò ad uno studio di fattibilità.

“L’amministrazione spese circa 200milioni di lire complessivi, con l’analisi geologica e carotaggio, poi noi elaborammo lo studio di fattibilità – racconta l’architetto De Simone –. Avremmo realizzato un parcheggio sotterraneo di 800 posti auto, metà per i residenti e altri per i turisti, oltre a riservare 32 posti per gli autobus. Città Alta sarebbe rimasta tutta pedonale, e collegata al parcheggio ed a Città Bassa, con 8 ascensori da 15 passeggeri, realizzando il sogno del grande Le Corbusier che suggeriva di tenere fuori le auto dalle mura venete. Il progetto sarebbe stato realizzato con il project financing, per una spesa di circa 60milioni di euro, gli investitori privati, chiedevano in concessione il parcheggio pubblico per 60 anni. La validità di quel progetto, tutto’ora realizzabile, è data dal fatto che si prevedevano quattro ingressi da Città Bassa: il primo da via Baioni, in zona campo Utili per intenderci; il secondo da via Antonio Locatelli e quindi da Viale Vittorio Emanuele II vicino alla funicolare; il terzo dalla galleria Conca D’Oro e il quarto da via Alberto Riva Villasanta e Via dello Statuto, da Via Guglielmo Grataroli”.

È ancora realizzabile quel progetto?

“Certamente – risponde De Simone – a Trieste se ne sta realizzando uno simile, con 718 posti auto, ma non così sicuro,perchè è a fondo cieco,e non ci sono tunnel automobilistici collegati. Ecco diciamo che con il cambio di amministrazione al Comune di Bergamo, il nuovo assessore Marco Pagnoncelli della giunta Veneziani, disse che il nostro progetto era irrealizzabile perché insicuro secondo i vigili del fuoco. Ora Trieste realizza un parcheggio in caverna simile e non ha tutte le via di fuga che erano previste nel nostro progetto per Bergamo: non credo che i vigili del fuoco di Trieste siano meno bravi di quelli bergamaschi. Qualcosa allora non tornò”.  

Non tornò allora e non torna ora. De Simone, anche se lo studio principale è ad Oslo, conosce benissimo Bergamo.

“Il cantiere dei parcheggi alla Fara non si poteva realizzare a cielo aperto, con un metodo molto economico, semplicemente perché dal nostro carotaggio era emersa la qualità della roccia che era poco resistente, ed infatti ci furono frane” commenta De Simone. Nel progetto della società norvegese il parcheggio di Città Alta sarebbe stato realizzato a una profondità di -55 metri: “A quella profondità – continua De Simone – sotto la falda acquifera, avremmo anche evitato di incappare in ritrovamenti archeologici, che solitamente si trovano ad una profondità massima di 15/20 metri”.

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