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Giorgio Gori: “Ambrosoli faccia le primarie Non deve aver paura”

Pubblichiamo l’intervista rilasciata da Giorgio Gori a Fabio Massa di Affaritaliani.it. Lo spin doctor di renzi commenta la discesa in campo di Umberto Ambrosoli in Lombardia.

Pubblichiamo l’intervista rilasciata da Giorgio Gori a Fabio Massa di Affaritaliani.it. Lo spin doctor di renzi commenta la discesa in campo di Umberto Ambrosoli in Lombardia.

Giorgio Gori, braccio destro di Matteo Renzi, in un’intervista ad Affaritaliani.it commenta la discesa in campo di Umberto Ambrosoli. "Molto bene la sua candidatura, un po’ meno bene il metodo con il quale ci siamo arrivati. Io continuo a pensare che le primarie non siano un capriccio ma il modo per selezionare le leadership e per dare la parola ai nostri elettori. Vedere che invece che oggi si tende ad andare oltre le primarie, secondo me non è un fatto in sè positivo". Poi avanza un appello ad Ambrosoli: "Partecipi alle primarie: è la strada che hanno scelto sia Pisapia che Renzi. Non abbia paura di perderle. Si gareggia non solo quando si è sicuri di vincere. Altrimenti che gara è?". Sulla candidatura di Guerini spiega: "Non è mai stata ufficialmente in campo e non credo che ci sarà". Infine, sulla cena di Bersani a Milano e sulle polemiche per l’incontro con i banchieri dice: "Ancora questa storia? Si strumentalizza un episodio"

Giorgio Gori, che cosa ne pensa della candidatura di Ambrosoli? Molto bene. Molto bene la persona, un po’ meno bene il metodo con il quale ci siamo arrivati. Ma pazienza.

Che cosa intende dire? Penso che il Partito Democratico avesse preso una posizione molto chiara rispetto all’importanza delle primarie. Io continuo a pensare che le primarie non siano un capriccio ma il modo per selezionare le leadership e per dare la parola ai nostri elettori. Vedere che invece che oggi si tende ad andare oltre le primarie, secondo me non è un fatto in sè positivo.

Questo per quanto riguarda il metodo. Questo per quando riguarda il metodo. Chiaro che poi Umberto è una persona di grandissimo valore e sono molto contento che alla fine abbia deciso di aderire alla richiesta di candidarsi.

Lei fa un appello perché si candidi alle primarie? Sì perché penso che sia il modo attraverso il quale possa rafforzarsi e rendere più popolare, per quanto già lo sia, la sua candidatura. Del resto questa è la strada che ha scelto Giuliano Pisapia ed è la strada che ha scelto Matteo Renzi. Difficile sostenere che in alcune circostanze le primarie vanno bene e in altre circostanze le primarie non vanno bene. I tempi di ci sono. E ci sono altri candidati che ci hanno messo la faccia. Anche chiedere loro di fare un passo indietro in questo momento è complicato. Mi piacerebbe che le due cose, ovvero una candidatura di grande profilo, che allarga al mondo civico e che non si chiude in una coalizione di partiti, e un metodo che è quello delle primarie, possano andare insieme.

Diciamo una cattiveria: vista la vittoria di Pisapia non sostenuto dal Pd, vista l’esperienza di Renzi, forse Ambrosoli le primarie ha paura di perderle? Ambrosoli non deve avere paura di perderle. Abbiamo detto che quella di Ambrosoli sarebbe stata una buona candidatura. L’abbiamo cercata, anche nel primo giro, quando poi Umberto ha detto no. Io credo che lui avrebbe tutte le possibilità di vincere e di vincere bene. E poi uno la gara non è che la fa solo se ha la certezza di vincere. Altrimenti che gara è?

Lorenzo Guerini sarà ancora in campo? Lorenzo non è mai stato ufficialmente candidato. Il suo nome è stato fatto da amministratori e non da noi, visto che noi abbiamo detto dal primo giorno che avremmo preferito scindere le primarie per la premiership e quelle per la Lombardia. Il nome di Lorenzo è stato fatto da alcuni amministratori, alcuni dei quali bersaniani, in rappresentanza più di un profilo di persona capace ed esperta della cosa pubblica. Non mi sembra che siamo però arrivati a una candidatura ufficiale. E non credo che ci sarà.

E’ la sera di Bersani. Con un po’ di malizia si è detto che lui fa la cena popolare alla Fabbrica del Vapore, mentre Renzi quella con i banchieri. Di cene con Matteo Renzi e per Matteo Renzi se ne sono fatte molte e molte popolari. Soltanto un desiderio di strumentalizzare un episodio fa sì che si torni a parlare della cena con la finanza. Che peraltro è stata una buona occasione per confermare la consistenza del programma economico di Matteo Renzi anche ad una comunità che è decisiva per tanti aspetti della nostra vita. Bene le persone dell’economia e della finanza, altrettanto bene le cene popolari. E’ sbagliato ed è assolutamente strumentale contrapporre le due cose.